Non entreremo nel merito tantomeno abbiamo la competenza per dare una risposta esatta e inconfutabile.
Tuttavia possiamo condividere una riflessione prendendo spunto da alcuni dati e scenari emersi e presentati ieri al Society for Information Display (SID) International Symposium, Seminar and Exhibition (18-23 maggio a Los Angeles).
Primi fra tutti, l'avvento dei nuovi LCD a 100 e 120 Hertz e con Response Time migliori, seguiti da nuove tecnologie (schermi OLED o SED) che però sono ancora lontane dal causare la morte di quelle attuali.
Partiamo dal Response time.
La televisione - inteso come apparecchio elettronico - è stata negli ultimi 30 anni il centro di aggregazione della famiglia. Tutti a vedere le trasmissioni televisive della RAI e di Mediaset (ed altre minori).
L'avvento del satellitare e l'arrivo del gaming su console di prima e seconda generazione, assieme al DVD non ha spostato di molto la fruizione dei contenuti attraverso questo strumento.
Le cose hanno cominciato a cambiare, non tanto nella centralità della televisione rispetto alla famiglia (sebbene le televisioni abbiano cominciato a moltiplicarsi all'interno delle case, frammentando i punti di aggregazione) quanto nella funzione che esse potevano svolgere.
Lo schermo (di qualsiasi tecnologia si parli) ha pian piano abbandonato
lo scopo principale di visualizzare esclusivamente trasmissioni televisive, bensì trasformandosi in interfaccia visiva per una moltitudine di contenuti, dalle caratteristiche diverse con necessità tecniche diverse e sempre più sofisticate: digitale, DVD, Multimedia Center, Bluray, per arrivare ai PC e Console Gaming.
Queste ultime due voci stanno imponendo alle Televisioni di oggi e domani di evolvere tecnologicamente. E specificatamente di migliorare il proprio Response Time.
Soprattutto i giochi di ultimissima generazione (che provengano da console o da PC collegati al mega schermo casalingo) hanno bisogno di essere correttamente visualizzati con tempi di latenza che riducano al minimo il gap temporale tra quello che è stato elaborato dalla CPU e la percezione del giocatore.
Tempi di risposta e refresh rates non particolarmente elevati generano un livello di insoddisfazione generalizzata (reazione e reattività).
Dunque?
Prima evoluzione.
TV LCD sempre più veloci. Non solo schermi per la fruizione standard di contenuti, ma strumenti di visualizzazione di entertainment specifico e sempre più sofisticato, spostando la funzione del classico TV LCD da solo Movie Window a Multy-content Window.
Ed è per questo - primi segnali - che cominciano a vedersi le proposte che si spingono in questa direzione, con caratteristiche dichiarate che oggi si aggirano (per TV LCD) attorno agli 8 ms. C'e' molta strada da fare, considerando che i migliori Monitor LCD specifici per PC sono già arrivati a tempi di risposta pari a 2 Ms.
Seconda evoluzione.
Parliamo ora del Refresh Rates. Le offerte attuali (eccetto alcuni primi casi che si stanno affacciando sul mercato) sono tutti basati su frequenze di aggiornamento inferiori ai 100 Hz. Per esattezza, 60 Hz.
Con lo sviluppo e la diffusione del BlueRay e dell'alta definizione, questo fattore diventerà sempre più importante. Schermi con risoluzioni normali (parliamo con risoluzioni fino all'HD), anche se non dotati di frequenze di aggiornamento elevatissime, non portano sostanziali differenze da quelli con alta frequenza di aggiornamento. Tuttavia le cose cambiano quando si parla di TV Full Definition (1080i) con dimensioni superiori ai 40 pollici.
In tal caso, in presenza di un film trasmesso via digitale in FD o visto attraverso un BlueRay le differenze tra una TV LCD da 100 o 120 Hz e uno da 60 Hz saranno decisamente evidenti.
Veniamo ora ai dati e agli scenari presentati al già citato Society for Information Display (SID) International Symposium, Seminar and Exhibition.
Secondo iSupply entro il 2012 in USA ben il 46,2 percento delle televisioni LCD saranno venduti con tecnologia 100 o 120 Hz. Nel 2007 ne sono state venduti solo il 2,7 %.
Sembrerebbe che il mercato abbia già superato la fase del "basta che sia un televisore di quelli piatti" e cominci a desiderare unicamente qualità nelle immagini, fluidità delle scene, profondità dei colori e tutto quel che resta per fruire al meglio l'effetto emotivo generato da un film o da un contenuto multimediale - interattivo o no che sia.
Secondo il servizio ConsumerTrack di iSupply, già nel primo quadrimestre del 2008 i consumatori americani hanno segnalato come principale elemento discriminante la qualità dello schermo e delle immagini (34,1%), superando di gran lunga il prezzo.
Ma la corsa al Refresh rates non si ferma alla frequenza di 100/120 Hz. La Samsung ha proprio mostrato al SID un primo prototipo di televisore LCD a 240 Hz. Pazzesco.
Questo, in teoria, dovrebbe garantire una sempre maggiore stabilità delle immagini mostrate sullo schermo, costituendo un ulteriore passo avanti nella qualità dell'immagine.
Conclusioni?
Per cercare di chiudere il cerco e rispondere - nel nostro possibile - alla domanda iniziale, possiamo affermare che le motivazioni che stanno caratterizzando il mercato dei televisori piatti è dovuto sicuramente alle nuove tecnologie evolutive, sia proposte dai produttori sia richieste dal mercato nel suo nuovo atteggiamento di fruizione di contenuti evoluti.
I vecchi televisori piatti al plasma o LCD, ovviamente perderanno sempre di maggior valore, soprattutto quelli senza decoder digitale integrato (per i quali oggi è addirittura obbligatorio mettere un avvertimento sullo schermo che informa che il presente prodotto non sarà più compatibile con le future trasmissioni televisive se non con l'aggiunta di un decoder esterno).
Ma non solo. La centralità della televisione intesa come negli anni 70 e 80 ha subito profonde trasformazioni, diventando ogg e sempre più domani uno strumento attraverso la quale passeranno una mole enorme di informazioni tecnologicamente esigenti e concettualmente diverse da quelle come erano intese negli anni '80 e '90.
Oggi fare un acquisto con queste previsioni diventa difficile.
Si devono considerare tante cose e molteplici fattori, non eslcudendo la composizione della famiglia e quali contenuti, presumibilmente, si consumeranno.
Anche i consumi non sono da sottovalutare, cosi' come eventuali porte di comunicazione con il resto della casa (integrazioni con reti casalinghe, pc, streaming, rete Internet) e la possibilità di memorizzare in modalità digitale grazie alla presenza di DVR integrati.
Basta per complicare la scelta?
Fonte : Portalino .It
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