Luca Morassutto, Direttore Marketing Fracarro, sottolinea l’importanza di un adeguato impianto di ricezione e distribuzione, per poter accedere ai nuovi servizi del digitale terrestre, come l’HD.
Castelfranco Veneto, giugno '08 - Grazie agli studi effettuati a livello europeo (già a partire dal 1998 in UK, e successivamente, in Spagna, Svezia, Italia e Francia) e con le informazioni raccolte di recente nei Paesi e nelle aree full digital (come Sardegna e Valle d’Aosta), possiamo oggi tirare le somme sugli aspetti tecnologici, i servizi e le attuali opportunità del digitale terrestre.
“Per quanto riguarda il quadro italiano – commenta Luca Morassutto, Direttore Marketing Fracarro- la situazione non è quella che gli operatori auspicavano qualche anno fa, quando si delineava lo switch off nel 2008. Troppi i tentennamenti legislativi che si sono susseguiti nel tempo (la chiusura definitiva del sistema analogico potrebbe avvenire nel 2012). La copertura del segnale a macchia di leopardo non consente ancora la piena fiducia da parte dei broadcaster, lo sviluppo di un ventaglio completamente convincente di proposte e in definitiva il pieno successo della nuova tecnologia. Eppure non mancano segnali di apertura del mercato DTT, con interessanti passi in avanti sul fronte della tutela del consumatore e su quello dei nuovi servizi”.
Continua l’attività di verifica da parte degli organismi preposti allo sviluppo del digitale terrestre nel nostro Paese, che mirano a garantire la compatibilità dei prodotti presenti sul mercato agli standard qualitativi e di servizio stabiliti. E’ recente l’iniziativa DGTVi che ha assegnato i "bollini blu" sui decoder DTT MHP rispondenti a precise caratteristiche tecniche e di qualità (i modelli Fracarro sono tra i pochi sul mercato a meritare, tutti, il bollino blu). Queste iniziative sono particolarmente utili in questa fase, aiutando il consumatore nella scelta della soluzione giusta, di fronte a un ventaglio spesso confuso di marchi e a proposte non sempre chiare dal punto di vista tecnico.
Tra i servizi più nuovi e interessanti, senza dubbio l’allargamento dell’offerta, soprattutto a pagamento, dei maggiori broadcaster nazionali, con nuovi canali dedicati all’intrattenimento, al cinema, allo sport, ecc. (un esempio, l’arricchimento del pacchetto Mediaset Premium con i canali Mya, Steel, Joi, Disney Channel, e l’uscita di nuove offerte promozionali). E’ innovativo inoltre il contenuto dell’alta definizione (con la recente proposta degli “Europei di calcio HD”, e l’annuncio ufficiale da parte di RAI di ulteriori trasmissioni nei prossimi mesi).
“L’’alta definizione –commenta ancora Morassutto- apre interessanti scenari di mercato per i produttori di apparecchi HD (ricevitori, monitor, accessori…) e rappresenta un ottimo motivo di promozione del digitale terrestre. Ma attenzione. Per poter fruire del nuovo servizio, oltre ai prodotti che funzionalmente si collocano “dopo la presa TV”, vanno considerati tutti gli elementi posti “prima della presa”, quelli cioè che compongono l’impianto. Pochi infatti si soffermano sul fatto che in presenza di impianti di ricezione e distribuzione inadeguati (perché obsoleti o incompleti), i nuovi apparecchi HD non possono essere usati in tutte le loro potenzialità, vanificando investimenti spesso importanti”.
Un ruolo significativo sarà giocato quindi dagli installatori, chiamati ad accertare l’adeguamento dei sistemi, soprattutto di quelli già esistenti, rispetto alle nuove esigenze (verificando per esempio alcuni importanti parametri installativi, come BER e rumore di fase). In molti casi, l’aggiornamento richiederà semplici interventi di manutenzione o di regolazione.
In generale, l'esperienza degli ultimi anni insegna che il digitale terrestre richiede attenzioni particolari proprio sul fronte delle installazioni: mentre il segnale analogico degrada “dolcemente”, permettendo la ricezione delle immagini più o meno buona anche in condizioni difficili, il digitale presenta una soglia di ricezione molto “ripida”, che porta al passaggio repentino, senza stadi intermedi, dalla situazione di ottima qualità dell’immagine alla totale mancanza di ricezione. In altre parole, non esistono, nel digitale, impianti che “vanno abbastanza bene”, ma pretendono di essere fatti correttamente.
A fronte di queste speciali accortezze, Il digitale terrestre introduce evidenti vantaggi rispetto all’analogico, da molti punti di vista, permettendo ad esempio di moltiplicare il numero dei programmi su un canale (fino a 8), di ridurre di un fattore 10-20 la potenza trasmessa per canale, di introdurre servizi interattivi, attualmente poco più che in fase sperimentale, di utilizzare, appunto, l’alta definizione per apprezzare al meglio alcuni programmi. Dal punto di vista strettamente tecnologico, si possono sottolineare le tre marce in più del segnale numerico:
1. Il digitale terrestre consente di implementare “un intervallo temporale di guardia“ grazie al quale l’effetto degli echi scompare (un’eco con una differenza di percorso fino a 90 Km può essere del tutto cancellato)
2. Il segnale viene trasmesso con una velocità di simbolo talmente bassa che le sottoportanti che trasportano i bit sono praticamente immuni rispetto alle distorsioni lineari del canale televisivo (OFDM)
3. Viene implementato un doppio codice di correzione d’errore che irrobustisce il segnale anche nei confronti di toni interferenti e dell’intermodulazione.
Il tema del digitale terrestre, e quello dell’impianto di ricezione e di distribuzione realizzato, o aggiornato, in funzione della nuova tecnologia, vanno di pari passo con l’esigenza, più generale, di una maggiore attenzione per le tematiche dell’impianto TV. “La direzione cui stiamo lavorando –conclude Morassutto – punta a “mettere ordine” rispetto alla caotica situazione installativa del nostro territorio, con lo sviluppo di impianti tecnologicamente razionali, centralizzati ove possibile, e in grado di mettere a disposizione un pacchetto completo di servizi all’interno dello stesso edificio”.
I vantaggi di questo approccio si giustificano facilmente, sia mirando al miglioramento estetico delle nostre città, con la riduzione del noto effetto di “sovraffollamento di antenne” sui tetti, sia allo sviluppo di edifici “intelligenti”, capaci di offrire un ventaglio più ampio di servizi all’utente: non solo la TV, quindi, in tutte le sue forme (digitale terrestre, digitale satellitare, pay TV, TV Over IP), ma anche la comunicazione multimediale e la sicurezza attiva di persone e ambienti dovrebbero già essere facilmente fruibili in tutte le case italiane, senza dover operare nel tempo interventi alla struttura.
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