domenica 28 dicembre 2008

Il digitale terrestre e la televisione che cambia, nel segno delle pay Tv

Poco meno di 10 miliardi di euro di volume d'affari, fra introiti pubblicitari e abbonamenti, e le pay tv a giocare un ruolo di preminenza rispetto a quelle tradizionali. Questa in estrema sintesi la fotografia del mercato televisivo italiano da qui a due anni, quando la continua crescita (a doppia cifra anno su anno) delle emittenti digitali avranno di fatto cambiato equilibri fino a oggi consolidati dall'egemonia del duopolio Rai-Mediaset. Satellite, digitale terrestre, mobile Tv e Tv via Internet non saranno più illustri comprimari bensì prime scelte per la fruizione del media televisivo per molti, moltissimi italiani. Lo dice in modo dettagliato il secondo rapporto della società di ricerche ITMedia Consulting, da cui si evince che entro il 2010 oltre 20 milioni di abitazioni, indice di una penetrazione dell'84%, saranno passate alla tecnologia digitale e avranno abbandonato per sempre la vecchia Tv analogica. Il digitale terrestre, che secondo le stime arriverà in una casa su due entro i prossimi 24 mesi, sarà la piattaforma di riferimento, il satellite consoliderà ulteriormente l'attuale ampia base di utenti e rimarrà la prima scelta per i servizi a pagamento e l'IpTv aumenterà sensibilmente il proprio numero di utenti pur rimanendo, nel complesso, una voce marginale.
Ma come si evolverà, e quanto impatterà, la diffusione del digitale terrestre in questo scenario? In primo luogo, secondo lo studio, le offerte per il Dtt a pagamento saranno un volano per lo sviluppo del mercato "pay" perché svincolate dall'obbligo di abbonamento e focalizzate su bouquet a basso costo alla portata di tutti. La pubblicità, quindi. Fra due anni è destinata a diventare la seconda voce di introiti dietro l'accoppiata canone/abbonamenti (in particolare i servizi a pagamento si confermeranno come il segmento più dinamico dell'intero mercato, con una crescita del 12% anno su anno e un giro d'affari previsto di 3,2 miliardi di euro). A differenza del satellite, che vivrà soprattutto delle vendite dei pacchetti, per la televisione digitale terrestre, forte di un'offerta che sarà sempre più in chiaro e per la sua natura di piattaforma multicanale gratuita, la pubblicità sarà invece la risorsa prevalente, così come lo sarà anche per gli operatori (FastWeb, Telecom Italia, Tiscali e Wind) di Iptv. La nuova natura del mercato televisivo cambierà quindi non solo le abitudini dei consumatori ma anche il mix di fatturato ad esso riconducibile, con le famiglie che andranno a spendere, in canone e abbonamenti, più di quanto faranno le aziende in termini di spazi pubblicitari. E siamo solo all'inizio del lungo processo di convergenza fra Internet, il Web 2.0, i contenuti digitali on demand e la vecchia, cara e irrinunciabile Tv.

Fonte Sole 24 Ore

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