giovedì 2 aprile 2009

Continuano le ottime performance di Mediaset Premium

dalla fine del primo trimestre sono
state infatti registrate 69.000 nuove attivazioni. Alla fine di Aprile 2008 i clienti attivi
ammontano a 2.565.000 rispetto ai 1.940.000 del 30 Aprile 2007.

Le attività pay per view “Mediaset Premium”

registrano un sensibile incremento dei ricavi
generati dalla vendita di carte prepagate e ricariche. Nel periodo in esame , in concomitanza
con il lancio dal mese di Gennaio della nuova offerta Premium Gallery sono state attivate
437.000 carte prepagate rispetto alle 292.000 dello stesso periodo dell’anno precedente.
Nel primo trimestre 2008 il totale ascolto nelle 24 ore in Italia ha superato i dieci milioni di
telespettatori spettatori, con un incremento dello 0,9% rispetto allo stesso periodo del 2007.

Relativamente alle attività televisive con modalità Pay per View, nel corso del primo trimestre
sono state vendute circa 250.000 nuove carte prepagate ricaricabili e circa 2,1 milioni di
ricariche generando un fatturato di 41,6 milioni di euro in netta crescita rispetto a quello
conseguito nel primo trimestre 2007 pari a 23,7. Nello stesso periodo i ricavi da vendita di carte
prepagate e ricariche sono stati pari a 44,1 milioni di euro (con un deciso incremento rispetto ai
33,5 milioni di euro) contabilizzati nello stesso periodo del 2007). Si precisa che i ricavi generati
dalla vendita ai distributori di carte prepagate e relative ricariche (e analogamente anche i costi
diretti industriali e di distribuzione), sono ripartiti sulla durata di validità residua delle carte
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Relazione Trimestrale al 31Marzo 2008 – Relazione sull’andamento della gestione
vendute non ricaricate e delle ricariche. Nello stesso periodo i ricavi di tale area di attività
includono inoltre, per la quota di competenza del periodo in esame, proventi per 62,2 milioni di
euro (10,5 milioni nello stesso periodo dell’anno precedente) realizzati attraverso la cessione ad
altre piattaforme dello sfruttamento di diritti televisivi criptati. Il risultato operativo di tale area
risente di una dinamica dei costi che risente nel confronto con lo stesso periodo dell’anno
precedente dell’entrata in decorrenza a partire dal secondo semestre del 2007 dei contratti
relativi alle stagioni calcistiche 2007-2009, che scontano un sostanziale incremento del costo dei
diritti, nonché dei costi sostenuti per l’acquisito dei diritti e la realizzazione dei palinsesti dei tre
canali che alimentano da gennaio 2008 l’offerta cinematografica Premium Gallery.

Transizione alla televisione digitale terrestre: cosa accadrà nel 2009

Nel corso dell'anno saranno interessate alla transizione al digitale cinque aree tecniche: la Valle d’Aosta, le Province Autonome di Trento e Bolzano, il Piemonte occidentale (Torino, Cuneo e le rispettive province), il Lazio e la Campania.

Per il coordinamento di tutte le attività legate alla transizione sono state costituite, con decreto del Ministro dello Sviluppo Economico On. Claudio Scajola, tutte le Task Force che dovranno gestire il passaggio al digitale.

La Fondazione Bordoni, come già avvenuto in Sardegna, definirà il Master Plan delle transizioni e fornirà il supporto tecnico a tutte le attività delle diverse Task Force.

Nella sezione Documenti FUB è disponibile un dossier che ripercorre le principali tappe ad oggi della transizione al digitale.

Nella sezione Multimedia sono disponibili video e slide del workshop Il Veneto verso il digitale terrestre.

TiMedia Broadcasting: asta in aprile?

L'asta per la vendita dell'operatore di rete di TiMedia, Telecom Italia Media Broadcasting, potrebbe iniziare nelle prime settimane di aprile.


Secondo l'agenzia Mf-Dow Jones, infatti, la banca Merrill Lynch starebbe per consegnare il dossier legato alla valutazione e all'asta dell’operatore. Dovrebbero essere vendute, infatti, le torri di trasmissione (frequenze e postazioni).

Dtt: stanziati 30, 9 milioni di euro

In attesa dello switch-off previsto per il 2012, il Governo investe 30,9mln per incentivi e comunicazione.


In base al decreto del ministro per lo Sviluppo economico Claudio Scajola, 7,5mln sono destinati ai contributi per l'acquisto dei decoder e saranno distribuiti secondo meccanismi condivisi con le Regioni; 4mln a Poste italiane per il call center e il centro servizi; 5,5mln alla Fondazione Ugo Bordoni per il supporto tecnico-scientifico; 3,5mln alla Rai per l'adeguamento degli impianti; 10,4mln alle tv locali.


Secondo le ultime stime elaborate da Makno, a Gennaio 2009 il numero di famiglie in possesso di almeno un ricevitore per il digitale terrestre nella residenza principale ha superato la soglia degli 8mln. E, secondo Gfk, nel solo primo mese dell'anno, sono stati venduti circa 660mila decoder.

Digitale: da 3 Aprile no alla vendita Televisori senza Decoder Integrato

Dal 3 Aprile, nei centri commerciali e nei negozi di elettronica di consumo italiani, potranno essere venduti solo televisori con il decoder digitale terrestre integrato.


Il provvedimento e' inserito nel decreto legge del 1 Ottobre 2007 (n. 159), recante ''Interventi urgenti in materia economico-finanziaria, per lo sviluppo e l'equita' sociale'', e costituisce senza dubbio una nuova importante tappa nel passaggio dalla tv analogica a quella digitale terrestre.


DGTVi, l'associazione per lo sviluppo del digitale terrestre (a cui aderiscono RAI, Mediaset, Telecom Italia Media, Dfree e le associazioni di Tv locali FRT e Aeranticorallo), ha segnalato, con il bollino bianco DGTVi, tutti i modelli di televisori con decoder integrato, compatibili con il segnale dei canali in chiaro del digitale terrestre e con le offerte di tv a pagamento.


Il calendario varato dal Governo prevede, per il 20 Maggio prossimo, lo 'Switch Over' nel Piemonte occidentale (Province di Torino e Cuneo): da quella data i canali Rai2 e Retequattro non saranno piu' visibili in analogico, ma solo in digitale terrestre. Il 16 Giugno tocchera' al Lazio con l'esclusione della provincia di Viterbo (Roma sara' la prima grande capitale europea a passare interamente al digitale), e il 10 Settembre sara' la volta della Campania.


Dopo la Sardegna, prima regione italiana ''Tutta digitale'', dal 24 settembre al 9 ottobre il Piemonte occidentale vivra' la sua fase di 'Switch Off': il segnale analogico verra' spento del tutto, e la tv terrestre sara' trasmessa unicamente in tecnologia digitale, con la possibilita', per tutti i cittadini piemontesi di accedere a 28 canali tv nazionali gratuiti, invece dei 9 attuali. Roma e il Lazio vivranno questa seconda fase dal 16 al 30 novembre 2009 e la Campania dall'1 al 16 dicembre.

Continua anche la marcia verso lo ''Switch Off'' delle Regioni che gia' hanno effettuato lo ''Switch Over'', Trentino e Val d'Aosta.

Rai e Mediaset contro Sky ingaggiano pure Bruce Lee

Debutta Sky in versione generalista (con Sky Uno), e Rai e Mediaset affilano le armi sul digitale terrestre (e non solo), la tecnologia tv destinata a coprire l’intera penisola entro il 2013. La piattaforma dtt nel mese scorso ha superato il 10% di quota di ascolto mensile (per la precisione il 10,7% come riporta il rapporto Dgtvi su dati Auditel elaborati dallo Studio Frasi) e conquista nuove fette di audience con i programmi dei canali più seguiti nella sua versione free: Boing, Iris (entrambi targati Mediaset) e Rai4, rete del servizio pubblico in onda da quasi un anno solo sul dtt e che comincia a raggiungere buoni numeri. Ma al di là dell’exploit di Rai4 a spingere il digitale terrestre è soprattutto la vasta offerta di Mediaset che va dai canali tematici, ai film, alle serie tv e all’intrattenimento (e che comprende anche una formula pay, Mediaset Premium, che con la nuova offerta ha raggiunto la quota considerevole di 3 milioni e 225mila tessere in un anno).

Sky però non sta a guardare. Oltre alla campagna acquisti da tv generalista, la tv di Murdoch sta impugnando il contratto di servizio della tv di Stato, che vincolerebbe viale Mazzini a distribuire i suoi programmi su tutte le piattaforme disponibili, per ottenere che Rai4 trasmetta anche sul (suo) satellite. La richiesta ha una spiegazione nella buona performance di Rai4. Se si guardano i dati dell’unica regione all digital (la Sardegna, pilota del cosiddetto switch off, il passaggio nazionale dalla tv analogica a quella digitale), il quarto canale Rai - che gli esperti definiscono una rete semi-generalista -, viaggia su una media mensile del 2,2 per cento di share, con picchi che superano il 3%, un risultato notevole (per capirci, La7 ha una media intorno al 2-3% nazionale).

Ma a trainare il dtt non c’è solo Rai4, anzi. Boing, per esempio, il canale dtt di Mediaset per ragazzi, ottiene ottime fette di ascolto al punto da conquistare l’ottavo posto a livello nazionale, subito dietro a La7, e piazzandosi al primo posto tra tutte le reti tematiche sia analogiche, sia satellitari che digitali terrestri (in tutti i campi dallo sport al cinema alle serie tv). Nel suo target di riferimento (la fascia d’età under 14) Boing diventa la sesta rete assoluta con il 3,69% di share. Cresce anche Iris, canale che propone film (oltre 1000 pellicole all’anno), musica classica e lirica (93 ore nel prime time) e telefilm (ce ne sono 72). Negli ultimi due mesi poi sono arrivati altri canali sul digitale terrestre: RaiStoria (di Minoli), Dahlia Tv (che ha rilevato l’offerta pay-per-view di La7), e poi le tre reti Mediaset nella formula «time shifted», cioè con lo stesso palinsesto delle analogiche ma ritardato di un’ora. Tra qualche poi mese dovrebbe partire Rai5, un canale che sfrutterà le immense risorse delle Teche Rai. E anche Mediaset ha in programma nuovi lanci entro l’anno che si aggiungeranno ai 3 canali nazionali in simulcast e Boing, Iris e Mediashopping.

Ma il buon risultato di Rai4 (anche se certo, limitato a una regione test), come si spiega? Si può dire che la quarta rete Rai ricalchi l’impronta di Fox. Ovvero molte serie tv americane, film dalla library Rai, e una piccola parte di autoproduzione. Per esempio, è in cantiere una versione italiana di In Treatment, la serie tv «psicoterapeutica» dell’americana Hbo (in Italia va su Cult), di cui Rai4 ha comprato i diritti per sfruttare il format. Altro acquisto è The Legend of Bruce Lee, serie tv cinese sul campione di arti marziali (prima puntata su Rai4 il 4 aprile). Le poche altre autoproduzioni guardano al successo dei video su internet. E spunta qualche personaggio, come l’ipertatuata Francesca Romana Ronchi (nella foto), figlia ventisettenne del ministro Andrea Ronchi, che conduce un magazine domenicale che parla di web.



Ma la contesa tra i network si sposta anche sul satellite. Rai partecipa con Mediaset e Telecom al progetto Tivù, una piattaforma satellitare (che vedrà la luce forse a settembre) concorrente a Sky e che potrà trasmettere - a differenza di Murdoch - tutta l’offerta del digitale terrestre dei tre network. Si affilano i coltelli: a luglio scade il contratto che lega RaiSat a Sky, e viale Mazzini sta valutando l’ipotesi di non rinnovarlo (ma ci perderebbe 63milioni di euro). E che poi all’orizzonte di viale Mazzini c’è pure l’idea (controversa) di criptare i suoi tre canali generalisti per renderli «invisibili» ai decoder Sky.

mercoledì 1 aprile 2009

Dtt: dal 3/4 solo tv con decoder

Tra maggio e settembre sistema in Piemonte, Lazio, Campania (ANSA) - ROMA, 1 APR - Dal 3 aprile potranno essere venduti solo televisori con il decoder digitale terrestre integrato. e' un obbligo di legge, sottolinea Dgtvi. L'Associazione per lo sviluppo del digitale terrestre ricorda che in base al calendario varato dal governo, il 20 maggio e' previsto lo switch over nel Piemonte occidentale (Torino e Cuneo): Raidue e Retequattro saranno visibili solo in Dtt. Il 16 giugno tocchera' al Lazio (eccettuata Viterbo) e il 10 settembre sara' la volta della Campania.

martedì 31 marzo 2009

Un solo decoder per il satellite e la tv digitale terrestre

Sino ad ora per ricevere il segnale satellitare e quello digitale era necessario utilizzare due apparecchiature diverse con tutti gli ingombri e la poca funzionalità del caso dovuta anche all'utilizzo di due telecomandi. Con l'arrivo di Xdome HD-1000NC tutto si semplifica e si racchiude in un solo decoder attraverso il quale si può accedere più di 5mila canali.
Il nuovo ricevitore di Xdome integra, infatti, in un unico set top box le funzionalità di più ricevitori digitali offrendo la possibilità di captare sia il segnale digitale satellitare e sia quello terrestre.
Ma, ciò che rende realmente esclusivo l'Hd 1000NC è la compatibilità con l'offerta Sky Italia. Per la prima volta arriva sul mercato un set top box che, grazie alla presenza di un lettore smartcard Nds Videoguard ufficiale, è certificato per la ricezione di tutti i canali Sky, previa sottoscrizione di abbonamento con l'emittente.
Inoltre la presenza di un lettore common interface che lo rende compatibile sia con le offerte del digitale terrestre (Mediaset e LA7) sia con quelle su piattaforma satellitare, attraverso l'utilizzo di Cam (SmarCAM, Conax, Nagravision, Viaccess).
Il set top box permette infatti di vedere le trasmissioni scelte in alta definizione attraverso l'uscita video digitale HDMI garantendo così, non solo una possibilità di scelta praticamente illimitata e di ottima qualità video. Ma, questo non va a scapito della praticità e della facilità d'uso. Le offerte sono controllabili con un solo telecomando in modo semplice e guidato, risparmiando spazio ed inutili inconvenienti.

lunedì 30 marzo 2009

Tivù Sat, Rai e Mediaset vanno alla guerra del satellite

La guerra tra piattaforme Tv non si combatte soltanto a colpi di Iva e campagna acquisizioni di star come Lorella Cuccarini o Fiorello. La sfida a Sky e alla filiale italiana dell'impero di Rupert Murdoch passa anche per Tivù, la nuova piattaforma gratuita che da giugno porterà l'offerta del digitale terrestre anche sul satellite. Tutti insieme e appassionatamente, visti i tempi di stagnazione economica, si sono riuniti i tre principali protagonisti del mercato della Tv analogica: Rai, Mediaset e Telecom Italia Media. Sono loro i soci fondatori e azionisti di Tivù (i primi due al 48%, Tim Media al 4%), la società creata “ad hoc” per i nuovi panorami digitali. Finalmente i “tre moschettieri” dell'etere italiano hanno capito la filosofia vincente della Tv del futuro: la piattaforma, la tematicità e l'offerta multicanale.

Le lacune del digitale
Nel frattempo, anche grazie alla poderosa spinta di Sky, questo tipo di offerta televisiva è sempre più presente nei consumi delle famiglie. Il primo obiettivo di Tivù, secondo le parole del suo presidente Luca Balestrieri, anche responsabile del digitale terrestre Rai, è garantire la copertura del Dtt sul 100% della popolazione portando la nuova tecnologia “in tutte le case degli italiani”. Il segnale del Dtt - non è mai stato un segreto - non potrà mai garantire standard di copertura universali e, allora, bisogna integrare. Lo hanno già fatto in Svizzera, Francia e Gran Bretagna: digitale terrestre in chiaro per garantire la massa e satellite per raggiungere anche i punti più scoperti. Ma il nuovo bouquet si propone, in prospettiva, anche come alternativa a Sky con una sfida sul terreno all'apparenza più insidioso: il satellite. «La competizione del futuro è tra piattaforme - ammette Balestrieri - e la Tv gratuita ha bisogno di un proprio spazio per competere anche sul satellite».

La competizione con Sky
Tivù Sat, questo il nome del nuovo bouquet gratuito sul satellite, sarà ricevibile da Hot Bird (13° Est) con qualsiasi parabola che già riceve le reti di Sky. Ovviamente avrà bisogno di un decoder e di una card, ma senza abbonamento, e impiegherà un sistema d'accesso condizionato Nagra. Prevista, fin da subito, l'Epg (la guida programmi elettronica) per tutti i canali della piattaforma. Confermato anche l'Mhp come software per le applicazioni interattive. L'offerta dei canali Tivù Sat (soprattutto i tre Rai e Mediaset) rischierà di venire progressivamente oscurata da Sky, che ha oggi un'ampia fetta del proprio ascolto concentrato ancora sui canali generalisti? «Toccherà a ciascun broadcaster - si limita a spiegare Balestrieri - mettere la propria offerta sulle diverse piattaforme, con le modalità che riterrà più opportune fermi restando, per la Rai, gli obblighi di servizio universale e di rispetto della neutralità tecnologica».

Mediaset decisa ad attaccare
Ma dietro i buoni propositi si cela qualcosa di più. Aldilà della “neutralità tecnologica” evocata dalla Rai si tratta, infatti, di un'operazione che sottrarrà a Sky l'attuale monopolio del satellite. Un attacco in piena regola e consapevolezza, perché la piattaforma di Rupert Murdoch non potrà scendere dai “cieli” prima della fine del 2011 per via delle limitazioni poste a livello europeo nell'approvare la fusione tra Tele+ e Stream. Intanto, a giugno 2009, la Rai dovrà rinegoziare con gli uomini di Sky l'accordo per il bouquet dei cinque canali di RaiSat. I 60 milioni l'anno ricevuti tra il 2003 e il 2009 non basteranno, forse, a impedire il trasloco di RaiUno, RaiDue e RaiTre su Tivù Sat: ne serviranno più del doppio. Mediaset, dal canto suo, non ci penserà troppo a rompere la tregua armata con Rupert Murdoch. Al momento non riceve un euro da Sky per i suoi canali: i vecchi accordi di circa 40 milioni l'anno sono stati stracciati. E i due broadcaster si stanno facendo concorrenza nel settore pay-tv con calcio, film, serie Tv e programmi per la famiglia.

Una sfida che coivolge diverse piattaforme
Guerra aperta, insomma, tra Mediaset e Sky, con la Rai alla finestra e La7 in cerca di compratori per garantirsi un futuro economicamente tranquillo. «La competizione televisiva tra le piattaforme è aperta - ha spiegato il direttore generale della Rai, Claudio Cappon -. È un tema che dobbiamo affrontare. Ci stiamo lavorando. II tempo probabilmente porterà altri a fare queste scelte». «Voglio precisare - ha aggiunto circa i rapporti commerciali con Murdoch - che si può essere competitor senza essere avversari. Vedremo».
Più esplicito, sull'argomento, il presidente di Mediaset Fedele Confalonieri. «Quelli di Sky - ha sottolineato - il massimo dell'ascolto lo fanno con i nostri canali. Forse qualcosa bisognerà pur fare. Se la Rai sul satellite ci deve stare per forza perché Porta a Porta di Bruno Vespa lo devono vedere in tutto il mondo, lo stesso non vale per noi. E forse la cosa sbagliata - ha concluso - è stata l'esser andati sul satellite noi a suo tempo».

Difficile un ingresso di Sky nella tv tradizionale
«Murdoch ama la competizione, non c'è guerra ma una sana competizione - ha garantito Tarak Ben Ammar, manager tunisino in buoni rapporti sia con lo Squalo australiano sia con il Cavaliere e patron del progetto Sportitalia -. Murdoch vuole solo guadagnare soldi e quote di mercato. E chi vince è sempre l'utente». A chi ha ipotizzato un acquisto di La7 da parte del magnate australiano, Ben Ammar ha confidato: «Non credo che Murdoch andrà alla conquista della free Tv. Farebbe competizione a se stesso. In tutti i Paesi in cui opera non fa Tv in chiaro e a me non risulta che Murdoch voglia La7. Fa una grande pay-tv ed è uno specialista di questo tipo di offerta, tant'è che sta cercando di salvarla anche in Germania con l'operazione Premiere». Più che allo sbarco di Rupert Murdoch, i tre broadcaster nostrani sperano nel coinvolgimento delle Tv locali. «Tivù non è un club chiuso: la compagine è aperta anche ad altri soggetti, comprese le emittenti locali che hanno dato un contributo decisivo al passaggio definitivo al Digitale in Sardegna», ha specificato Luca Balestrieri della Rai. L'offerta satellitare nascerà gratuita. Arriverà mai anche la pay su Tivù Sat? «Non è nei piani. L'obiettivo è valorizzare l'offerta free. Non è una piattaforma anti-Sky - ha dichiarato Balestrieri -. La Tv a pagamento è importante, ma non potrà mai essere per tutti».

Offerta nuova, “grana decoder” vecchia
Torna di attualità il decoder “unico”, cioè un solo set-top-box per guardare la Tv satellitare. Sky utilizza i suoi decoder NDS mentre Tivù Sat sarà criptata (nel caso di programmi coperti da diritti validi non solo in Italia) con il sistema Nagra. Fino a quando tutti i canali di Rai, Mediaset e La7 rimarranno anche nel bouquet di Sky il problema non si pone. Ma se un domani, non troppo lontano, la guerra commerciale porterà all'uscita dei canali generalisti dalla pay-tv di Rupert Murdoch? Indubbiamente si tornerà a installare in casa due decoder: quello di Sky e un secondo, terrestre o satellitare, per Tivù. Intanto non arrivano buone notizie per quanto riguarda i fondi per gli incentivi statali. Il sottosegretario alle Comunicazioni, Paolo Romani, ha annunciato che nel 2009 ci saranno solo 41 milioni a disposizione del popolo televisivo, che dovranno servire sia per i contributi per gli acquisti dei decoder che per la campagna informativa. Si tratta di una cifra di 30 milioni, inferiore alle necessità stimate per sostenere lo sviluppo del digitale Tv. Insomma, un inizio un po' “al risparmio” per il grande esodo sul digitale. Da Sky, intanto, nessun commento ufficiale: valuteranno le cose quando il quadro sarà più chiaro. La partita è appena iniziata e, c'è da giurare, sarà molto lunga e piena di colpi di scena.

TV: RICCI “NUOVI SCENARI CON DTT CHE RIVOLUZIONERA’ AUDITEL”

TV: RICCI “NUOVI SCENARI CON DTT CHE RIVOLUZIONERA’ AUDITEL”

MILANO (ITALPRESS) - “Tra un po’ la tv cambiera’ completamente e nessuno di noi e’ in grado oggi di valutare quanto e come”. La previsione e’ di Antonio Ricci, autore televisivo e vero precursore di un certo modo di fare tv sin dai tempi di Drive In. A solleticare le riflessioni di Ricci, durante la conferenza stampa del passaggio di consegne sul banco di ‘Striscia la Notizia’, e’ stata una domanda sulla trasformazione in ‘chiave generalista’ di Sky. “Tra gli scenari immaginabili - spiega Ricci - c’e’ che la nuova piattaforma (digitale terrestre, ndr) che atomizzera’ gli ascolti sballera’ il sistema Auditel che funziona sui grandi numeri. In quel momento sara’ difficile capire le tendenze. E’ un problema che abbiamo gia’ avuto quando parti’ la piattaforma Sky e non venivano riaccreditati gli ascolti di chi ci guardava sul satellite”. Tendenze che, riflette Ricci precisando di atteggiarsi ‘mago’, “di cui potrebbe non parlarsi piu’ se dopo la curiosita’ iniziale si ritornasse a guardare gli stessi soliti canali che riusciranno a strutturarsi meglio e a dare una visione piu’ generalista”.
Naturalmente, continua Ricci, “si apre un mercato vastissimo che va verso l’atomizzazione ma nell’attesa che il sistema decolli, tutti tengono un piede nella tv generalista (il riferimento e’ alla nascita del canale Sky Uno, ndr)”. Sotto il profilo strettamente personale “tutti i canali avranno bisogno di contenuti e io che ne sono un creatore vedo questo moltiplicarsi come un’opportunita’ - conclude -. La domanda che mi faccio e’ se noi italiani saremo in grado di crearli o ci faremo sommergere dai telefilm americani”.

Dl incentivi/ Ok a bonus per acquisto decoder digitale terrestre

Roma, 26 mar. (Apcom) - Arriva un bonus per l'acquisto dei decoder del digitale terrestre, con la possibilità per le fasce di reddito più basse e gli anziani di ottenere il rimborso della spesa sostenuta. È la novità derivante da un emendamento al dl incentivi approvato dalle commissioni Finanze e Attività produttive della Camera, con cui è stata aumentata la dotazione del Fondo per il passaggio al digitale. Una norma che apre la strada ad accordi tra governo e Regioni per estendere progressivamente a tutto il Paese i rimborsi già previsti per Valle d'Aosta e Sardegna, Regioni pilota per il passaggio al digitale. Nel 2009 - stabilisce l'emendamento - il 20% delle maggiori entrate derivanti dall'assegnazione dei diritti d'uso di "frequenze radio o risorse di numerazione", al netto delle somme corrisposte dagli operatori come contributi per i diritti d'uso delle frequenze nonchè degli importi stimati nei saldi di finanza pubblica, è riassegnata "ad appositi capitoli dello stato di previsione del ministero dello Sviluppo economico" per aumentare il Fondo per il passaggio al digitale.

DIGITALE TERRESTRE: FREQUENZE LAZIO IN STANDBY PER OK DELLA FRANCIA

(ASCA-CORRIERE COM.) - Roma, 26 mar - Rischia lo stop il passaggio al digitale terrestre del Lazio. All'appello manca ancora un ok: quello della Francia sull'accordo per il numero di frequenze che l'Italia dovra' lasciare libere cosi' da non interferire con la vicina Corsica. ''Il coordinamento tra Francia e Italia e' ancora in corso'' ha dichiarato Francois Rancy, direttore generale dell'Agence Nationale des Fre'quences, al quotidiano online Corriere delle Comunicazioni, specificando che il negoziato viaggia insieme alla discussione sul piano frequenze dei due Paesi a switch over avvenuto. La negoziazione sullo spettro radio si rende necessaria per la posizione geografica del Lazio che espone il suo litorale a interferenze con l'isola-regione francese.

Rai: tutta la Formula 1 in 16:9 sul digitale terrestre

Roma, 26 mar (Velino) - Si apre con il Gran Premio di Australia la grande stagione della Formula 1, e il digitale terrestre targato Rai è in pole position con una novità tecnologica attesa da tutti gli appassionati: per la prima volta le immagini in diretta dai circuiti verranno trasmesse in formato 16:9. Prove ufficiali e gare, dunque, ma anche i collegamenti inseriti all’interno dei programmi Rai dedicati al weekend di Formula 1, verranno trasmessi nel formato panoramico attraverso le frequenze del digitale terrestre dei canali Raiuno e Raidue. Un primo, importante passo avanti tecnologico, nella costruzione della nuova offerta televisiva gratuita sul digitale terrestre.

Questo il programma delle trasmissioni Rai in occasione del Gran Premio di Australia. La stagione di F1 inizierà ufficialmente sabato 28 Marzo con le qualifiche del G.P di Melbourne. “Pit Lane”, in onda dalle 06.30 alle 08.30 su RaiDue, accompagnerà i telespettatori verso la sessione di prove ufficiali che partiranno alle 7.00 del mattino. Franco Bortuzzo, assistito dal commento tecnico di Gianfranco Palazzoli e dalla moviola di Fabiano Vandone, approfondirà i risultati delle qualifiche appena concluse. Domenica 29 Marzo alle 7.00 su RaiUno, sarà “Pole Position” condotto da Federica Balestrieri, ad analizzare gli aspetti del pre e dopo gara con Jean Alesi, Cesare Fiorio e Roberto Boccafogli alla moviola. Alle 8.00 riflettori puntati sul circuito di Melbourne da dove Giancarlo Mazzoni e Ivan Capelli commenteranno il Gran Premio di Australia, assistiti dal commento tecnico di Giancarlo Bruno. Ettore Giovannelli e Stella Bruno saranno pronti dai box a dare voce ai protagonisti della corsa.

U.E. Tv digitale terrestre: il punto in Europa, la situazione italiana

La corsa allo switch-off che portera' l'Italia a tagliare il traguardo nel 2012 si fa parecchio accidentata: problemi con la Commissione europea per la regolamentazione delle gare che assegneranno le frequenze; poche risorse - causa la crisi - per gli incentivi governativi e per le campagne d'informzione; bassi stanziamenti dei broadcaster per nuove tecnologie e prodotto; dubbi sui tetti Antitrust - sui quali si interroghera' presto l'AgCom - che Mediaset avrebbe gia' sforato; e polemiche alle porte con le oltre 500 tv locali che reclamano spazio nella tv del futuro. Ma i problemi - a ben guardare - non riguardano solo il nostro paese. Il 16 febbraio scorso, infatti, a Bruxelles si e' scattata un'istantanea sullo state dell'arte nei 27 Paesi dell'Unione e contestualmente e' stato fatto un aggiornamento sui calendari di switch off.

Li'interruttore analogico e' stato spento solo in Germania, Finlandia, Lussemburgo, Svezia e Olanda. A meta' febbraio, le trasmissioni del digitale terrestre interessano 21 Paesi (in simulcast con l'analogico). E c'e' chi come la Romania non ha ancora stabilito un piano nazionale per l'avvio delle trasmissioni in digitale terrestre.

Gli italiani gia' in digitale
Secondo le ultime stime elaborate da Makno, a gennaio 2009 il numero delle famiglie italiane in possesso di almeno un ricevitore per la televisione digitale terrestre nella residenza principale ha superato la soglia degli 8 milioni (8.013.000). Rispetto al dato di dicembre - sottolinea il numero di marzo di Digita, newsletter dell'associazione Dgtvi - si tratta di una crescita di circa 250 mila famiglie. A gennaio, inoltre, il numero totale dei ricevitori Tdt presenti nelle abitazioni principali si avvicina ai 10 milioni, attestandosi a 9.862.000 (+360 mila rispetto a dicembre). Secondo le rilevazioni di Gfk, inoltre, sono stati venduti a gennaio circa 660 mila ricevitori per la Tdt. Di questi, il 74 per cento circa (489 mila) sono integrati in tv di nuova generazione, mentre i rimanenti 170 mila (il 26 per cento del totale) sono decoder esterni. Il numero cumulato di ricevitori Tdt venduti (dal febbraio 2004) si avvicina cosi' ai 13 milioni, attestandosi a 12.883.000. Di questi, il 58 per cento sono set top box esterni, il 42 per cento (circa 5,4 milioni) sono ricevitori integrati.

Sugli ascolti della televisione digitale terrestre, sottolinea infine Digita - prosegue la crescita in ascolti e in penetrazione. Sono due i traguardi raggiunti nel febbraio 2009. Il primo riguarda la penetrazione: Auditel stima per la Tdt un universo di 17,4 milioni di individui, valore che rappresenta il superamento di un traguardo importante, essere visibili da oltre il 30 per cento della popolazione. Per quanto riguarda gli ascolti, la Tdt per la prima volta arriva ad occupare piu' del 10 per cento del tempo dedicato alla Tv, in crescita del 25,9 per cento sul mese precedente e del 78 per cento negli ultimi sei mesi.