| Cinque paesi su ventisette (Germania, Finlandia, Lussemburgo, Svezia e Paesi Bassi) hanno completato il passaggio dalla tv analogica a quella digitale. Tutti gli altri sono a buon punto e la maggior parte dovrebbe finalizzare il passaggio al digitale nel 2010 | |
| Lasciandosi definitivamente la vecchia trasmissione analogica alle spalle, l’Europa è oggi leader nel mondo per quanto riguarda il passaggio alla televisione digitale, che offre una migliore qualità dell’immagine, un suono migliore, una migliore ricezione mobile, più canali TV e radio e maggiori servizi di informazione (ad esempio le guide ai programmi su schermo). La Commissione europea esulta oggi, rilasciando ottimistiche previsioni secondo cui già cinque stati (Germania, Finlandia, Lussemburgo, Svezia e Paesi Bassi) hanno completato il passaggio e gli altri lo faranno entro il 2010. Un passaggio che, per Bruxelles, è stato reso possibile oltre che dagli stati, come l'Italia, anche dallo stesso esecutivo Ue, che ha adottato un approccio coordinato per la liberazione dello spettro radio e il suo uso futuro. L’obiettivo, come spiega oggi una nota Bruxelles, è “garantire che i cittadini dell’Ue possano beneficiare dei vantaggi della televisione digitale, compresa una gamma crescente di servizi televisivi interattivi (quali la televisione o i video ad alta definizione su richiesta) disponibili su piattaforme di trasmissione multiple comprendenti le reti terrestri, via cavo, via satellite, TV su Internet e TV mobile”. “Un numero sempre crescente di cittadini europei beneficia della Tv digitale. Diversi Stati membri dell’Ue sono chiaramente leader mondiali nel passaggio dalla Tv terrestre analogica a quella digitale – afferma Viviane Reding, commissaria Ue per le Telecomunicazioni e i media. “L’Europa nel suo complesso sta operando questo passaggio secondo i piani ed è in fase avanzata, soprattutto rispetto ad altri paesi. Sono certa che nei prossimi due anni altri paesi dell’Ue si uniranno al primo gruppo dei paesi passati all’era digitale. Ciò significa – ha proseguito la Reding – che una quota importante di spettro sarà disponibile per nuovi servizi televisivi e senza fili, se l’Europa adotta rapidamente le decisioni giuste. Decisioni coordinate sull’uso del cosiddetto dividendo digitale sono fondamentali per una rapida ripresa economica dell’Europa”. Il passaggio da analogico a digitale dovrebbe poi comportare un’utilizzazione più efficiente dello spettro radio. La radiotrasmissione digitale consente di liberare capacità per nuovi usi, quali la Tv ad alta definizione, le comunicazioni mobili o la banda larga senza fili in aree rurali, stimolando l’innovazione e le opportunità di crescita nei settori delle telecomunicazioni e dei media. Una leva su cui la Commissione europea non nasconde di puntare per favorire nel medio lungo periodo la ripresa economica dei Ventisette. Ad oggi le trasmissioni della Tv terrestre digitale sono già state introdotte in 21 Stati membri (Austria, Belgio, Bulgaria, Repubblica ceca, Danimarca, Germania, Estonia, Grecia, Spagna, Francia, Ungheria, Italia, Lituania, Lussemburgo, Lettonia, Malta, Paesi Bassi, Finlandia, Svezia, Slovenia, Regno Unito) e coprono buona parte dei territori nazionale. Altri cinque stati membri (Cipro, Irlanda, Polonia, Portogallo e Slovacchia) hanno annunciato che l’offerta di servizi digitali avrà luogo entro il 2010, mentre la Romania non ha ancora definito i propri piani. Ovviamente come in ogni classe ci sono i primi e poi tutti gli altri. Se la Tv terrestre analogica è già stata abbandonata in Lussemburgo, nei Paesi Bassi, in Finlandia, Svezia, Germania, Belgio (Fiandre) e in aree consistenti dell’Austria, in Estonia, Danimarca, Spagna, Malta e Slovenia, il passaggio completo al digitale dovrebbe avvenire entro il 2010. Intervallo di tempo un poco più lungo, e comunque entro il 2012 per Belgio (Vallonia e regione di Bruxelles capitale), Bulgaria, Cipro, Repubblica ceca, Grecia, Francia, Ungheria, Italia, Lituania, Lettonia, Portogallo, Romania, Slovacchia e Regno Unito. Ultima per ora la Polonia che ha annunciato il passaggio completo per la fine del 2015. | |
martedì 17 febbraio 2009
L'Europa entra nell'era digitale
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