La Sardegna costituisce un laboratorio vivente per vedere come reagiscono i telespettatori passando dal segnale analogico al digitale terrestre. Ebbene, la prima risposta elaborata da Auditel è in qualche modo sorprendente. C'è di fatto un solo perdente, Mediaset, mentre ci sono almeno tre vincenti: Rai, Sky e i nuovi canali digitali terrestri. Per quanto riguarda la Rai soffre sì nel passaggio - i canali tradizionali perdono 2 punti percentuali di spettatori (dal 40,7 al 38,8 per cento - ma recupera con la sua nuova offerta digitale, che cresce dallo 0,5 al 4 per cento con uno scatto di più 3,6 punti.
In particolare, grande sembra il successo della nuova rete generalista venuta dal nulla, Rai 4 con il 3,1 per cento degli spettatori. Il saldo finale è positivo per il gruppo di Viale Mazzini, che vedrebbe passare i propri spettatori dal 41,2 al 42,8 per cento.
Digitale o non digitale terrestre, è proseguita anche in Sardegna la marcia del bouquet satellitare di Sky, che ha fatto un balzo da novembre a novembre di 3,6 punti percentuali, portandosi quasi al 10 per cento (9,8). Interessante anche il boom degli altri canali digitali terrestri (tra i quali La7), che secondo i dati Auditel sono passati in Sardegna, anno su anno, dal 4,5 al 7,3 per cento del totale spettatori, con un aumento secco di 2,8 percentuali.
Come si spiega questo mini-boom delle "altre" digitali terrestri? Probabilmente con il fatto molto semplice che quando un telespettatore si trova davanti a una moltiplicazione dell'offerta (e molti canali sono solo digitali) anche soltanto per la curiosità fa zapping da un canale all'altro. Un altro dato degno di attenzione è la perdita di audience da parte delle televisioni locali, che in Sardegna sono passate dal 2,7 al 2,3 per cento di spettatori (meno 0,4 punti).
Quello della Sardegna è un test, ma importante perché basato su un campione rilevante di un milione e 600 mila persone. Di certo c'è che l'arrivo del decoder sotto al televisore di casa porta a un cambiamento delle abitudini televisive degli italiani. A confermare questa tendenza ci sono anche i dati di Sky, che mostrano come il cambiamento di atteggiamento non sia legato solo alla Sardegna ma abbia una rilevanza nazionale.
Anche sulla piattaforma di Murdoch infatti si assiste a un riequilibrio degli ascolti, le grandi reti generaliste perdono pubblico rispetto ai nuovi canali tematici e ai programmi in pay per view. La tendenza si confermerà anche nei prossimi mesi, i lunghi mesi che ci porteranno allo "switch" definitivo tra televisione analogica e televisione digitale.
Uno studio di Media Italia dice che nel 2012 le sei reti tradizionali (Rai e Mediaset) potrebbero avere uno share più basso di circa 10 punti rispetto a oggi, passando dall'82 al 72 per cento.
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