martedì 3 marzo 2009

Le frequenze digitali nel Lazio potrebbero non essere sufficienti.

Lo scrive Il Sole 24 Ore. Una delle difficoltà derivante dal passaggio al digitale terrestre nella Regione Lazio entro il prossimo novembre (esclusa la provincia di Viterbo) potrebbe essere quella di trovare le frequenze digitali per tutte le emittenti in attività. Alcune sono occupate dalla Francia, data la vicinanza al Lazio della Corsica.
Le frequenze digitali nel Lazio potrebbero non essere sufficienti. Lo scrive Il Sole 24 Ore. Una delle difficoltà derivante dal passaggio al digitale terrestre nella Regione Lazio entro il prossimo novembre (esclusa la provincia di Viterbo) potrebbe essere quella di trovare le frequenze digitali per tutte le emittenti in attività. Il quotidiano sottolinea che nell’etere romano vi sono due specificità, la prima riguarda la presenza di 26 emittenti locali (per le quali le associazioni delle tv locali, dalla Frt ad Aeranti-Corallo, chiederanno che siano garantite le frequenze in essere come è stato fatto nelle altre regioni); la seconda specificità di Roma e del Lazio riguarda i rapporti con la Francia secondo cui la regione è una zona dichiarata di possibile interferenza con le frequenze utilizzate in Corsica. In sostanza, delle 55 frequenze teoriche, secondo i calcoli che sono stati fatti, ne sarebbero disponibili 47 (8 potrebbero essere utilizzate dalla Francia), da cui andrebbero sottratte 5 frequenze da mettere a gara, 10 per Rai e Mediaset, 3 per Telecom Italia Media, 2 per Rete A, 1 a testa per Rete Capri, Dfree, Europa 7 e H3G. Rimarrebbero 23 frequenze per 26 tv locali, senza considerare il Vaticano a cui andrebbero 3 frequenze. Ovviamente si tratta di ipotesi che andranno verificate nel prossimo Tavolo Tecnico a cui la Frt sarà presente in rappresentanza delle emittenti associate.

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