sabato 3 gennaio 2009

HI-TECH: LE TENDENZE PER IL 2009

(ASCA-CORRIERE COM.) - Roma, 2 gen - La modalita' di consumo dell'hi-tech cambiano rapidamente. E non c'e' crisi economica che tenga. In questo senso l'anno ch verra' sara' particolarmente interessante. Molte tecnologie verranno migliorate mentre nuovi prodotti tenteranno di conquistare il mercato. Pensati sia per la clientela consumer sia per quella business, piu' esigente, ecco le piccole grandi rivoluzioni secondo due dei piu' importanti consulenti delle aziende Ict, Mark Anderson e Jay Dougherty.

HOME ENTERTAINMENT.

Nel 2009 la spesa delle famiglie si orientera' soprattutto verso l'acquisto di prodotti per l'home entertainment a causa della crisi che impone di passare piu' tempo tra le mura domestiche, magari a godersi un bel film o a giocare con i videogiochi. Tra i prodotti piu' gettonati le televisioni lcd e i sistemi di home theatre, ma anche le console per videogame.

TELEFONIA MOBILE.

Per quanto riguarda la telefonia mobile la parola d'ordine sara' low cost: la restrizione dei consumi orientera' gli utenti verso l'acquisto di applicazioni per smarthphone a basso prezzo. Qualche esempio? Gli Apple iPhone App Store presenti sui siti iTunes, dove si possono scaricare feature gratuite con cui arricchire il proprio iPhone, oppure i software online offerti da Research in Motion, che possono essere integrati facilmente all'interno dei BlackBerry. Per quanto riguarda le nuove tecnologie, invece, il 2009 sara' l'anno della voice recognition: le applicazioni di riconoscimento vocale entreranno infatti a far parte del corredo di base dei cellulari.

HARDWARE.

Il 2009 sara' l'anno dei dischi allo stato solido (Ssd) che utilizzo esclusivamente l'elettronica dello stato solido per memorizzare le informazioni. Gli Ssd sono pia' rapidi, non si surriscaldano e consumano meno energia. Motivo per cui aziende leader nell'espulsione di dischi rigidi, tra cui Hotachi e Segates, stanno implementando questa tecnologia con lo scopo di abbassare i prezzi la cosnumi. Oggi gli Ssd costano quasi 10 volte in piu' di un tradizionale hardisk, ovvero circa 145.

WINDOWS 7.

E' previsto per la fine del prossimo anno il lancio suo mercato dei primi Pc con la settima versione del sistema operativo Windows. Dopo il quasi flop di Vista, la casa di Redmond ha scommesso su una piattaforma che si basa sulla virtualizzazione che permette ai computer di lavorare contemporaneamente con diversi sistemai operativo.

USB 3.0.

E' attesa per la seconda meta' del 2009 la Usb 3.0 in grado di trasferire dati ad una velocita' dieci volte maggiore della Usb 2.0: 27 gigabytes di dati possono essere trasmessi in appena 70 secondi, mentre con la 2.0 sono necessari almeno 15 minuti.

La radio digitale

Il sistema di radiofonia digitale sviluppato nell'ambito del progetto Europeo Eureka 147 Digital Audio Broadcasting (DAB) e standardizzato dal European Telecommunications Standards Institute (ETSI) permette la trasmissione di programmi radiofonici digitali ad alta qualità . (Il progetto Eureka 147 è stato un consorzio formato dai principali produttori di elettronica di consumo, dai principali enti radiofonici ed istituti di ricerca europei. Fondato nel 1987 nell'ambito del progetto tecnologico "Eureka" finanziato dalla Comunità Europea ha definito le basi per questa importante rivoluzione tecnologica

Grazie all'uso della tecnologia digitale il sistema Eureka 147 - DAB fornisce agli ascoltatori ed alle stazioni radio vantaggi potenziali e significativi, nonchè nuove opportunità. Il sistema è ormai consolidato come standard Europeo e si sta' imponendo anche su scala internazionale.

2 I vantaggi della Radio Digitale

La Radio Digitale è l'evoluzione più significativa nella tecnologia radiofonica dall'introduzione delle trasmissioni stereo in MF. Annuncia una rivoluzione per la diffusione dei servizi radiofonici offrendo innumerevoli vantaggi: agli ascoltatori, agli editori radiofonici, agli organi governativi competenti in materia di assegnazione e gestione dello spettro radioelettrico. Quest'ultimo aspetto è per molti irrilevante, ma è cruciale per una gestione efficiente dello spettro radio, risorsa non infinita e preziosa.

La Radio Digitale offre una serie di benefici significativi ed unici. Questi sono:

  • La ricezione sicura e continua, libera da interferenze ed immune agli effetti degenerativi provocati dalla propagazione delle onde radio in presenza di ostacoli ed echi (cammini multipli), che abbassano drasticamente la qualità di ricezione in modulazione di frequenza, e consentendo l'ascolto dell'audio digitale ad alta qualità anche nelle condizioni più difficili.

  • Ricevitori facili da usare. Non è più necessario sintonizzare di nuovo il programma ascoltato spostandosi da una zona all'altra, e la memorizzazione dei programmi è effettuata dal ricevitore stesso.

  • Servizi aggiuntivi permetteranno il miglioramento dei servizi già esistenti basati sull'audio e l'opportunità per l'introduzione di servizi innovativi. L'elevata capacità di trasmissione dati della Radio Digitale permette l'inserimento di informazioni associate ai programmi (PAD) o indipendenti da questi (N-PAD) ad un livello estremamente superiore a quanto oggi disponibile con il Radio Data System (RDS) presente nella radio in modulazione di frequenza. Questi dati possono essere sfruttati per informazioni sul traffico estremamente dettagliate, per scaricare aggiornamenti su sistemi di navigazione ed altro.

  • L'uso efficiente dello spettro elettromagnetico. Più programmi condividono la stessa porzione di banda a radiofrequenza essendo opportunamente canalizzati in un unico flusso digitale. La maggiore flessibilità per le stazioni radio si traduce in una maggiore scelta per gli ascoltatori. L'uso di reti di diffusione isofrequenziali, in cui tutti i trasmettitori parte della stessa rete operano sulla stessa frequenza, permette di non dover cambiare la frequenza di ricezione spostandosi da una zona all'altra.

  • La multiplazione di più programmi su un unico canale radio resasi disponibile dalla tecnologia digitale consente un ascolto ottimale anche con una riduzione della potenza irradiata dai trasmettitori.

  • Flessibilità e ampie possibilità di scelta, grazie ad un sistema che è essenzialmente un unico flusso di dati che può quindi trasmettere numerose tipologie di servizi. Questi possono includere: programmi audio già esistenti con l'aggiunta di informazioni sotto forma di testi, grafica o elementi multimediali; servizi radiofonici completamente nuovi, come servizi dati indipendenti o applicazioni specificatamente multimediali, oppure un mix degli elementi elencati sopra.

3 Aspetti tecnologici del sistema Eureka 147 DAB

Eureka 147 DAB è un sistema affidabile e per la radiofonia digitale, progettato per garantire una ottima ricezione in qualunque condizione per ricevitori mobili (autoradio), portatili (Walkman) e fissi (sintonizzatori hi-fi e altri di uso domestico), utilizzando una semplice antenna a stilo non-direzionale.

  • la compressione audio MUSICAM®

  • la codifica della trasmissione e la multiplazione

  • la modulazione COFDM

3.1 Codifica audio MUSICAM®

Il sistema di compressione digitale della sorgente audio usato nel sistema Eureka 147 è più comunemente noto come MUSICAM®. L'acronimo sta per: masking Pattern universal sub-band INTEGRATED coding and multiplexing.

Si tratta di un processo di codifica molto efficace che permette di ridurre in modo significativo la quantità di dati necessari per trasferire segnali audio nelle reti di telecomunicazione così come nei sistemi digitali di diffusione radiotelevisiva. In genere il fattore di compressione riduce di un fattore tra 6:1 e 12:1 il segnale originale. Ciononostante è in grado di fornire all'ascoltatore un segnale audio ad alta qualità che è soggettivamente ritenuto di "qualità CD". Confrontato con il flusso dati di 1,5 Mbit/s necessari per un segnale digitale a 16-bit campionato a 48kHz, così come similmente si ha all'uscita di un lettore CD, MUSICAM® è in grado di comprimere il flusso dati a valori compresi tra i 64 Kbit/s e i 384 Kbit/s, a seconda della qualità e fedeltà richiesta in uscita.

La specifica tecnica per la codifica psicoacustica è definita secondo lo standard ISO/MPEG Audio Layer II. Il processo si basa sul funzionamento del sistema uditivo umano ed in particolare sugli effetti di mascheramento spettrale e temporale che si determinano nell'orecchio interno. In poche parole, il sistema codifica solamente segnali che l'orecchio umano percepirà e scarterà per contro qualsiasi informazione che, in base al modello psicoacustico, l'orecchio non può identificare. In questo modo la larghezza di banda disponibile può essere usata per trasmettere solo quelle informazioni necessarie per una alta qualità audio soggettiva.

Il principio di mascheramento audio è illustrato in figura 1. Una forte componente sonora, ad esempio a 1 kHz e cioè nel mezzo della migliore percettibilità dell'orecchio umano (la voce parlata di norma va da 300 Hz a 3 kHz), modifica la normale curva di udibilità e definisce il livello che un altro suono deve superare per essere udibile. La seconda componente sonora presente nello stesso momento ad una frequenza vicino alla prima principale, per essere udibile, deve quindi essere più intensa di quanto lo sarebbe se fosse l'unica componente presente. Se detta seconda componente non supera il livello di mascheramento appena descritto non sarà udibile ed il processo di codifica può scartare le relative informazioni risparmiando in trasmissione preziosa larghezza di banda da adoperarsi per codificare segnali audio che saranno sicuramente sentiti.

Figura 1 - mascheramento psicoacustico

3.2 Codifica della trasmissione e multiplazione

I dati relativi ai diversi servizi, che siano audio / relativi all'audio o dati indipendenti, devono essere combinati in un unico flusso dati pronto per la trasmissione. Questo processo è detto multiplazione.

La configurazione e il contenuto del multiplex sono sotto diretto controllo del broadcaster o dell'operatore del multiplex e può essere riconfigurato dinamicamente quando necessario, per esempio per dare spazio a servizi temporanei addizionali, per adeguarsi alle esigenze operative e editoriali del broadcaster. Queste riconfigurazioni possono essere apportate di giorno in giorno o a determinate ore del giorno, secondo le necessità. I ricevitori DAB ovviamente si adattano senza interruzione ad una simile riconfigurazione. Il broadcaster deve ovviamente gestire il rateo di codifica audio, e quindi la qualità audio, e il numero di servizi/programmi messi in onda sul multiplex.

Il multiplex DAB basato sui frame comprende tre elementi

  • Il sinchronisation channel, che convoglia informazioni di riferimento sulla frequenza e la temporizzazione per permettere al ricevitore di sincronizzarsi e decodificare i segnali DAB ricevuti.

  • Il fast information channel (FIC) che contiene informazioni sulla configurazione del multiplex (MCI) e informazioni sui servizi (SI), che descrivono la composizione dei dati all'interno del multiplex e che informano il ricevitore su come estrarre e decodificare le informazioni relative ai servizi selezionati dall'ascoltatore.

  • Il main service channel (MSC) che contiene i frame o pacchetti dati corrispondenti ai diversi servizi all'interno del multiplex. Questa parte del multiplex è essenzialmente il carico utile del segnale DAB.

3.3 Modulazione COFDM

L'uso del potente e spettralmente efficiente schema di modulazione a banda larga, Coded Orthogonal Frequency Division Multiplexing (COFDM) garantisce una sicura ricezione anche in situazioni estreme come interferenze da cammino multiplo. In combinazione con il MUSICAM® permette una efficienza spettrale uguale o maggiore di un segnale analogico FM ma con tutti i vantaggi intrinseci del sistema digitale. Un singolo segnale DAB (multiplex), che occupa approssimativamente 1.5 MHz di spettro EM, può, secondo le qualità audio dei servizi trasmessi, contenere sei o più programmi ad alta qualità .

Nel caso invece che il broadcaster non debba installare una rete isofrequenziale con larga copertura per coprire una nazione, il sistema si adatta facilmente alle necessità dei broadcasters regionali e locali. Confrontato con sistemi analogici, il relativamente basso rateo di protezione contro interferenze di cocanale necessario permette una pianificazione continua in aree di copertura locali adiacenti. Ciò permette un uso più efficiente delle frequenze in una data area geografica di quanto non permettano sistemi analogici.

Il sistema DAB può, in principio, operare su frequenze tra 30 MHz e 3 GHz per la ricezione mobile o frequenze maggiori nel caso di una ricezione fissa. Oggigiorno le trasmissioni DAB terrestri sono effettuate in banda III (174-240 MHz) o banda L (1452-1492 MHz).

4. La Radio Digitale in automobile - vantaggi ed opportunità
4.1. Audio Digitale ad alta qualità e ricezione priva di interferenze

Il sistema Eureka 147 DAB, grazie all'uso della modulazione COFDM e di sofisticati schemi di codifica dei canali, è il primo sistema di trasmissione radiofonica sviluppato specificatamente per soddisfare i più impegnativi requisiti per una affidabile ricezione mobile. La radio digitale permetterà quindi una ricezione affidabile e priva di interferenze in auto, fornendo prestazioni superiori a quelle finora possibili con i servizi in MF. Diversamente da servizi radiofonici analogici VHF/MF, che vennero sviluppati negli anni 50' con l'assunzione che la ricezione fosse eseguita da ricevitori fissi con antenne direzionali montate sui tetti degli edifici, la copertura di servizi DAB è stata progettata specificatamente per servire ricevitori mobili che usano antenne omnidirezionali ad una altezza di 1,5 - 2 metri dal suolo. L'antenna è parte integrante del ricevitore digitale. L'antenna deve avere valide caratteristiche di guadagno nonchè buone ed uniformi proprietà direzionali sul piano orizzontale. Interazioni tra la carrozzeria metallica e l'antenna vanno considerate alle frequenze usate dal DAB, che possono in certi casi modificare le proprietà direzionali dell'antenna. Normalmente la migliore performance si ottiene quando l'antenna è montata nella parte centrale più alta del tetto.

Una critica fatta alcune volte dal ascoltatori esigenti di servizi analogici in MF è che per un ascolto domestico di alta qualità preferirebbero che i segnali audio non vengano compressi, in modo da poter apprezza la completa gamma dinamica del segnale. Ma in molti ambienti rumorosi, come in auto, l'ascolto è migliorato significativamente dalla maggiorata udibilità data dalla compressione della gamma dinamica del segnale. La radio analogica non può soddisfare ambedue le richieste simultaneamente - e gran parte dei broadcasters decidono di usare la compressione - ma il DAB può soddisfare contemporaneamente le richieste di tutti gli ascoltatori. Nel sistema DAB il segnale audio é analizzata in studio per determinare quale livello di DRC (dynamic range control) sarebbe adatto se il segnale dovesse essere compresso, senza però effettuare la compressione. I dati DRC vengono poi trasmessi all'interno del multiplex con i segnali audio digitali. I ricevitori possono poi estrarre i dati del DRC e, se l'ascoltatore lo desidera, comprimere la gamma dinamica dell'audio all'interno del ricevitore. Quindi gli audiofili possono godersi la piena gamma dinamica a casa, mentre gli automobilisti possono migliorare l'udibilità selezionando il DRC.

4.2 Nuovi servizi - Dati, multimedia ed servizi evoluti "on the road"

Come gia menzionato precedentemente, il segnale Eureka 147 DAB è fondamentalmente un flusso di dati che può trasmettere servizi con caratteristiche diverse, inclusi i servizi dati. Informazioni 'dynamic label' trasmessi come PAD permetteranno la ricezione di semplici messaggi di testo della lunghezza max. di 128 caratteri. Questi potranno essere visualizzati sul display alfanumerico del ricevitore o sullo schermo LCD del sistema di navigazione etc. Altre forme di PAD possono trasmettere all'automobilista informazioni sul traffico e sul tempo, includendo grafici, mappe stradali e cartine metereologiche (vedi 4.3 TPEG).

Alcuni di questi servizi possono essere usati per l'intrattenimento. Una applicazione è la distribuzione di contenuti Web via radio. Questi servizi possono usare un telefono GSM per fornire un canale di ritorno per servizi multimedia interattivi (MEMO).

Inoltre i ricevitori DAB possono interagire con i servizi di navigazione satellitare, aggiornando i database del sistema, inserendo informazioni di viabilità e meteo nella programmazione dei percorsi e fornendo segnali di riferimento extra necessari per un posizionamento migliore usando il GPS differenziale.

4.3. Informazioni sul traffico e servizi per i viaggiatori - Il sistema TPEG

Il sistema TPEG è stato progettato in modo da permettere la distribuzione dei contenuti attraverso qualsiasi media digitale, internet, DVB e, naturalmente, Eureka 147 DAB. Il TPEG offre all'utente informazioni sul traffico più precise, rapide ed approfondite di quanto non sia possibile al momento con il Traffic Message Channel (TMC) usato in alcuni paesi come parte integrante del segnale Radio Data System (RDS) nei servizi in MF.

TPEG trasmette un messaggio che conterrà i seguenti elementi:

  • area di interesse

  • evento (lavori, incidente, code,...)

  • gravità dell'evento

  • validità dell'evento (quando e per quanto tempo il msg è rilevante)

  • a chi è indirizzato il msg (a tutti, auto, camion,...)

  • conseguenze (itinerario alternativo,...)

Ricevitori digitali adatti possono visualizzare questi msg come testo oppure con icone sul display o sul schermi LCD. DAB e TPEG possono essere usati per scaricare ed aggiornare sistemi di navigazione e ricevitori dotati di memoria possono creare un database di msg TPEG ancora validi.

Ovviamente la distribuzione di informazioni TPEG in collegamento con servizi di navigazione basati sul GPS forniscono un pacchetto completo, permettendo agli automobilisti di evitare incidenti, code e cantieri, riducendo i tempi di viaggio.

Fonte Club Italia Dab

Dab Report finale DRWG

Pubblicato il report finale del DRWG (Digital Radio Working Group), che illustra il futuro della radio (e della radio digitale in particolare) nel Regno Unito.Il documento elabora ed estende i risultati pubblicati a nel report ad interim a giugno 2008. Il documento può essere scaricato qui

Digitale Terrestre Impianto Antennisti Associazione Marconi



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6 Mux Raiway - Frequenze televisive nel comune di Nuoro Sardegna

Digitale Mux 1

Programmi Tv L.C.N. Info
Rai Uno 1
Rai Due 2
Rai Tre 3


Digitale Mux 2

Programmi Tv L.C.N. Info
Rai 4 16
Rai Gulp 18
Rai Test 3 48


Digitale Mux 3
Programmi Tv L.C.N. Info
Rai Sport Più 19
Rai Uno 1
Rai Due 2
Rai Tre 3
Programmi Radio L.C.N. Info
Radio1 0
Radio2 0
Radio3 0
FD Auditorium 0

Digitale Mux 4

Programmi Tv L.C.N. Info
Rai Edu 1 21
Rai Edu 2 22
Rai News 24 20
Rai Test 1 17
Rai Test 2 47

Digitale Mux 5
Programmi Tv L.C.N. Info
Rai HD 1 301 Trasmissioni in Alta Definizione
Rai HD Test 302 Trasmissioni di test in Alta Definizione

Digitale Mux 6

Programmi Tv L.C.N. Info
Test Dvb-h 0 Trasmissioni di test servizi TV in mobilità

SUPERATO IL 7% DI SHARE,

Superata in novembre la soglia del 7%; il tempo di utilizzo della TDT è ormai in Italia del 7,6%. Una quota che la televisione satellitare è riuscita a raggiungere dopo oltre dieci anni e che
la TDT ha raggiunto in un triennio.
Rispetto ad ottobre, le elaborazioni dello Studio Frasi sui dati Auditel AGBNMR valutano la crescita nell’ordine del 18%. In un anno la TDT è cresciuta del 153%. Il passaggio al digitale della Sardegna e l’incremento delle vendite di TV integrati, stanno accelerando i tempi della transizione alla TV digitale.

Fonte Digita

FORTE CRESCITA A OTTOBRE

Il mese di ottobre segna una forte crescita delle vendite di ricevitori TDT:
secondo le rilevazioni di GFK, sono stati infatti venduti 719 mila pezzi, contro i 447 mila di settembre. Del totale dei ricevitori venduti nel mese, il 60% circa (427 mila) sono integrati,
mentre i rimanenti 292 mila (il 40% del totale) sono Set-Top-Box esterni.
Le vendite cumulate di ricevitori TDT (dal febbraio 2004) superano così a fine ottobre i 10,7 milioni. Dall’inizio dell’anno sono stati venduti circa 3,5 milioni di ricevitori per la TDT.

Fonte Digita

7,1 MILIONI DI FAMIGLIE TDT

Secondo le ultime stime elaborate da Makno, a fine ottobre si contavano 7.078.000 famiglie TDT (in possesso cioè di almeno un ricevitore TDT nella residenza principale). Rispetto a settembre, l’incremento è pari a circa 166 mila famiglie.
A ottobre, inoltre, il numero dei ricevitori TDT presenti nelle famiglie ha superato gli 8 milioni (8.222.034).
Da sottolineare la crescita, in particolare in Sardegna, della dotazione di ricevitori TDT per i
secondi e terzi TV set.

Fonte Digita

venerdì 2 gennaio 2009

Criptaggio Rai: la soluzione è 'vicina' .........

Da Armanduk Oggi a 2:34 pm

Per gli italiani all'estero la questione del "criptaggio Rai" sembra d'importanza non solo materiale ma anche culturale: un vero e proprio caposaldo irrinunciabile del legame che persiste con la loro madre-patria. La deriva che essi paventano è quella di un crollo della diffusione della lingua nel mondo, trasmessa anche grazie ai grandi media nazionali. La Svizzera, già da tempo, ha adottato un metodo di diffusione che fa anche al caso della Radiotelevisone Italiana che, con le opportune modifiche, potrebbe assicurare totale visibilità all'estero e consentire all'emittente l'acquisizione di un bacino d'utenza - pagante - molto più consistente rispetto a quello attuale. "Abbiamo i diritti di diffusione limitatamente al territorio elvetico, - spiega l'ingegnere Nicolas Cattaneo responsabile distribuzione vettori Rtsi - per questo già da quando abbiamo attivato la diffusione su satellite abbiamo creato le condizioni per proteggere il nostro segnale tramite le schede". In seguito, con il passare del tempo, si è "sviluppata" la richiesta dei cittadini svizzeri che risiedevano oltre confine di poter guardare i programmi nazionali e "per questo - afferma Cattaneo - abbiamo dato anche a loro la possibilità di ricevere il nostro segnale semplicemente richiedendo la tessera, alla quale avevano diritto in quanto cittadini della confederazione, pagando una parte del canone, anche se non risiedono in Svizzera". Così facendo la Rtsi (Radio televisione svizzera italiana) e SSR hanno potuto acquisire i diritti dei programmi da lanciare nell'etere, senza dover affrontare costi esorbitanti per l'acquisto dei diritti televisivi, grazie alla protezione delle trasmissioni per mezzo del decoder satellitare. La tessera, infatti, è personale e ad oggi, il numero di utenti in tutta Europa è di 700mila abbonati: "la situazione è molto sotto controllo" spiega Cattaneo, infatti la televisione sa dove si trova ogni smart-card in ogni paese europeo, e "se ci dovessero essere degli abusi è possibile bloccare le schede dirette", grazie al controllo remoto. Questo per l'azienda significa: "più lavoro a livello gestionale ma ci dà - dice Cattaneo - più consapevolezza della parte di utenza che riceve il segnale". Il costo d'attuazione per il fornitore è di "svariati milioni di euro", ma per la Svizzera "era l'unica possibilità, altrimenti non potevamo avere i diritti perché ci sarebbero costati troppo", afferma Cattaneo. Sebbene la Rtsi non avesse altra scelta, la decisione di portare le trasmissioni su satellite, concedendo la decodifica del segnale ai cittadini elvetici, si è rivelata un buon investimento - a fronte del risparmio per l'acquisizione dei diritti televisivi e gli introiti derivanti dai canoni. Per questo il sistema italiano non regge il confronto con quello elvetico, perché si trova a dover fare i conti con una modernizzazione che i vicini d'oltralpe stavano già raggiungendo nel 1998/99 - quando è iniziata la rivoluzione satellitare. Senza contare il guadagno derivato dalla capacità di intercettare una popolazione interessata - e disposta al pagamento del canone - che altrimenti si troverebbe 'costretta' a rivolgersi ad altri grandi broadcaster dell'etere: alcuni italiani residenti all'estero (popolazione europea di 2milioni e mezzo di persone) hanno scelto l'abbonamento Sky per guardare i programmi italiani criptati dalla Rai, investendo denaro in qualità e quantità, per non vedersi negata la possibilità di seguire i programmi nazionali in lingua. "Rimane un contatto con la nazione, con la realtà locale dove sono nati o da dove si sono allontanati per lavoro. Con questo sistema - spiega Cattaneo - copriamo gran parte dell'Europa e possiamo dare loro la possibilità di vedere e di capire cosa succede in tempo reale". Va aggiunto che il sistema satellitare non è strettamente vincolante per l'emittente che può decidere, a sua discrezione, di diffondere alcuni programmi in chiaro (produzioni proprie ad esempio) e riservare la codifica solo per altre programmazioni per cui non si hanno diritti di diffusione oltre confine. "Anche per questo - afferma Cattaneo - lo consiglierei comunque ad un broadcaster pubblico perché dà la possibilità all'utenza che è all'estero, per qualunque ragione, di seguire sempre i programmi ed essere a contatto con la realtà della nazione". Il che si traduce in "valore aggiunto" da fornire ai cittadini. Con il sistema di criptaggio Rai, invece, il segnale diventa invisibile a tutti: italiani e stranieri compresi. Un modus operandi "limitante" specialmente nell'ottica di "una televisione ad alta definizione ed una qualità della trasmissione verso la quale ci stiamo muovendo negli ultimi anni per dare il massimo all'utenza". Ed è così che "il satellite diventa un vettore prioritario" grazie al quale "è possibile - conclude Cattaneo - dare la possibilità all'utenza di vedere tutti i programmi, se è in regola con il canone e con il pagamento dei diritti". (Alberto Brambilla - News ITALIA PRESS)

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Nota di Armanduk:

Ricordate quando un paio di anni fa nel vecchio forum parlavo di questo argomento, di come sarebbe stato molto + conveniente per la RAI dotare chiunque riceva i canali Rai dal satellite (oltre che dall'estero anche nelle zone italiane non coperte) di una card, magari a prezzo simbolico, tipo 10-20€?

Beh, ancora non sono riusciti a partorirla!.....

E ancora accendono microimpianti analogici....

Che cos'è la TV digitale terrestre?

In sigla DTT (Digital Terrestrial Television)
o DVB-T (Digital Video Broadcasting - Terrestrial)


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La TV digitale terrestre, in sigla DTT, è una evoluzione tecnologica dell'attuale sistema televisivo. Computer, cellulari, compact disc: ormai tutto funziona in digitale, solo la radio e la televisione sono ancora analogici.

La novità per la TV è rappresentata dall'adozione di un sistema di trasmissione numerico, ossia di una modalità che non risente di interferenze, abbassamenti di livello del segnale né disturbi e che permette di moltiplicare il numero di canali disponibili. La trasformazione della TV da analogica a digitale coinvolgerà progressivamente gli oltre 50 milioni di apparecchi televisivi del nostro Paese, praticamente tutta la popolazione italiana.

Voluta prima dal libro bianco e poi dalla nuova Legge Gasparri, tratteremo della nuova televisione digitale terrestre che sembra ci cambierà la vita, anche se in Inghilterra, dove è già attiva da parecchi mesi si è già rivevata un grande "flop"! Per ora i grandi vantaggi saranno: gratuita (tranne acquisto del set-box), nessuna parabola e per ogni canale che oggi vediamo sul nostro vecchio tv ne avremo 10. Ma entriamo ora nel dettaglio di come funziona la DTT.


I VANTAGGI

1: LA MULTICANALITA'
Il principale vantaggio della televisione digitale è la possibilità di moltiplicare il numero dei canali che possono essere trasmessi attraverso le stesse frequenze già oggi utilizzate. Ogni singola frequenza, utilizzata in modo analogico, permette infatti di trasmettere un solo canale TV. Grazie al digitale è invece possibile trasmettere audio e video insieme, attraverso una codifica/decodifica numerica delle informazioni. Le informazioni, ridotte a dati numerici, possono essere compresse, cioè essere trattate secondo un procedimento informatico (alla cui invenzione ha contribuito il ricercatore italiano Leonardo Chiariglione), denominato MPEG-2singola frequenza, impiegata in digitale, può trasportare 5, 8 e anche 10 canali TV. Questo significa che con gli stessi televisori e le stesse antenne di adesso, più un adattatore digitale, diventa possibile vedere un centinaio di canali al posto dei circa dodici attuali.
(Movie Picture Expert Group), che permette di moltiplicare il numero di canali trasmessi contemporaneamente da un'unica frequenza. In questo modo, il numero di canali TV che diventano disponibili con la televisione digitale terrestre è moltiplicabile anche fino a otto, dato che ogni


Leonardo Chiariglione

Nel 1992 mette a punto MP3, rivoluzionario standard di compressione digitale del suono.

2: L'INTERATTIVITA'
L'introduzione del digitale alle trasmissioni televisive permette anche l'interazione, o interattività, cioè l'opportunità di trasmettere informazioni non solo dall'emittente (canale televisivo) al ricevente (spettatore), ma anche dallo spettatore all'emittente (canale di ritorno). L'interattività permetterà di compiere operazioni semplici attraverso il telecomando. In alcuni Paesi l'interattività è diventata parte integrante dei nuovi format televisivi, come ad esempio il televoto in quiz e concorsi, o l'espressione di giudizi di gradimento sui programmi trasmessi, fino all'invio di brevi messaggi di testo da e verso l'emittente e tra i telespettatori. Il canale di ritorno non sarà via etere. Questo significa che le attuali antenne delle abitazioni non dovranno essere sostituite con antenne ricetrasmittenti: l'interattività sarà possibile attraverso un collegamento telefonico.

SERVIZI AGGIUNTIVI
Grazie all'interattività, il ricevitore digitale permetterà di accedere inoltre a un teletext di nuova generazione, molto più ampio e rapido, e di usufruire di una nuova serie di servizi informativi e di pubblica utilità, come ad esempio notizie sul traffico e la viabilità locale, gli orari di treni ed aerei, l'elenco dei numeri telefonici, la consultazione dell'estratto conto del proprio conto corrente postale o bancario, fino alle operazioni bancarie.

COM'E' POSSIBILE PER IL DIGITALE MOLTIPLICARE I CANALI?
Attualmente gli apparecchi ricevono i canali in analogico, (è una tecnologia di trasmissione messa a punto tra la fine degli anni Quaranta ed i primi anni Cinquanta). In quei primi anni radio e televisori erano a valvole, consumavano molta elettricità e, letteralmente, scaldavano. Successivamente i transistor hanno permesso di amplificare segnali elettrici modulati senza le distorsioni tipiche delle valvole e senza dissipare troppa corrente elettrica sotto forma di calore. Un'altra evoluzione epocale per la televisione è stata l'introduzione del colore, avvenuta tra gli anni Cinquanta ed i Settanta. Ma i cambiamenti non hanno mai interessato la modalità di trasmissione, che è rimasta sempre uguale, a uno stato tecnologico piuttosto involuto rispetto ai cambiamenti che si sono avuti ad esempio nelle telecomunicazioni: mentre la TV rimaneva ancorata all'analogico, in tutti gli altri settori dell'elettronica diodi e transitor lasciavano la scena ai microprocessori, con relativa miniaturizzazione di apparecchi e componenti, e al digitale. La vecchia valvola dura ancora, nella stragrande maggioranza dei casi, per un uso un pò speciale: il tubo catodico!

La modulazione adottata è la COFDM Coded Orthogonal FDM e le bande saranno quelle attuali dell'analogico, quindi 8 MHz per canale. Si pensa che sarà utilizzata solo la banda UHF anche se lo standard non esclude l'utilizzo del VHF. Per ogni canale analogico ci saranno 5 o 6 canali digitali, a seconda del bit-rate di trasmissione. Con un ricevitore DVB-T Fuba l'aggancio è perfetto con solo 45 dBµV di segnale, il tutto disturbato da un programma analogico isofrequenza più forte di 20 dB. Per maggiori info si può fare riferimento al libro bianco del Digitale Terrestre. (ETSI sul DVB-T).

COSA DEVO FARE? (I COSTI)
Grazie all'introduzione del digitale terrestre, la TV italiana potrà proporre nuovi programmi e canali tematici in chiaro, in grado di soddisfare, insieme all'intrattenimento, anche le istanze di consumo culturale e di approfondimento che scaturiscono da un pubblico sempre più esigente. Per accedere alla nuova televisione digitale sarà possibile acquistare gli apparecchi TV di nuova concezione, predisposti per il digitale (in sigla: iDTV), oppure un adattatore (set-top-box) che consenta di continuare a utilizzare, oltre all'impianto d'antenna esistente, anche lo stesso apparecchio televisivo già in uso. Il decodificatore digitale potrà avere diverse funzioni, a seconda dei modelli e del prezzo. Il modello base, un semplice ricevitore digitale per programmi televisivi, consentirà l'organizzazione di liste di programmi preferiti e permetterà di accedere al teletext. Un tale dispositivo, privo di funzioni interattive, è il minimo indispensabile per rendere un televisore analogico capace di ricevere programmi TV in digitale. Il suo prezzo di vendita, in Inghilterra, si aggira tra i 100 ed i 190 euro. I set-top-box con funzioni avanzate si distinguono in tre grandi categorie. Quelli di "livello 1" sono dotati di interattività locale, cioè limitata ad applicazioni scaricate dall'etere, con le quali l'utente può interagire tramite telecomando. Un altro esempio di applicazioni a interattività locale sono i videogiochi scaricabili via etere. I decoder di "livello 2" sono caratterizzati da funzionalità multimediali di tipo interattivo, attraverso un apposito canale di ritorno. Il prezzo dei decoder di livello 1 e 2 è superiore da 20 - 60 percento rispetto ai decodificatori base, cioè tra i 150 e i 300 euro circa. Il set-top-box di livello 3, infine, è dotato di interattività spinta (anche Internet) e di diversi optional come tastiera per SMS, posta elettronica, videoscrittura, videocamera e microfono per chiacchierare con gli amici dotati di computer o di videotelefonino UMTS, con la possibilità di fare anche videoregistrazioni magnetiche sul disco incorporato e di memorizzare documenti e dati. Il prezzo medio, sempre riferito al mercato inglese, dove i decoder digitali oltre che a noleggio sono disponibili anche per la vendita, è compreso tra i 320 ed i 480 euro.

CONCLUSIONI
La strada che porterà alla TV digitale terrestre in Italia richiederà di non essere percorsa precipitosamente e sarà inoltre necessario garantire agli utenti la possibilità di non dover buttare via i televisori.

PERCHÉ PASSARE AL DIGITALE

Innanzitutto la trasmissione in digitale, rendendo il segnale particolarmente robusto nei confronti dei disturbi, restituisce allo spettatore la percezione di un’immagine di massima qualità. La natura numerica dei segnali, infatti, consente di utilizzare dei potenti strumenti matematici che permettono di ricostruire perfettamente il segnale originale anche in condizioni fortemente critiche. Ciò significa che l’immagine televisiva viene finalmente liberata da tutti quei fenomeni di interferenza che ne deteriorano la qualità e che ben conosciamo.
Un altro motivo che sta spingendo tutti i paesi all’adozione della TV digitale è la possibilità di sfruttare con maggiore efficienza la porzione di spettro riservata ai canali televisivi, con la conseguente quadruplicazione dei canali disponibili. Il numero di frequenze utilizzabili è limitato e soprattutto nel nostro Paese è da tempo motivo di scontro anche politico. Sempre per il fatto che il segnale è numerico, è possibile utilizzare dei complessi algoritmi matematici che consentono di ridurre sensibilmente il numero di bit necessario per rappresentare l’immagine televisiva. Questa operazione prende il nome di compressione ed è diffusissima nel mondo dell’audio e video digitale. Utilizzando la compressione MPEG-2 è possibile trasmettere su una frequenza prima utilizzata da una singola emittente, fino a 6 canali contemporaneamente in digitale.

Fonte Club Marconi


META FVG - progetto di Televisione Digitale Terrestre per il turismo avanzato

L’obiettivo generale di questo progetto persegue lo sviluppo di un sistema di t-government che eroghi servizi accessibili alle fasce deboli e a quei cittadini che sono tendenzialmente esclusi da altri canali che la Regione ha attivato per la fruizione di quegli stessi servizi; un obiettivo che completa il quadro degli interventi che sono stati già previsti, ed in parte attivati sul territorio regionale (cfr. Piano Territoriale della Regione Friuli Venezia-Giulia – Progetti di e-government), che con il presente progetto presentano un'offerta che ben s’integra con le logiche di sviluppo regionale.

OBIETTIVI SPECIFICI

  1. Facilitare l’accesso ai servizi di e-government della Regione Friuli Venezia Giulia da parte dei cittadini (tv digitale come media-ponte verso l’e-government).
  2. Introdurre e sviluppare nell’esperienza dei cittadini della Regione il vissuto della televisione digitale terrestre di servizio istituzionale.

Il progetto prevede di raggiungere:

  • un'offerta di servizi informativi di t-government relativi al settore del turismo;
  • la sensibilizzazione della PA a livello regionale nello sviluppo di un progetto di innovazione comunicativa al fine di allargare l’uso della tv digitale terrestre a tutti i servizi della regione, attraverso un primo progetto che diventa anche occasione di apprendimento organizzativo nel settore DTT.

I risultati previsti dalla sperimentazioni sono:

  • un servizio di diffusione delle informazione ad alta accessibilità ed intuitività che impiega un sistema ad interazione semplice;
  • un sistema di content management accessibile dagli operatori responsabili della gestione dei contenuti del servizio, con un alto livello di aggiornamento delle informazioni;
  • un sistema per il rilevamento dei risultati del servizio in termini di diffusione e di soddisfazione dell’utenza.

Consorzio Triveneto

Televisione Digitale Terrestre Stampa E-mail

La Televisione Digitale TerrestreConsorzio Triveneto ha individuato nella Televisione Digitale Terrestre Interattiva (DTT) nuove opportunità di mercato, presentando la stessa nella duplice valenza di mezzo di comunicazione informativo e allo stesso tempo interattivo, in grado di offrire contenuti e servizi di pubblica utilità ai cittadini e alle imprese, predisponendoli ad una rinnovata e proficua relazione con l'Amministrazione Pubblica.

Con l'utilizzo di un decoder digitale terrestre è possibile accedere ad una vasta offerta di canali televisivi a valore aggiunto, alcuni dei quali con informazioni specifiche sul territorio e sui servizi dell'Amministrazione Locale, utilizzabili direttamente senza doversi recare agli sportelli amministrativi.

La Televisione Digitale Terrestre Interattiva rappresenta infatti il nuovo canale per l’erogazione di servizi quali: T-Banking per l’espletamento dei servizi bancari con grande semplicità di utilizzo e massima sicurezza;
T-Commerce, che trasformano il canale televisivo “pubblicitario” in “canale di vendita” di prodotti e servizi;
T-Government per l’informazione al cittadino ed il pagamento dei tributi;
E’ in questo contesto che si inserisce il progetto Citizens iTV, inserito nel Programma Regionale di Azioni Innovative (PRAI) proposto da Regione Veneto, cofinanziato dall'Unione Europea, attuato dalla Direzione Sistema Informatico della Regione Veneto in partnership con Venice International University - TeDIS.
Il progetto propone di sviluppare, per il territorio della provincia di Belluno, un "Portale Televisivo del Digitale Terrestre" che ospiterà i servizi delle Comunità Montane e dei Comuni, delle associazioni di categoria locali, delle agenzie regionali, in particolare ARPAV e Veneto Lavoro.

La Televisione Digitale TerrestreConsorzio Triveneto fornirà alle amministrazioni comunali che attiveranno i servizi interattivi e di pagamento (tributi locali, rette scolastiche, pass ZTL, pagamento multe…), in convenzione con le Banche aderenti all’iniziativa, il software che abilita il pagamento con le carte di credito tramite la Televisione Digitale Terrestre interattiva.

Per questo servizio innovativo Consorzio Triveneto si è impegnato a garantire sia la compatibilità del sistema di pagamento con tutti i modelli di decoder disponibili sul mercato italiano, sia gli standard di sicurezza per l’utente, ed i livelli di servizio e gli strumenti di supporto all’operatività dell’ente coinvolto, che viene ad assumere il nuovo ruolo di esattore/venditore a distanza, analoghi a quelli applicati al consolidato servizio di E-Commerce su internet.

LA PAY TV SATELLITARE CONTA GLI ABBONATI

Con una net addition di circa 235 mila abbonati nei primi nove mesi del 2008, BSkyB (Regno Unito) si conferma anche il primo operatore di Pay-TV satellitare europeo per tasso di crescita. Nel corso del terzo trimestre del 2008 BSkyB ha superato la soglia dei 9 milioni di abbonati. In Europa, Sky Italia si posiziona subito dietro BSkyB per numero di nuovi abbonati. Tra gennaio e settembre il numero dei sottoscrittori è passato da 4.430.000 a 4.600.000, con una net addition di 170 mila unità. Nello stesso periodo del 2007, la crescita netta era stata di 210 mila abbonati. Nell'ultimo trimestre dell'anno BSkyB e Sky Italia dovrebbero riuscire ad acquisire almeno 120 mila - 140 mila abbonati ciascuno. Nel caso in cui si collocassero sotto i 100 mila significherebbe che la recessione ha giá sortito i primi effetti e che il 2009 si annuncia difficile. Nel 2009 Sky Italia dovrá inoltre fronteggiare la nuova aliquota IVA che eroderá o la base abbonati o i ricavi del gruppo.

Quale è il vantaggio del DVB-T rispetto alla diffusione in tecnica analogica?

DVB-T consente la trasmissione di più programmi televisivi su un solo canale attualmente in tecnica analogica con ottima qualità. La ricezione dei programmi è meno problematica; immagini sfumate o disturbate appartengono ormai al passato.

Quali vantaggi porta il DVB-T?

  • alta qualità video e audio
  • ricezione di ulteriori nuovi programmi televisivi
  • Ricezione di dati supplementari come p.es. informazioni sulla trasmissione in corso, ampliamento del televideo con immagini
  • Ricezione portatile o mobile, tramite l'antenna sul tetto di casa o antenna interna

Transizione al Digitale in Piemonte

Riunita il 5 dicembre la Task Force Regionale

Tenuta il 5 dicembre una riunione operativa della Task Force della Regione Piemonte per la Transizione al Digitale che vedra' nei prossimi mesi l'avvio della fase attuativa dello switch off per il passaggio dalla TV analogica al Digitale Terrestre. Anche CSP che ha in Roberto Borri, Direttore Ricerca e Sviluppo, e Giovanni Ballocca, di DTVLab i propri rappresentanti all'interno del gruppo di lavoro, era presente all'incontro che ha definito i prossimi passi operativi per partire, a gennaio, con la campagna di comunicazione pubblica e poi con l'effettiva transizione.
Tutti i dettagli sul sito Piemontedigitale predisposto da Regione Piemonte per la comunicazione di tutte le fasi del processo ai cittadini.

lunedì 29 dicembre 2008

Che cos'è l'Rfid?

Che cos'è l'Rfid?
Rfid significa Radio Frequency Identification, ovvero identificazione a radiofrequenza. Con questo termine si indicano quelle tecnologie che consentono il riconoscimento a distanza di oggetti, animali e persone sfruttando le onde radio. Un sistema di identificazione a radiofrequenza è costituito da due componenti principali: un trasponder o tag, e un reader. Il tag è l'etichetta che si appone all'oggetto. È qui che sono contenute tutte le informazioni ad esso relative e che lo identificano in modo univoco. I dati, memorizzati in un microchip, possono essere letti grazie a un'antenna che riceve e trasmette i segnali radio da e verso il reader Rfid. Il microchip e l'antenna, insieme formano il tag Rfid e sono tenuti insieme su un supporto fisico. Il reader è il dispositivo, fisso o portatile, deputato alla lettura del tag Rfid, in grado di convertire le onde radio del tag in un segnale digitale che può essere trasferito su un computer. Per comunicare fra loro il tag e il reader devono essere sintonizzati alla stessa frequenza.

Quali sono le frequenze utilizzate nell'Rfid?
I sistemi Rfid utilizzano varie frequenze, che possono essere classificate come:
- basse frequenze (LF, tra 125 e 134 kHz)
- alte frequenze (HF, intorno ai 15 MHz)
- altissime frequenze (UHF, tra 860 e 960 MHz
- micro-onde (superiori ai 2,45 GHz)
Le diverse bande di frequenze presentano caratteristiche diverse e sono quindi indicate per applicazioni differenti. In generale, al crescere della frequenza crescono la distanza di lettura e la quantità di informazioni che si possono trasferire nell'unità di tempo, diminuiscono la capacità di resistenza alle condizioni operative e i costi. I tag a bassa frequenza utilizzano poca potenza, sono capaci di attraversare materiali non metallici e liquidi, ma il segnale per la lettura non supera i 30-40 centimetri. Le etichette ad alta frequenza lavorano meglio con oggetti metallici e arrivano a coprire una distanza di circa un metro. Le altissime frequenze offrono range di lettura più ampi e permettono di trasferire i dati velocemente, ma non attraversano facilmente i materiali. Le soluzioni con tag a 2,45 GHz sono impiegate nei telepass, interporti e simili.

Come sono alimentati i tag?
I tag Rfid possono essere di tre tipi: passivi, semiattivi o attivi. I tag passivi non hanno alcuna fonte di alimentazione interna e traggono la potenza necessaria ad attivare i circuiti dalle onde radio inviate dal reader che li interroga e induce una corrente nell'antenna. Secondo le norme Iso, i tag LF e HF possono essere solo passivi, mentre i tag a frequenze UHF e micro-onde possono essere anche semiattivi o attivi. Un tag semiattivo ha una sorgente di alimentazione, che non serve però ad alimentare i circuiti radio, ma funzioni aggiuntive come sensori di temperatura o di movimento. I tag attivi, infine, sono alimenti da batterie, che offrono una maggiore portata al segnale radio e una maggiore distanza di lettura. I tag attivi costano di più dei tag passivi e sono più indicati per tracciare il trasporto di beni di valore sulle lunghe distanze.

Sui tag possono essere sovrascritte o cancellate le informazioni?

Esistono etichette “read only” (sola lettura), write once & read many” o WORM (una scrittura, tante letture), “read & write” (lettura e scrittura) e “Nelle prime due forme, il tag Rfid rappresenta un'evoluzione tecnologica del codice a barre, in quanto le informazioni immagazzinate sul microchip, una volta scritte, non possono essere modificate. Nella modalità read & write, invece, quella più flessibile, il tag può essere utilizzato come una memoria dinamica, in quanto le informazioni sul chip possono essere aggiornate in ogni momento, per esempio lungo i passaggi della filiera produttiva. In genere sono poco più costosi dei tag di sola lettura.

Che cos'è la collisione dei tag?

Ci può essere collisione fra i tag quando si sovrappongono le onde radio di diversi trasponder letti contemporaneamente da un reader che può confondere il segnale. Esistono sistemi anti-collisione utilizzati per gestire la lettura simultanea di più tag. Questi sistemi sfruttano degli algoritmi che “scaglionano” i segnali provenienti dai tag, regolando gli intervalli di tempo nei quali devono essere letti. In questo modo non si verificano interferenze ed è possibile prevenire eventuali errori.

Quali vantaggi offre l'Rfid rispetto al codice a barre?

Rispetto al codice a barre e altre tecnologie di identificazione, la tecnologia a radiofrequenza offre numerosi vantaggi: la lettura non richiede contatto diretto e vista ottica, non c'è bisogno quindi dell'orientazione verso lo scanner. I tag possono essere letti contemporaneamente, possono lavorare in ambienti sporchi, contaminati e resistere anche a condizioni (agenti ambientali, sollecitazioni termiche, chimiche, meccaniche) molto difficili. Sono quindi più durevoli. Contengono più dati rispetto al barcode e possono essere riscritti e aggiornati con nuove informazioni. Operano anche immersi in un fluido, dentro l'oggetto che si vuole identificare o all'interno di un contenitore. Inoltre il codice a barre identifica solo il lotto di un prodotto, ma non il singolo item. Il tag Rfid, invece, contiene un numero di serie unico e univoco che identifica ogni singolo prodotti fabbricato nel mondo. I tag Rfid sono più costosi rispetto ai codici a barre, ma il il rapporto costi/benefici è generalmente vantaggioso. Sarebbe comunque sbagliato pensare che la tecnologia Rfid soppianterà il codice a barre. Molto più verosimilmente, le due coesisteranno.

Quali sono gli standard Rfid?

Per l'Rfid esistono standard di architettura e protocollo di scambio dati e standard di conformità per le emissioni in radiofrequenza, che non devono sovrapporsi a bande di frequenza già allocate per altri impieghi (radiotelevisione analogica e digitale, telefonia cellulare, Wi-Fi...). Il problema degli standard è che non è stata ancora raggiunta la convergenza e l'unificazione a livello internazionale fra le due principali istituzioni che promuovono queste direttive: ISO (International Organization for Standardization) ed EPCglobal, l'organismo formato per regolamentare l'Electronic Product Code nella produzione e distribuzione di beni di consumo e diventato uno standard industriale riconosciuto e adottato su scala mondiale. Gli standard Iso per i tag ad alta frequenza (ISO 18000-3) e ad altissima frequenza (ISO 18000-6) sono largamente utilizzati nelle applicazioni “tradizionali” del transponder per l’identificazione di persone, veicoli, il controllo fasi di lavorazione nei processi industriali. Ma esistono numerosi altri standard ISO per i tag RFID. Per quanto riguarda EPC sono stati sviluppati tag conformi allo standard di Classe 0 (UHF), Classe 1(13,56 MHz e UHF) e Classe 2 (UHF). Nel dicembre del 2004 è stata rilasciato un nuovo standard chiamato Gen 2, che si pensa finirà per sostituire gli standard di Classe 1 e Classe 2.

Che cos'è l'EPC Gen 2?
Epc Gen2 significa EPC Generation 2. È il protocollo EPC di seconda generazione , progettato per operare a livello internazionale. L'EPC Gen è al centro dell'attenzione perché sembra probabile una convergenza fra gli standard UHF Gen 2e una revisione dell'ISO 18000-6. Tutte le parti in causa (industria, ISO, EPC Global) hanno interesse a che ciò avvenga. Il processo di unificazione potrebbe contribuire a un’ulteriore accelerazione nell’adozione su scala globale dell'Rfid.

Le nazioni usano gli stessi standard per le frequenza Rfid?
La situazione per gli standard di frequenza Rfid è più complessa di quella degli standard di architettura e di protocollo in quanto le norme per le concessioni delle frequenze radio, in generale, variano nei vari paesi (Europa, Usa e Giappone). Risulta pertanto complicato riuscire a una frequenza o una banda di frequenza da riservare all'Rfid su scala globale. L'unica frequenza che al momento si può considerare unificata sul pianeta è quella HF, fissata ovunque a 13,56 MHz. Alle basse frequenze la maggior parte delle nazioni ha assegnato la fascia 125 kHz o 134 kHz, ma la normativa non è unica, in quanto in Giappone e in Europa i livelli di potenza sono molto inferiori rispetto a quelli ammessi negli Usa. Il problema però in questo caso è solo apparente in quanto basse frequenze sono spesso utilizzate per applicazioni a livello locali. Più penalizzante la situazione per le UHF, uno spettro di frequenza utilizzato da molti altri dispositivi elettronici. L'Europa utilizza la banda tra 869,40 e 869,65 MHz, mentre gli Stati Uniti utilizzano come frequenza 915 MHz. Il Giappone è orientato verso la banda dei 960 MHz. Alcune organizzazioni, come la Global Commerce Initiative, stanno facendo pressioni sui governi per incoraggiare l'adozione di bande condivise.

A MAGGIO SWITCH OFF ANALOGICO IN TUTTA LA VALLE D'AOSTA (NOTIZIARIO ECONOMIA E LAVORO VALLE D'AOSTA)

(ANSA) - AOSTA, 16 DIC - Con la Sardegna, la Valle d'Aosta è stata apripista in Italia nella sperimentazione del digitale terrestre. Dopo una prima fase, che ha coinvolto solo alcuni Comuni, a maggio(tra l'11 e il 22) la Valle d'Aosta passerà interamente dal sistema televisivo analogico al digitale terrestre. "Al momento sono in corso valutazioni e analisi per come provvedere a migliorare e potenziare la ricezione su tutto il territorio valdostano", ha precisato il presidente della Regione, Augusto Rollandin.

Il 16 aprile 2007, Aosta e sedici comuni valdostani avevano spento il segnale analogico, entrando a far parte di quel progetto europeo che vede nella televisione digitale un mezzo per migliorare la qualità dell'informazione, della cultura e dei servizi. A maggio sarà quindi la volta di altri 58 Comuni, che potranno così beneficiare dei vantaggi della nuova modalità di trasmissione: più qualità nell'audio e nel video, più quantità nei canali disponibili.

A questo proposito, il presidente Rollandin ha evidenziato che uno studio particolare riguarda la comunità Walser, per individuare le soluzioni possibili per trasmettere programmi in lingua tedesca. "Dobbiamo tenere conto - ha aggiunto - che le soluzioni siano compatibili con gli eventuali investimenti necessari. Sul digitale terrestre saranno anche trasmessi, oltre che i programmi in lingua italiana, anche quelli francofoni". Intanto, la programmazione del canale 'ConsVda', che trasmette sul digitale terrestre l'attività del Consiglio Valle, è stata di recente ampliata, con approfondimenti, interviste e notizie. Lo stesso palinsesto è on-line sul sito Internet del Consiglio Valle all'indirizzo www.consiglio.regione.vda.it. (ANSA).

Il duello tra Sky e Mediaset si sposta sull'Hd

Sarà l'Hdtv uno dei plus del digitale terrestre? Come crescerà l'offerta in alta definizione di Sky, che al momento è l'unica piattaforma a proporre un numero sensibile di canali in questo standard? È difficile dare risposte definitive su un tema che coinvolge almeno quattro diverse tipologie di player del mercato e dell'industria dell'audiovisivo, ma qualche indicazione si può indubbiamente cominciare a desumere, quantomeno a partire dai progetti Hd dei principali broadcaster italiani. Qualche incertezza rimane sui tempi, ma non c'è dubbio che l'alta definizione è destinata a prendere piede in maniera sempre più massiccia nelle case e nelle Tv della Penisola. Come sempre accade quando si approssima un cambiamento rivoluzionario, non è facile indicare quale sia il collo di bottiglia, cosa freni lo sviluppo più pieno dell'innovazione di prodotto. Ma pare proprio che nel nostro Paese sia già iniziata una fase in cui tenda ad essere fisiologicamente più virtuosa la catena degli interessi che lega tutti gli attori protagonisti. Paiono quantomeno non collidere alcuni fattori chiave: la domanda di una televisione qualitativamente migliore da parte dei consumatori, l'aumento della produzione e della distribuzione di contenuti in standard elevato, le politiche dei broadcaster e dei service provider, quella dell'industria degli apparati.

Decisiva iniziativa dei broadcaster
Dal fronte dei broadcaster fino ad oggi sono arrivate molte buone novità. Un ruolo chiave, fino a questo momento, lo ha avuto senz'altro Sky, anche se l'ultima notizia in ordine di tempo è quella che racconta come Mediaset proporrà in alta definizione sul Digitale terrestre le proprie reti ammiraglie. La Tv satellitare a pagamento ha dimostrato fin qui di credere molto nell'offerta in alta definizione e dopo avere creato una proposta ad oggi forte di ben sei canali, da giugno ha messo a punto una politica commerciale che incentiva il passaggio dei propri 4,5 milioni di utenti al consumo di programmi nella nuova tecnologia, rendendo gratuita la visione a chi è già abbonato ad almeno due pacchetti della piattaforma. È molto presto per fare un bilancio della campagna, a novembre saranno disponibili i dati del primo trimestre di test, ma è molto probabile che solo dopo le feste natalizie si avrà qualche indicazione ancora più corposa. L'alta definizione trova su Sky un degno spazio anche se non c'è dubbio che anche sul satellite i programmi in Hd abbiano per ora il congenito pregio/difetto di utilizzare molta più banda dei canali normali, con l'investimento ancora lontano dal poter essere ripagato da una diretta e maggiore redditività.

Sky, compressione variabile
Con il sistema di compressione dinamica, partendo dalla capacità dei vari transponder, si può assegnare un valore medio di circa 10 megabit per ciascun canale Hd veicolato da Sky. In realtà è l'encoder che decide, in funzione delle necessità, dove allocare la capacità: ovviamente richiede più banda il programma live, molta meno il programma con immagini più statiche. Comunque sia, la tecnologia sta facendo enormi progressi riducendo nel tempo lo spazio in megabit occupato da questi canali più pregiati. Quando l'offerta Sky esordì nel 2006 era ancora d'attualità l'Mpeg-2, il sistema di encoding era ancora il DVBS-2 e per un canale in alta definizione servivano quasi 18 megabit; oggi, con l'Mpeg4 e con l'advance video coding si riesce a guadagnare, a parità di qualità, anche il 30% di bit rate. In questo momento Sky propone sei canali in alta definizione: Cinema HD, Sport HD 1, Sport HD 2, Next:HD, National Geographic Channel HD, Eurosport HD. A quanto pare non sarebbe per il momento pianificato alcun nuovo lancio. Ma non è affatto da escludere che il prossimo canale in alta definizione a decollare sulla pay italiana possa essere targato Mtv, visto che il network della musica e dei giovani ha già fatto partire una proposta di questo tipo nel Regno Unito e in qualche paese dell'est Europa. Uno dei problemi più seri allo sviluppo dell'offerta in alta definizione è ancora quello della scarsa disponibilità di contenuti in questo standard. Sky produce ogni settimana cinque partite di calcio e si è messa alla costante ricerca di concerti, eventi e quant'altro di pregiato realizzato in Hd nel mondo. Un supporto importante a questa politica può venire, come si è visto nei casi di Eurosport e National Geographic Channel, anche dai content provider della piattaforma; da questo punto di vista non ci sarebbe da sorprendersi se un marchio attento alle dinamiche dei consumi dei giovani come Mtv cominciasse a richiedere e proporre in standard evoluto videoclip e programmi.

Mediaset, sperimentazioni in Dtt
Scavalcata da Sky sull'innovazione, da tempo oramai Mediaset prova a rispondere colpo su colpo alle iniziative della pay satellitare. Si è inventata in tempi relativamente rapidi una propria proposta a pagamento, sta preparando uno sbarco sul satellite con il consorzio Tivù e ora ha appena pianificato un futuro in alta definizione per una fetta importante della propria proposta in Digitale terrestre. In Sardegna, che dal 31 ottobre scorso è “all digital”, sono già partite le sperimentazioni delle trasmissioni di massima qualità che per adesso coinvolgono solo Rete 4. Ma dal Biscione è arrivata anche la notizia che, man mano che il processo verso lo switch off andrà avanti, si procederà con sempre maggiore convinzione in questa direzione. Nei progetti del Gruppo di Cologno Monzese sono destinate a trasmettere in Hd entro il 2012 le tre ammiraglie: Canale 5, Rete 4, Italia Uno. Non viene invece per il momento presa in considerazione l'ipotesi di utilizzare la capacità del satellite, su cui si prevede di sbarcare nel 2009 assieme a Rai e Telecom con l'offerta free, per distribuire in Hd i canali di Mediaset Premium. In casa Rai, dove quando scriviamo è ancora in discussione il rinnovo dei vertici aziendali, sarebbero al momento prese in considerazione due ipotesi: la prima, in linea con la scelta di Mediaset, prevede il passaggio all'Hd delle tre reti principali; la seconda ipotizza invece di trasmettere in alta definizione con un canale in grado di ospitare le produzioni Rai di questo tipo che, a partire da quelle sportive, dovranno diventare sempre più numerose.

Tipologie di Dolby

STANDARD AUDIO DIGITALI nell'Home Theatre

Dolby Digital Surround
Dolby Digital Surround
Il sistema Dolby Digital surround fornisce 5 canali (sinistro, centro, destro, sinistro surround, destro surround, più un canale a bassa frequenza il subwoofer (Low Frequency Emission).
Infatti si parla di 5.1 canali dove 5 indica i due canali anteriori destro e sinistro, al centrale ed ai posteriori destro e sinistro e ".1" che indica un canale esclusivamente dedicato al sub-woofer.
Ne deriva che i bassi sono puri, pieni e distinti.
Ci sono vari formati per il Dolby Digital: 5.1 - 4.1 - 3.1 - 2.1 - 5.0 - 4.0 - 3.0 - 2.0 - 1.0 - 1.1.
La qualità del suono Dolby Digital è sicuramente migliore della precedente versione analogica Dolby Surround Pro Logic.
Dolby Digtal Plus
Dolby Digital Plus
Il sistema di codifica audio Dolby Digital Plus nasce prevalentemente per le applicazioni in ambito HDTV, ed è l’evoluzione del Dolby Digital, che sarà adottato nei nuovi supporti a laser blu (HD DVD e Blu-Ray Disc) e nelle trasmissioni televisive digitali. Il nuovo sistema offre una maggiore versatilità e la possibilità di codificare audio multicanale anche al 7.1 e persino oltre.
Dolby Digital Pro Logic
Dolby Digital EX
Nato da poco, il Dolby Digital EX supporta il formato multicanale 6.1. Viene utilizzata una cassa aggiuntiva posizionata centralmente dietro allo spettatore. È ancora poco diffuso ma i primi lettori che supportano questa tecnologia audio sono già in vendita.
Dolby Pro Logic
Il sistema Dolby Surround Pro Logic è progettato dalla Dolby Corporation. Partendo da una sorgente analogica, usufruisce di 4 canali di uscita per ottenere dal suono un effetto tridimensionale. Si compone di due diffusori principali che riproducono tutte le frequenze, di un centrale, di una coppia di diffusori surround, , ed un subwoofer. I diffusori devono
essere collocati a casa in modo preciso, altrimenti il risultato sarà insoddisfacente. I suoni provenienti da ogni punto della stanza vi farà entrare virtualmente nel film.
Dolby Pro Logic II
Dolby Pro Logic II
Il Dolby Pro-Logic II è nato per aggiungere al Pro-Logic nuove
caratteristiche e prestazioni avanzate. E` una nuova versione più sofisticata della decodifica surround analogica, che si avvicina molto alle caratteristiche del Dolby Digital surround. Offre una migliore spazialità e direzionalità. Riesce a convertire in multicanale una qualsiasi fonte stereo.
Offre inoltre la possibilità di agire sui parametri, rendendo più o meno presenti la coppia di diffusori posteriori.
Dolby Pro Logic IIx
Dolby Pro Logic IIx
Il sistema Dolby Pro Logic IIx è una tecnologia in grado di processare da un segnale stereo analogico navito o digitale 5.1 un'uscita a 6.1 o 7.1 canali separati, generando un suono di circondamento coinvolgente che vi immergerà in un'esperienza di intrattenimento davvero unica. Offre possibilità di scegliere tra diversi modi per adeguare la modalità d'ascolto alla situazione.
Dolby TrueHD
Dolby TrueHd
Il Dolby TrueHD è la nuova codifica multicanale della Dolby progettata per i video in alta definizione sui nuovi supporti quali Blue-ray e HD Dvd. È una nuova tecnologia per la compressione audio multicanale “lossless” vale a dire con zero perdite. Un vero e proprio mostro sacro per gli appassionati di home theatre.

DTS
DTS Digital Theater System
Il DTS, introdotto nel 1994 è un sistema di codifica surround multicanale creata da Universal Pictures. Il DTS offre migliore qualità, infatti, partendo dal un segnale digitale di altissima qualità usa quasi esclusivamente una compressione informatica. Significa che il segnale viene compresso come può fare un personal computer, con presenza di maggiori dettagli sonori e brillantezza. Vista la sua qualità superiore, il DTS è destinato a divenire il sistema multicanale digitale del futuro. Per il momento il formato DTS non è presente in tutti i DVD ma il mercato si sta adeguando lanciando sempre più DVD con questa codifica.
DTS ES
DTS ES (Extended Surround)
Nel 2000 la Digital Theater Systems, ha introdotto un innovativo standard, il DTS ES 6.1. Aggiunge il sesto canale audio, il posteriore centrale, totalmente indipendente dagli altri, passando in questo modo dai classici 5.1 canali separati a 6.1 canali separati. il sesto canale (il posteriore centrale) non è reale ma viene creato in modo matriciale dai canali destro e sinistro posteriori. Ne risulta un sonoro qualitativamente superiore.

DTS 96/24
DTS 24 bit/96 Khz
È una versione della codifica DTS che punta ad una maggiore qualità del suono. Questa nuova codifica crea dati a 24 Bit e 96 Khz ottenendo una resa acustica incredibile anche dal canale centrale posteriore.
DTS Neo:6

DTS Neo:6
E'
basato sull'elaborazione matriciale dell'audio stereofonico,
offre maggiore purezza e un campo sonoro più ampio rispetto al Dolby. I canali posteriori fanno da spalla ai canali fronte anteriore senza però essere troppo invadenti. Il vantaggio del DTS Neo:6 è quello di non subire perdita di naturalezza del suono.


DTS-HD
DTS-HD
Il DTS-HD, precedentemente noto come DTS ++ è una nuova codifica, che troverà applicazione sui supporti in alta definizione, sia sul Blu-Ray Disc che sull’HD-DVD, cioè sui formati che tra breve tempo, sostituiranno i DVD
Video. DTS-HD è uno sviluppo “lossless”, senza perdita di informazioni della codifica. La codifica DTS-HD parte da 7.1 canali ma ne supporta un numero virtualmente infinito.
THX
THX (Thomlinson Holman Experiment)
Il THX è una certificazione di standard qualitativo voluto dalla Lucas Entertainment Ltd., fondata dall' ideatore di "STAR WARS" George Lucas. Non soddisfatti della qualità Dolby Surround, decisero di istituire degli standard di qualità. In pratica, per meritare il marchio THX bisogna rispettare queste regole di qualità. Quindi qualsiasi apparecchio, diffusore acustico, videocassetta, DVD o laserdisc certificato THX è sinonimo di qualità del suono e del video eccellente perché THT cura anche la parte video, controllando fotogramma per fotogramma la definizione e la saturazione dei colori.
THX Ultra
THX Select
THX Ultra e THX Select
Il THX è in costante evoluzione e le ultime versioni sono i nuovi THX ULTRA e THX SELECT. Questi due standard sono stati introdotti per offrire prodotti a costi decisamente più bassi e quindi più accessibili al grande pubblico.
In pratica non devono necessariamente rispondere alle severissime norme del THX ma certificano ugualmente una qualità molto elevata.



THX Ultra 2
THX Ultra 2
Mentre THX ULTRA originario era destinato alle sorgenti Dolby Pro Logic, THX ULTRA2 è completamente adattato ai formati digitali come DTS e Dolby Digital. THX2 assicura una perfetta resa musicale multi-canale e cinematografica

HD Ready e Full HD 1080

HD Ready significa essere pronto per la visializzazione di contenuti in Alta Definizione: immagini almeno 3 volte più definite rispetto a quelle di una trasmissione TV in definizione standard.

Full HD 1080 permette invece di riprodurre immagini fino a 6 volte più definite rispetto alla definizione standard.

DTT: MPEG 2 e MPEG 4

MPEG 2 è l'algoritmo utilizzato per la trasmissione del segnale televisivo in digitale terrestre con definizione standard.


MPEG 4 (H264) è l'algoritmo utilizzato per la trasmissione del segnale televisivo in digitale terrestre ad Alta Definizione 1080.

Il significato dei logo HD

Il significato dei logo

Il logo HD Ready indica che i contenuti ad Alta Definizione vengono visualizzati a una risoluzione minima di 720 linee.

I televisori HD Ready possono accettare i formati video ad Alta Definizione a 720p e 1080i, ma non sono in grado di visualizzare a risoluzione piena i contenuti provenienti dalle più avanzate sorgenti a 1080p.

Le immagini possono risultare leggermente distorte, per cui non è perfetto, ma assicura comunque una qualità straordinaria con i Blu-ray Disc™, i DVD convertiti in HD e i giochi per PLAYSTATION®3.

Per poter riportare questo logo, il televisore deve essere widescreen e dotato di un componente analogico e un collegamento HDMI™.

Il futuro è l'HD Ready 1080p o Full HD. In questo caso, la risoluzione dello schermo soddisfa i requisiti minimi dell'HD Ready con in più il supporto del formato 1920 x 1080 pixel.

Poiché visualizza i contenuti 1080i e 1080p senza distorsioni, ti permette di scegliere un televisore di maggiori dimensioni (anche se la stanza non è molto grande).

Grazie al maggiore livello di dettaglio, potrai infatti sederti più vicino allo schermo senza vedere i singoli pixel dell'immagine e vivere così l'esperienza di Home Entertainment di nuova generazione.

Inoltre, il logo HD Ready 1080p indica che i contenuti vengono riprodotti sia a 24 Hz (24 fotogrammi al secondo), che a 50 e 60 Hz (ad esempio i DVD).

La sigla HDTV o TV HD indica un televisore che, oltre a possedere tutti i requisiti richiesti per riportare il logo HD Ready, è dotato di un sintonizzatore digitale terrestre HDTV (MPEG 4 - H264). Questo significa che puoi ricevere e visualizzare contenuti in Alta Definizione senza necessità di collegare un decoder esterno.

La sigla HDTV 1080p ha un significato analogo a HDTV, ma supporta inoltre l'Alta Definizione completa (Full HD) a 1920 x 1080 oltre ai contenuti a 24p (ovvero i film su Blu-ray Disc™).

I TV BRAVIA che già integrano un sintonizzatore HDTV sono indicati nel paragrafo "TV del futuro con decoder integrato per l'HD" sopra riportato.

Con il logo Sony Gold Full HD vogliamo aiutarti a creare un sistema completo ad Alta Definizione nel tuo salotto. Tutti i prodotti contrassegnati da questo logo hanno una risoluzione di 1080 linee.

Di conseguenza, puoi collegare un TV a una Handycam®, a una Cyber-shot, a un lettore Blu-ray Disc™ o a una PS3™ per ottenere un sistema di intrattenimento ad Alta Definizione completa. Pertanto, se desideri un'esperienza dell'alta definizione personalizzata e all'avanguardia, cerca questo logo.