venerdì 13 febbraio 2009

Telecom: Bernabe', rete adeguata a fronte della domanda di banda larga

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Roma, 12 feb - La rete di  Telecom Italia "e' all'avanguardia ed e' adeguatamente 
attrezzata per il futuro". Lo ha detto Franco Bernabe', amministratore delegato di Telecom Italia, spiegando che il
problema dell'Italia "non e' tanto l'inadeguatezza dell'infrastruttura, ma il consumo della banda larga: la
rete di Telecom e' satura solo al 50%". In Italia "non c'e' un problema di infrastrutture, ma di alfabetizzazione
informatica". Bernabe' ha poi ricordato come gli impegni sulla rete presi con l'Autorita' rappresentino "un passo
avanzato e innovativo: vedremo i risultati in tempi molto rapidi". Commentando l'ipotesi di scorporo, Bernabe' ha
ricordato che l'Italia e' "un Paese dove ci sono delle regole; chi gestisce la concorrenza sono l'Agcom e
l'Antitrust. E con l'Agcom abbiamo gia' fatto un percorso che ha portato alla presentazione degli impegni. Per me il
discorso e' chiuso". Qualora, ha proseguito l'amministratore delegato, "ci fosse un problema, di tipo keynesiano, si
devono aprire le buche al mattino e chiuderle la sera; allora e' meglio metterci anche i cavi della fibra ottica: ma
questo e' un problema di natura pubblica, non di Telecom Italia".

SVILUPPO. SCAJOLA: “IMPEGNO PER LA BANDA LARGA IN ITALIA”

(AGO PRESS) Il ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola, ha annunciato uno stanziamento di 800 milioni di euro per portare la banda larga nelle zone marginali del Paese. “Il problema dell’evoluzione della rete di telecomunicazioni a banda larga – ha dichiarato Scajola -, è fondamentale per l’economia nazionale. Abbiamo incaricato Francesco Caio, che ha già svolto nei mesi scorsi un analogo incarico per il Governo inglese, di predisporre un rapporto sul tema che sarà pronto tra breve. Su questa base, e nel confronto con tutti gli operatori interessati, il Governo assumerà le opportune decisioni”.

Telecom Italia, la Bei finanzia con 600 milioni la banda larga

ROMA (Reuters) - La Banca europea degli investimenti fa sapere di aver concesso a Telecom Italia un finanziamento di durata 8 anni da 600 milioni per pagare gli investimenti nella rete a banda larga in zone scarsamente coperte del paese.Lo si legge in una nota dell’organismo internazionale.Bei ha sostenuto a più riprese lo sforzo del gruppo per gli investimenti nella rete a banda larga. Il totale del contributo negli ultimi due anni è stato di circa 1,4 miliardi di euro, compresi i 600 milioni annunciati oggi.La tranche di oggi, particolarmente significativa come ammontare, è relativa agli investimenti dei prossimi tre anni.

Il digitale Tv versione Val d’Aosta e Trentino

Ecco alcuni importanti particolari sulle operazioni di passaggio alla Tv digitale terrestre in Val d’Aosta e in Trentino (qui è vicinissima la prima scadenza). Nel pacchetto anticrisi la ‘rottamazione dei televisori’.

Ecco quanto apparso su www.key4biz.it, a firma di Raffaella Natale:

«Nel pacchetto anticrisi varato dal Governo (con una spesa di oltre 2 miliardi di euro) è prevista anche la rottamazione dei televisori, come era stato proposto dal presidente della Regione Valle d'Aosta, Augusto Rollandin. Proposta che era stata presentata al sottosegretario Paolo Romani durante la IV Conferenza sulla Tv digitale terrestre, svoltasi a Roma il 20 e 21 gennaio scorsi. Obiettivo del provvedimento è di incentivare l'acquisto dei nuovi televisori con il decoder per il digitale terrestre già integrato (da marzo non verranno più prodotti apparecchi senza il decoder).
“Sono particolarmente soddisfatto - ha commentato Rollandin - che la nostra proposta sia stata inserita nel pacchetto anticrisi. Dato che in Valle d'Aosta lo switch-off è previsto a settembre, speriamo di poter essere i primi a sfruttare tali agevolazioni”.
Dalla sua, per facilitare i valdostani nel passaggio dal sistema televisivo analogico e quello del digitale terrestre, la Valle d'Aosta ha previsto un investimento di 1.250.000 euro per azioni di assistenza diretta presso le abitazioni degli utenti in regola con il pagamento del canone Rai.
Lo slittamento da giugno a settembre - ha spiegato Rollandin - è dovuto al fatto che il Ministero ha adeguato l'iter dello switch-off per la Valle d'Aosta a quello del Piemonte, per evitare 'interferenze'. Il Piemonte, che ha solo di recente voluto inserirsi nel progetto digitale terrestre, infatti, partirà dal 24 settembre.
La digitalizzazione degli impianti di proprietà dei broadcaster (servizio pubblico nazionale e reti private) è a totale carico degli stessi. Per la digitalizzazione degli impianti di proprietà degli Enti Locali (20 impianti FOC e 26 fuori FOC), Rollandin ha fatto sapere che “è in via di definizione con Rai un accordo che prevede la diffusione sul territorio di due Mux: uno composto dai programmi Rai 1, Rai 2 e Rai 3 e uno composto dagli attuali due programmi francofoni più altri eventuali (fino ad un massimo di tre) programmi televisivi individuati dalla Regione (inclusa la possibilità di trasmettere programmi radiofonici)”.
Tale accordo prevede l'intervento finanziario dell'amministrazione.
Il Presidente della Regione ha poi assicurato che “il Ministero ha manifestato la sua disponibilità a realizzare, per tramite del Consorzio Valle d'Aosta Digitale, un piano di comunicazione a carattere regionale”.
Da parte sua la Regione ha previsto in bilancio uno stanziamento di 30.000 euro da integrazione dell'intervento del Ministero.
“Tale impegno - ha concluso Rollandin - che potrà essere eventualmente ampliato sulla base dello studio che verrà prodotto dal Consorzio”.

Continuano le operazioni anche in Trentino - Alto Adige. Sono 19 canali nazionali e tre emittenti locali, per cinque canali, in chiaro, cioè gratuiti, più 26 canali a pagamento a costituire il pacchetto, che sarà disponibile in Trentino con il passaggio dal segnale televisivo analogico a quello digitale, allo scattare della mezzanotte tra il 15 e il 16 febbraio (siamo vicinissimi, dunque; Ndr.).
Il cambiamento, che vedrà interessate da subito le zone di Trento, Rovereto e altri comuni, non vedrà dunque soltanto la conversione di RaiDue e Retequattro, che senza decoder non saranno più visibili, ma anche un ampliamento dell'offerta. I 19 canali nazionali in chiaro saranno, RaiUno, RaiDue, RaiTre, Rai 4, Rai Storia, Rai News 24, Rai Sport più, Rai Gulp, Canale 5, Italia 1, Retequattro, Iris, Mediashopping, Boing, Retequattro HD, La7, BBC World, Coming Soon e Class News. I cinque canali locali invece Rai3, con Tg e programmi della sede Rai di Trento, Rttr, Tca Trentino, Tca Alto Adige e Trentino Tv.
Vi sarà inoltre la possibilità di un canale in chiaro ad alta definizione, Retequattro HD, dove l'operatore garantirà la copertura. Quelli visibili a pagamento saranno Joi, Joi+1, Mya, Mya+1, Steel, Steel+1, Hiro, Cartoon Network, Playhouse Disney, Disney Channel, Disney Channel+1, Premium Extra 1, Premium Extra 2, Premium calcio 24, Diretta calcio 1, Diretta calcio 2, Diretta calcio 3, Diretta calcio 4, Diretta calcio 5, Diretta calcio 6, Cartapiù A, Cartapiù B, Cartapiù C, Cartapiù D, Cartapiù E e Cartapiù Gol!, già acquistabili ora con decoder.
Come informa una nota, per le emittenti locali i responsabili aziendali hanno confermato le aree su cui loro garantiranno le trasmissioni digitali.
Nel dettaglio, Rttr avrà il segnale digitale (canale 27 dal monte Calisio) sulla città di Trento, mentre estenderà il segnale a Rovereto e a tutta la provincia il prossimo 15 ottobre. Tca invece triplica la programmazione con Tca Trentino, Tca Alto Adige e Trentino Tv, visibili su Trento e Rovereto, con l'introduzione in Trentino dell'interattività per ottenere informazioni di servizio. Per usufruire di tale servizio sono necessari decoder evoluti, dotati cioè della connessione alla linea telefonica per lo scambio di dati e delle funzioni per dialogare con il canale televisivo».

Millecanali.it

Piemonte: arriva il digitale terrestre, ecco cosa fare

A maggio inizia lo switch-off a Torino e Cuneo: Rai2 e Rete4 non saranno più visibili sugli apparecchi tradizionali. Quindi, progressivamente ed entro il 2011, toccherà a tutta l'Italia e tutti i canali. Piccola guida alla nuova tv: vantaggi, costi, risposte alle domande più comuni.

LUCA CASTELLI
E’ il decennio dei cambiamenti epocali. Dopo la lira, congedata dall’avvento dell’euro nel 2002, un altro pezzo storico del ventesimo secolo, la tv analogica, si appresta ad andare in pensione, sostituita dalla sua versione in digitale terrestre. Il 2008 ha visto i primi esperimenti in Sardegna, nel 2009 toccherà a una porzione più grande del territorio italiano, a cominciare dalle province piemontesi di Torino e Cuneo. Un passaggio a nord ovest che prenderà il via nella seconda metà di maggio e probabilmente non sarà indolore. Ecco alcune informazioni, emerse dal convegno La tv digitale terrestre in Piemonte (tenutosi lunedì 9 febbraio a Torino), per non farsi trovare impreparati.



I vantaggi
La transizione al digitale terrestre non è solo una faccenda italiana. In questi giorni anche la Francia sta mettendo in moto la macchina della conversione e – se le tabelle di marcia verranno rispettate - entro il 2012 tutti i maggiori paesi europei avranno spento definitivamente la tv analogica. Con quali vantaggi per i telespettatori? In genere ne vengono indicati cinque:

1. Moltiplicazione dei canali, quindi maggiore pluralismo. Già oggi, per esempio, la Rai presenta un’offerta digitale che va ben oltre ai tradizionali tre vecchi canali (esiste una Rai4, arriverà una Rai5, oltre alle varie RaiGulp per ragazzi, RaiEdu, RaiStoria…). Il dubbio è se questa proliferazione di canali porterà a un reale pluralismo dell’offerta, con la discesa in campo di nuovi attori (anche locali), o semplicemente a un rafforzamento dello status quo (mantenendo dunque l'attuale duopolio, con Rai e Mediaset, che avranno cinque, dieci o quindici canali a testa).

2. Migliore qualità audio/video. Il segnale digitale comporterà un netto passo avanti rispetto a quello analogico e, complice l’acquisto di nuovi televisori da parte delle famiglie italiane, dovrebbe anche accelerare il passaggio al formato panoramico 16:9 (rispetto al tradizionale 4:3). La nuova tecnologia, tuttavia, per ora non supporta l’HDTV, la tv ad alta definizione (come quella disponibile su alcuni canali pay-tv di Sky). Per quella bisognerà attendere i decoder di nuova generazione, in arrivo nei prossimi anni.

3. Interattività. E’ una delle potenzialità più reclamizzate e innovative del digitale: la possibilità per gli utenti di partecipare direttamente alle trasmissioni, con meccanismi di selezione e televoto più sofisticati. Anche il servizio teletext (Televideo e affini) verrà implementato, con l’aggiunta di nuove funzioni. La gestione delle funzioni di interattività più sofisticate non passerà soltanto attraverso il televisore e l’antenna, ma richiederà anche il collegamento alla linea telefonica fissa. Non sono invece previste interazioni con la banda larga, Internet, l'IPTV (proprio l'isolamento rispetto a Internet è un'altra fonte di polemiche sull'effettiva modernità e attualità della nuova tecnologia).

4. Servizi di pubblica utilità. Il telespettatore della tv digitale terrestre non avrà solo a disposizione i normali canali televisivi, ma potrà anche fruire di servizi a distanza, gestiti dalle istituzioni e dagli enti pubblici.

5. Riduzione dell’inquinamento elettromagnetico. Il passaggio al digitale terrestre implicherà una conversione dei vecchi trasmettitori analogici, sostituiti da quelli digitali. In questo modo si prevede di ridurre sensibilmente gli attuali livelli di inquinamento elettromagnetico.



I tempi e le operazioni da compiere
Attraverso un Decreto Ministeriale del 10 settembre 2008 è stato stabilito il calendario del passaggio definitivo alla televisione digitale terrestre (lo puoi consultare qui). Si tratta di una transazione progressiva, basata su una suddivisione del territorio italiano in 16 aree. Ha iniziato la Sardegna a fine 2008 e quest'anno si passerà a regioni più popolose, a cominciare dal Piemonte occidentale (le province orientali saranno coinvolte nel 2010). Le date ufficiali per le province di Torino e Cuneo, che coinvolgeranno circa tre milioni di cittadini, sono le seguenti:

- 20 maggio 2009: transizione dall’analogico al digitale di Rai2 e Rete4 (i due canali non si vedranno più sui vecchi televisori analogici, ma solo su quelli dotati di decoder digitale terrestre, interno o esterno)
- tra il 24 settembre e il 9 ottobre 2009: switch-off di tutti gli altri canali dall’analogico al digitale (tutti i canali della tv saranno solo più visibili in digitale terrestre)

Cosa vuol dire questo per il telespettatore medio? Che per continuare a vedere Rai 2 e Rete4, dovrà procurarsi entro il 20 maggio un decoder da collegare al suo vecchio televisore analogico. Oppure dovrà acquistare un nuovo modello di televisore: da aprile, tutti i modelli in commercio conterranno per legge un ricevitore per il digitale terrestre. Chi ha acquistato di recente una tv a schermo piatto, deve verificare se è già predisposta per la nuova tecnologia. In quel caso, non dovrà effettuare altri acquisti.

Da marzo partirà una campagna d’informazione istituzionale, attraverso tv, giornali, radio e anche nei grandi centri commerciali (dove, il sabato pomeriggio, si acquista il 70% dei nuovi televisori in Italia). Il Ministero delle Comunicazioni istituirà un call center a cui rivolgersi per consigli e informazioni.



I costi e i dubbi
Non sono poche le polemiche e i dubbi che stanno accompagnando questa transizione. Le questioni più importanti sono le seguenti:
- per i cittadini si tratta di una vera opportunità o di un’imposizione dall’alto?
- il digitale terrestre porterà davvero a un cambiamento nell’offerta televisiva nazionale o si tratterà solo di un aggiornamento tecnologico della realtà preesistente, condotto a spese del cittadino?
- è stata scelta la tecnologia migliore sul mercato o la nuova tv nasce già vecchia?
Vediamo alcuni degli aspetti più discussi, a cominciare dai costi.

1. La spesa per un decoder da collegare a un vecchio televisore dipende dal modello scelto. Secondo Massimo Negarville, presidente del Co.Re.Com Piemonte (il Comitato Regionale per le Comunicazioni), i modelli con funzioni di interattività si attestano intorno ai 90 euro. Il governo ha previsto un sostegno economico per la fasce più anziane e meno abbienti: potrà beneficiarne chi ha più di 65 anni o un reddito inferiore ai diecimila euro. A meno di iniziative speciali degli enti locali, tutti gli altri dovranno mettere mano al portafoglio.

2. In linea di massima, per il passaggio alla nuova tecnologia non è richiesto essere o rivolgersi a tecnici professionisti. Chiunque può collegare facilmente il decoder alla vecchia antenna e alla vecchia tv e iniziare a vedere i canali. Ancora più semplice è l’operazione se si acquista un nuovo televisore con il decoder incorporato. Un problema immediato, banale ma probabilmente diffuso, sarà quello della sintonia dei canali: andranno reimpostati, Rai1 sull'1, Rai2 sul 2 e così via. Una seccatura forse meno diffusa, ma di sicuro anche meno banale, potrebbe riguardare gli impianti centralizzati. E’ possibile che il proprio impianto condominiale presenti filtri, difetti o altri intoppi tecnici che impediranno la corretta visione del digitale terrestre. Pur avendo acquistato il decoder, quindi, si potrebbero avere dei problemi nella ricezione dei canali. In questo caso sarà necessario l’intervento di un antennista. Una città come Torino, ad alta densità abitativa e ad alto tasso di antenne condominiali, rappresenterà il primo vero terreno di prova in materia.

3. Se ne parla ancora poco, ma uno dei problemi più significativi che riguarderà soprattutto le famiglie numerose e gli appartamenti più grandi è quello di chi possiede più televisori. Come ha confermato Andrea Ambrogetti, presidente di DGTVi (l’associazione che riunisce Rai, Mediaset, Telecom e le altre aziende coinvolte direttamente nel passaggio), non è prevista alcuna possibilità di decoder centralizzato che sia in grado di servire più televisori. Tradotto in soldoni: se si vorrà continuare a vedere la tv su più apparecchi diversi, bisognerà acquistare un decoder per ogni televisore. Oppure, con una spesa ovviamente maggiore, più televisori nuovi.

4. Per quanto riguarda la copertura del segnale, il digitale terrestre seguirà lo schema di diffusione della tv analogica, quindi raggiungerà le stesse aree che erano già “illuminate” dal segnale tradizionale. E manterrà al buio le altre. E’ già allo studio una piattaforma satellitare (TvSat) che in futuro dovrebbe portare i canali in chiaro anche nelle valli, sulle montagne e in tutti i territori coperti poco o male dal segnale. Se ne dovrebbe parlare dal 2010.

La Stampa .it

RAI: DTT, CAPPON “SIAMO PRONTI PER SWITCH OFF TRENTO”

RAI: DTT, CAPPON “SIAMO PRONTI PER SWITCH OFF TRENTO”

ROMA (ITALPRESS) - “Siamo pronti, ci stiamo preparando da tempo”.
Cosi’ Claudio Cappon, direttore generale Rai, commenta il prossimo step del passaggio della tv analogica al digitale terrestre, a margine della conferenza stampa di presentazione dei nuovi portali Rai.it e Rai.tv. Il 16 febbraio infatti, sara’ la volta di Trento che spegnera’ i trasmettitori per far funzionare solo il dtt. “Abbiamo messo in campo - spiega il dg - servizi all’utenza e rapporti con gli enti locali.
Confidiamo che anche a Trento lo switch off e lo switch over siano positivi. Siamo attenti a ogni segnale e pronti ad affrontarlo”.

Prima.it

Piemonte; Regione conferma impegni con Governo

Passaggio al digitale terrestre di Rai2 e Rete4 il 20 maggio (ANSA) - TORINO, 10 FEB - ''La Regione riconferma gli impegni e le date pattuite con il governo riguardanti il calendario per lo switch over e lo switch off''. E' quanto sottolinea il Direttore della Comunicazione Istituzionale della Regione Piemonte, Roberto Moisio. La data per il passaggio al digitale terrestre di Rai 2 e Rete 4 e' prevista in parte del Piemonte il prossimo 20 maggio. Nel resto della regione la data prevista e' quella del 10 settembre.(ANSA).

lunedì 9 febbraio 2009

Digitale terrestre, aggiornato il calendario

Sono state aggiornate ieri, prima ancora dell'apertura ufficiale della quarta conferenza nazionale del digitale terrestre, le date dello switch off analogico-digitale previste nel 2009 nelle regioni italiane.

Nella mattinata di ieri si sono riunite a Roma le task force del digitale terrestre del Piemonte e della Valle d'Aosta. L'incontro ha avuto come risultato l'aggiornamento delle date della road map che porterà in quattro anni l'Italia dalla vecchia alla nuova tv.

Dopo la Sardegna, nel 2009 il salto analogico-digitale coinvolgerà altre quattro regioni. Le novità a breve termine, sul calendario, riguardano la Valle d'Aosta e il Piemonte occidentale.

Nella regione autonoma si schiaccerà l'interruttore non più tra l'11 e il 22 maggio, ma tra il 14 e il 23 settembre, mentre nella zona delle province di Torino e di Cuneo lo switch off avverrà tra il 24 settembre e il 9 ottobre e non più a luglio, come stabilito in precedenza.
Il sottosegretario alle Comunicazioni Paolo Romani, in occasione della IV Conferenza nazionale sul digitale terrestre, che si sta svolgendo in queste ore a Roma, organizzata da DGTVi, l'associazione composta da Rai, Mediaset, Telecom Italia Media, Frt, Dfree e Aeranti-Corallo, nel rendere noto lo slittamento, ha evidenziato che «I cambiamenti sono stati condivisi con tutti i governatori, di qualsiasi colore politico».
Il considerevole ritardo che interesserà la Valle d'Aosta sarebbe dovuto, secondo una nota stampa della Presidenza della Regione «a problematiche emerse in Piemonte, regione abbinata alla Valle d'Aosta nella fase di transizione».
Il Presidente della Regione, Augusto Rollandin, nel corso della conferenza, ha prospettato la possibilità di usufruire di incentivi per la rottamazione dei vecchi televisori per la sostituzione con apparecchi con il decoder incorporato in alternativa al bonus per l'acquisto di semplici decoder.