giovedì 26 marzo 2009

LAZIO/DTT: MARUCCIO, SAREMO A FIANCO FAMIGLIE CON CAMPAGNA COMUNICAZIONE

(ASCA) - Roma, 24 mar - ''Il passaggio definitivo dalla TV analogica al digitale terrestre, previsto per il 1* dicembre nel Lazio, produrra' un problema soprattutto per le persone anziane che dovranno essere aiutate''. Lo ha dichiarato ai microfoni di Cittadini in TV il neoassessore alla Tutela dei consumatori e alla Semplificazione Amministrativa della Regione Lazio, Vincenzo Maruccio.

La Web Tv del Movimento Difesa del Cittadino (MDC) anticipa l'appuntamento settimanale del giovedi' con un'intervista al neoassessore, che ha spiegato i punti cardine dell'accordo programmatico siglato il 16 marzo con le Associazioni dei consumatori del CRCU (Comitato Regionale Consumatori Utenti).

Un ''patto di sangue'', come lo ha definito lo stesso Assessore, che promette una vera e propria svolta nelle politiche dei consumatori.

In particolare, l'Assessore ha ribadito l'intenzione di promuovere al piu' presto una campagna di sensibilizzazione e comunicazione per evitare i cali di ascolto che si sono registrati in Sardegna in concomitanza con lo swich-off (cali del 40-50%): ''La Regione Lazio - ha detto Maruccio - sara' in prima linea nel sostegno alle famiglie in questo passaggio dall'analogico al digitale''.

Decreto sugli incentivi: approvato bonus per l'acquisto dei decoder DTT

Arriva un bonus per l'acquisto dei decoder del digitale terrestre, con la possibilità per le fasce di reddito più basse e gli anziani di ottenere il rimborso della spesa sostenuta.

È la novità derivante da un emendamento al dl incentivi approvato dalle commissioni Finanze e Attività produttive della Camera, con cui è stata aumentata la dotazione del Fondo per il passaggio al digitale. Una norma che apre la strada ad accordi tra governo e Regioni per estendere progressivamente a tutto il Paese i rimborsi già previsti per Valle d'Aosta e Sardegna, Regioni pilota per il passaggio al digitale.

Nel 2009 - stabilisce l'emendamento - il 20% delle maggiori entrate derivanti dall'assegnazione dei diritti d'uso di "frequenze radio o risorse di numerazione", al netto delle somme corrisposte dagli operatori come contributi per i diritti d'uso delle frequenze nonchè degli importi stimati nei saldi di finanza pubblica, è riassegnata "ad appositi capitoli dello stato di previsione del ministero dello Sviluppo economico" per aumentare il Fondo per il passaggio al digitale.

Pier Silvio Berlusconi: "Sky è un concorrente temibile, ma abbiamo i nostri spazi"

Determinato, forzatamente lontano da alcuni eccessi del padre, Pier Silvio Berlusconi, vice presidente di Mediaset è convinto che la sua azienda sia pronta alla sfida con Sky, senza paura di soccombere e consapevole di essere aldilà delle apparenze in una posizione di forza. Già, perchè la “campagna acquisti” di Murdoch non può realisticamente spaventare più di tanto il colosso generalista privato, a maggior ragione se da anni Mediaset prepara la sua offerta pay tv sul Dtt e deve solo aspettare tre anni prima che sia disponibile per tutti gli italiani grazie allo switch-off.

Mediaset è leader della pubblicità, da sempre, riesce ad esserlo ancora più facilmente quando al Governo c’è il padre di Pier Silvio, come dimostra l’inchiesta dell’Espresso. Osservando la strategia di Sky, che vira cercando di diventare più “generalista”, questa appare sempre più chiaramente una sorta di risposta a Mediaset che in questi anni è diventata sempre più “tematica”. Il network guidato da Confalonieri può permettersi di investire 500mln di dollari per strappare le esclusive di Serie Tv e film americani a Sky consapevole di poter andare all’incasso con queste due volte: prima su Mediaset Premium, poi sui canali free.

Murdoch può fare soldi “solo” con gli abbonati e allora gli acquisti di Fiorello, Cuccarini, Panariello (e magari Celentano), servono ad attrarre gli investimenti pubblicitari sui quali Mediaset detiene il primato anche in tempi di crisi, un tentativo ambizioso, ad altissimo rischio, con grosse possibilità di insuccesso perchè, come dichiara con disarmante realismo Pier Silvio nell’intervista odierna a Repubblica “sarà sempre la sola tv vista da tutti“.

Come le tv dei Berlusconi siano arrivate a stabilirsi in questi rapporti di forza è noto a tutti, anche grazie al reportage andato in onda a Report domenica scorsa, non è questa la sede per recriminare e scagliarsi contro l’illegittimità di tutto ciò, parliamo di un dato di fatto.

Allora eccole le parole di Pier Silvio che bolla come “uno scherzo” l’uscita del padre che aveva definito Sky “il nemico“:

Scherzava. Certo Sky è un concorrente temibile, ma intanto con la nuova offerta Premium in un anno abbiamo raggiunto tre milioni 225 mila tessere attive, numero superiore alle nostre aspettative. Sky che è vista come il nuovo, in realtà fa solo il suo mestiere, la pay tv. Noi, con Premium abbiamo avuto coraggio: unici al mondo, siamo entrati nella tv a pagamento col rischio di farci concorrenza da soli. Siamo consapevoli che la televisione generalista, come business, è matura, ma sarà sempre la sola tv vista da tutti.

Mediaset vende a Sky molti suoi contenuti, dai reality ai talent show, e Pier Silvio non esclude la possibilità di “chiudere i rubinetti” quando non converrà più farlo. Lo switch-off, già avvenuto in Sardegna e prossimo in Lazio e Campania, è un’opportunità per la quale Mediaset si è preparata negli anni, alla faccia del “mercato più libero e aperto ai nuovi soggetti”.

Vendiamo contenuti a Sky, vero, ma alcuni contenuti che possono dare forza a nostri nuovi canali, in futuro valuteremo caso per caso se cederli. La Sardegna è stata la prima regione in Italia, e il pubblico si è trovato a scegliere tra 59 canali gratuiti. Una rivoluzione. Un’offerta maggiore porta frammentazione d’ascolto. Le tv generaliste hanno perso circa solo il 2%, e noi abbiamo già più che compensato con Boing e Iris.

Nell’intervista Pier Silvio si sbottona anche sui punti di forza di Mediaset, dalla De Filippi, ai futuri progetti con Bonolis, ad una considerazione che chiude definitivamente il “Caso Mike Bongiorno“:

Maria è una grande. Con lei siamo partner al 50% in Fascino è chiaro che lei ha voglia di fare cose nuove. Da parte nostra la voglia è corrisposta. Non escludo che nostri gruppi creativi non possano dare vita a nuovi progetti per il digitale terrestre. Anche per Bonolis abbiamo in mente progetti. Mike? Con tutto il rispetto l’onore la gloria che si merita, è successo che in un momento in cui Mediaset, come tutti, razionalizza costi, un oneroso contratto di esclusiva non è stato rinnovato in automatico. Mike potrebbe essere in onda domani con un suo programma, ma questo non significa pagare l’esclusiva a prescindere.


domenica 22 marzo 2009

MODULAZIONE DI FREQUENZE

Nel 1999 dopo 15 anni di discussioni e 2 leggi che regolano il settore televisivo si arriva finalmente ad una gara per le concessioni delle frequenze. A vincere sono quasi tutte le emittenti nazionali già operanti, alle quali si aggiunge una rete locale, Europa7.
Ma le frequenze non sono assegnate, così mentre le altre televisioni continuano a trasmettere sulle frequenze occupate o comprate sul mercato, Europa 7 resta fuori.
Comincia una serie di ricorsi al Tar e alla Corte europea che si concludono a dicembre del 2008 con l’assegnazione di un canale analogico.

Per ricostruire la storia bisogna partire dalla prima sentenza della Corte Costituzionale che dichiarò la fine del monopolio televisivo della Rai, e aprì la porta al “far west” dei privati. Decreti e leggi sono stati fatti sempre sulla spinta di sentenze delle Corte Costituzionale, che ha rilevato la mancanza in Italia di pluralismo informativo e di possibilità di accesso uguale per tutti.
A ricomporre le tappe ci sono le interviste ai protagonisti, con particolari inediti: da Giuliano Amato a Oscar Mammì, e poi Antonio Maccanico, Salvatore Cardinale, Fedele Confalonieri, e Paolo Romani.

http://www.report.rai.it/R2_HPprogramma/0,,243,00.html