lunedì 19 ottobre 2009

Contro il digitale terrestre Sky sfodera l'arma letale

Eccola, la risposta di Sky all'addio preannunciato dei canali Raisat e all'oscuramento dei contenuti 'premium' dei canali generalisti sul bouquet satellitare della tv di Rupert Murdoch. Il regalo di Natale a cinque milioni di abbonati sarà la "digital key". E fioccano le polemiche.Una pennetta sotto l'alberoUna piccola penna usb che collegata al decoder Hd o My Hd consentirà di accedere a tutti i canali in chiaro disponibili sul digitale terrestre. Non solo, la "digital key" integrerà nella guida tv di Sky la programmazione dei canali del digitale terrestre consentendo di fare zapping su tutta l'offerta digitale in chiaro senza cambiare telecomando. Insomma, una sorta di 'decoder unico', con una pecca: non accetterà le tesserine Mediaset, o Dahlia...

L'Usb costa più o meno quanto un comune zapper (una trentina di euro) e consentira' da subito a un milione di famiglie Sky (quelle che già hanno l'alta definizione ed entro il 2010 vedranno ben 30 canali) di guardare veramente tutto mandando in soffitta, ad esempio, i criptaggi della Formula Uno e della Nazionale di calcio.

Il numero di canali in Alta definizione (HD) intanto continua a crescere: saranno 30 entro la fine del 2010. La polemica è servita"Complimenti alla direzione generale! La notizia che da dicembre sarà possibile ricevere il digitale terrestre anche con il decoder Sky - premette il consigliere Rai Nino Rizzo Nervo - è la prova definitiva che la Rai, in un periodo di crisi del mercato e di conseguente difficoltà per i suoi bilanci, non rinnovando il contratto per Raisat ha gettato dalla finestra circa 60 milioni di euro l'anno e determinato rischi concreti per la continuità aziendale della società controllata. L'andamento dei nuovi abbonamenti Sky nelle aree gia' 'all digital' e la tenuta degli ascolti del gruppo Rai avevano già dimostrato l'infondatezza delle simulazioni di sviluppo del mercato che erano servite per definire opportuna e strategica la rottura del rapporto con Sky. Non consola ricordare che il sottoscritto insieme ad altri consiglieri aveva in cda ma anche pubblicamente criticato con fermezza questa scelta aziendale, così come era stata prevista l'apertura di una istruttoria da parte dell'AgCom. Ma il punto vero, oggi, è un altro - conclude Rizzo Nervo -. Adesso chi pagherà i danni?"

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