ROMA (11 giugno) - Ci siamo. Il digitale terrestre, a lungo evocato, oggetto di discussioni, dibattiti, rinvii è alle porte. E la prossima tappa nel calendario di trasformazione del modo di vedere la tv (il cosidetto switch off che prevede lo spegnimento progressivo della tradizionale tv analogica che si concluderà nel 2012) riguarda proprio il Lazio più la provincia di Terni (oltre 4,5 milioni di italiani) e due reti generaliste come Raidue e Retequattro (entro novembre si accoderanno tutti gli altri canali).
Bene, da martedì 16 il loro segnale si potrà seguire sul dtt (la sigla del digitale terrestre) o sul satellite (finchè Rai e Mediaset non decideranno, come sembra, di abbandonare Sky). Data, dunque, storica (la Sardegna ha già vissuto questo passaggio, così il Piemonte Ovest e, da settembre, la Campania) e per festeggiarla Mediaset ha deciso di scendere in piazza (modalità già sperimentata a Torino un mese fa). Modo, forse, un po’ trionfalistico ma indicativo dell’impegno su questo fronte (del resto l’azienda di Cologno Monzese ha puntato subito sul nuovo sistema, lanciando la pay tv Premium,e presentandola come alternativa a Sky).
Dunque questo weekend Piazza del Popolo diventerà sede di una sorta di festa illustrativa (battezzata Mediaset days) con personaggi (Grande fratello live e Enrico Brignano show, sabato, Boing video dance a selezioni Gf 10 domenica).
Intanto, ieri mattina, c’è stata una sorta di battesimo all’Ara Pacis, presenti il sottosegretario Romani e il presidente Mediaset Confalonieri. Da parte del governo assicurazione che non ci saranno problemi di frequenze e che «il calendario dello switch off sarà rispettato perché i canali saranno sufficienti per tutti i broadcaster con il vantaggio di un risparmio del 25 per cento sulla potenza elettrica come prevede il segnale digitale, compreso anche il dividendo digitale, ovvero le cinque nuove reti che si libereranno con il passaggio al digitale, in regola quindi con gli impegni presi dall'Italia con l'Europa»).
Da parte di Mediaset promessa che il passaggio comporterà anche un arricchimento della programmazione gratuita, così, ha assicurato Confalonieri dall’inizio del 2010 partirà il nuovo canale Italia 2 destinato a un target giovanile (12-20) a metà strada fra quello di Italia 1 (18-35 anni) e quello di Boing (il canale per bambini). Novità che potrebbe viaggiare in parallelo con la decisione della Rai di varare (almeno queste sembrano le intenzioni) un nuovo canale battezzato Rai 5 con materiale d’archivio. Senza contare cosa succederà con i canali di Raisat, ancora sul satellite ma che sembrano avviati a scendere per essere dirottati sul dtt.
E’ evidente, questo punto, che il passaggio al nuovo sistema coinvolge direttamente il pubblico degli spettatori, visto che c’è la necessità di dotarsi di un nuovo decoder o di acquistare un televisiore di ultima generazione (di quelli che hanno il dtt incorporato). E potrebbe diventare ancora più urgente nel caso in cui (considerato probabile) la Rai e Mediaset abbandonassero il satellite.
A questo proposito Romani ieri ha spiegato che «sono ancora disponibili i contributi da 50 euro messi a disposizione dal governo per l'acquisto dei decoder interattivi con il bollino blu destinati ai cittadini con un reddito annuo pari o inferiore ai diecimila euro, con età pari o superiore ai 65 anni e in regola con il canone Rai». E ha aggiunto: «Avevamo calcolato che i cittadini con diritto al contributo potevano essere circa centomila. Ma ad oggi è stato chiesto accesso ai contributi solo per poche migliaia».
venerdì 12 giugno 2009
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