sabato 11 aprile 2009
U.E. Tv. Tredici milioni di famiglie 'convertite' al digitale terrestre
Nei cinque principali Paesi europei (Francia, Germania, Italia, Regno Unito e Spagna), sono circa 13 milioni le nuove famiglie che si sono convertite alla tv digitale nel corso del 2008. Alla fine dello scorso anno, quasi due famiglie su tre (64 per cento) nei 5-UE hanno accesso alla tv digitale: si tratta di circa 83,1 milioni di famiglie, in crescita del 18,7 per cento rispetto a fine 2007. La tv digitale terrestre, inoltre, e' stata scelta come prima piattaforma tv da oltre il 50 per cento delle nuove famiglie digitali (ovvero 6,8 su 13 milioni). Il satellite e' invece responsabile di circa un quarto (23 per cento) delle nuove famiglie digitali. Lo comunica l'E-Media Institute.
Banda larga, entro il 2009 sarà coperta tutta la provincia
Entro la fine del 2009 la connessione wifi a banda larga - che ora è già disponibile in 165 paesi della nostra provincia - raggiungerà tutti i Comuni della Bergamasca. L'annuncio è arrivato durante la seduta della giunta della Provincia che oggi ha stanziato due milioni di euro proprio per il completamento della rete: un intervento ritenuto strategico dall'Amministrazione di via Tasso nell'ottica di fornire sempre maggiori opportunità all'economia orobica.
POLO DEL LUSSO
La giunta ha anche dato un'ulteriore spinta al «Polo del lusso e della cultura» con l'approvazione dello schema dell'accordo di programma: le intese hanno recepito anche le richieste concordate con le amministrazioni comunali (Bergamo, Orio, Grassobbio e Zanica) in particolare riguardo a interventi sul sistema viario. Con una spesa di 28 milioni di euro, entro il 2013 si farà l'allargamento della strada per chi proviene da Nord (dall'Asse interurbano) con la formazione di una corsia preferenziale di accesso all’aeroporto; per chi proviene dalla tangenziale Sud, lungo la nuova Cremasca, è previsto il raddoppio della sezione stradale dal Padergnone (sul confine tra Zanica e Grassobbio) sino allla zona del Polo del lusso.
SICUREZZA NELLE SCUOLE
Infine sono stati approvati tre progetti preliminari per una serie di interventi di manutenzione straordinaria antisfondellamento - cioè contro il crollo di intonaci e strutture dei soffitti - in una trentina di scuole della Bergamasca, per una spesa complessiva di circa 1,4 milioni di euro.
Gli interventi permetteranno di mettere in sicurezza i solai per evitare fenomeni di distacco del fondello. Ecco l'elenco delle scuole: ISIS Einaudi di Dalmine, l’ISIS Marconi di Dalmine, l’ISIS Maironi da Ponte di Presezzo, l’ISIS Rubini di Romano di Lombardia, l’ITC Oberdan di Treviglio, l’ITA Cantoni di Treviglio, l’ISIS Mozzali, sede di Treviglio, l’ISIS Mozzali, sezione Righi di Treviglio, l’ISIS Weil di Treviglio, il CFP di Curno. E ancora IPC Caniana, ISIS Falcone, ITIS Paleocapa, ISIS Natta, ISIS Quarenghi, ITC Belotti, Liceo Artistico-sede di Bergamo, Liceo Artistico-sezione Ghisleri, IMA Secco Suardo, ITC Vittorio Emanuele, Istituto Tecnico Agrario. Infine Liceo Scientifico Amaldi di Alzano Lombardo, ISIS Fantoni di Clusone, ISIS Valle Seriana di Gazzaniga, ISIS Celeri di Lovere, ISIS Piana di Lovere, il Centro di Formazione Professionale di Albino, IPSSAR di San Pellegrino Terme, ISIS Riva di Sarnico e l’ISIS Majorana di Seriate.
POLO DEL LUSSO
La giunta ha anche dato un'ulteriore spinta al «Polo del lusso e della cultura» con l'approvazione dello schema dell'accordo di programma: le intese hanno recepito anche le richieste concordate con le amministrazioni comunali (Bergamo, Orio, Grassobbio e Zanica) in particolare riguardo a interventi sul sistema viario. Con una spesa di 28 milioni di euro, entro il 2013 si farà l'allargamento della strada per chi proviene da Nord (dall'Asse interurbano) con la formazione di una corsia preferenziale di accesso all’aeroporto; per chi proviene dalla tangenziale Sud, lungo la nuova Cremasca, è previsto il raddoppio della sezione stradale dal Padergnone (sul confine tra Zanica e Grassobbio) sino allla zona del Polo del lusso.
SICUREZZA NELLE SCUOLE
Infine sono stati approvati tre progetti preliminari per una serie di interventi di manutenzione straordinaria antisfondellamento - cioè contro il crollo di intonaci e strutture dei soffitti - in una trentina di scuole della Bergamasca, per una spesa complessiva di circa 1,4 milioni di euro.
Gli interventi permetteranno di mettere in sicurezza i solai per evitare fenomeni di distacco del fondello. Ecco l'elenco delle scuole: ISIS Einaudi di Dalmine, l’ISIS Marconi di Dalmine, l’ISIS Maironi da Ponte di Presezzo, l’ISIS Rubini di Romano di Lombardia, l’ITC Oberdan di Treviglio, l’ITA Cantoni di Treviglio, l’ISIS Mozzali, sede di Treviglio, l’ISIS Mozzali, sezione Righi di Treviglio, l’ISIS Weil di Treviglio, il CFP di Curno. E ancora IPC Caniana, ISIS Falcone, ITIS Paleocapa, ISIS Natta, ISIS Quarenghi, ITC Belotti, Liceo Artistico-sede di Bergamo, Liceo Artistico-sezione Ghisleri, IMA Secco Suardo, ITC Vittorio Emanuele, Istituto Tecnico Agrario. Infine Liceo Scientifico Amaldi di Alzano Lombardo, ISIS Fantoni di Clusone, ISIS Valle Seriana di Gazzaniga, ISIS Celeri di Lovere, ISIS Piana di Lovere, il Centro di Formazione Professionale di Albino, IPSSAR di San Pellegrino Terme, ISIS Riva di Sarnico e l’ISIS Majorana di Seriate.
BANDA LARGA: IL BRASILE APRE ALL'UTILIZZO DI RETI ELETTRICHE
(ASCA-CORRIERE COM.) - Roma, 10 apr - In Brasile la banda larga potrebbe passare sulla rete elettrica. Anatel, l'Authority brasiliana per le Tlc, ha dato il via libera alla possibilita' di utilizzare le linee elettriche per supportare le nuove reti di Tlc. ''Il grande vantaggio che le aziende elettriche hanno, rispetto a quelle di Tlc, e' che gia' hanno a disposizione una diffusa e funzionante infrastruttura che copre anche le aree in digital divide - spiega Pedro Jatoba, presidente dell'Aptel, l'organizzazione che riunisce le aziende del settore -. Basti pensare che in Brasile la Tv via cavo arriva solo al 15% delle popolazione, mentre la rete elettrica al 98% delle abitazioni. Inoltre non ci sarebbero spese relative all'ultimo miglio perche' la rete e' gia' completa''. Ora il provvedimento approvato dall'Anatel deve passare al vaglio dell'Aneel, l'Auhority brasiliana per l'Energia: l'operazione potrebbe richiedere molto tempo visto che le concessioni per l'erogazione del servizio elettrico, ad oggi, non prevedono che la rete sia usata per altri mezzi.
Banda larga per tutti in Australia
Il primo ministro Kevin Rudd ha lanciato il più grande progetto di costruzione d'infrastrutture della storia dell'Australia, che si realizzerà grazie a una collaborazione tra stato e privati. Rudd ha annunciato che saranno stanziati 30 miliardi di dollari in otto anni per costruire una rete a banda larga in tutto il Paese. Verrà creato un provider nazionale con il governo come maggiore azionista. Una connessione veloce ed economica per tutti faceva parte dei progetti di sviluppo presentati durante la campagna elettorale.
Internet supererà la Tv: parola di Microsoft
I dati del report "Europe logs on: Internet trends of today & tomorrow" presentato ieri da Microsoft. Nuove abitudini modificano l'esperienza Internet degli utenti finali.
09 Aprile 2009
Entro il mese di giugno del prossimo anno, Internet supererà la Tv.Ne è convinta Microsoft, che, nella giornata di ieri ha presentato il suo report "Europe logs on: Internet trends of today & tomorrow", che analizza i comportamenti degli utenti europei e traccia le linee di tendenza per il futuro.
In questo momento, il 48,5% degli europei dispone di una connessione Internet e la utilizza per circa 9 ore alla settimana, con una crescita del 27% rispetto al 2004. Il divario tra i Paesi del Nord Europa, con il loro 76% di penetrazione, e quelli del Sud del Continente, con il loro 45% di penetrazione, è ancora evidente, ma è gradualmente destinato a colmarsi.
Entro i prossimi dodici mesi, sostiene l'analisi, l'utilizzo medio di Internet si aggirerà sulle 14,2 ore alla settimana, pari a 2,5 giorni al mese, laddove la televisione si aggiudicherà un utilizzo per 11,5 ore settimanali, pari a 2 giorni al mese.
Queste cifre, è la prima importante precisazione, non significano un calo dell'interesse nei confronti dei programmi televisivi o del mezzo televisivo, ma sono piuttosto sintomatici di un radicale cambiamento delle modalità attraverso le quali gli utenti accedono all'esperienza dei contenuti Tv.
In altri termini, il pc è destinato a diventare lo strumento attraverso il quale gli utenti accedono sia ai contenuti trasmessi in banda larga, sia a quelli più prettamente televisivi, sia live, sia registrati.
In particolare, sempre secondo l'analisi, più orientati al pc dovrebbero essere i giovani nella fascia di età compresa tra i 18 e i 24 anni. Secondo lo studio, il 42% dei cosiddetti giovani adulti guarda esclusivamente la tv online, attraverso un pc.
Attenzione però. Il trend è decisamente più complesso. Sempre secondo lo studio, nell'arco dei prossimi cinque anni anche il predominio del pc è destinato a essere messo in discussione, tanto che, in quell'arco di tempo, i pc non rappresenteranno più come ora l'origine del 95% del traffico Internet, ma scenderanno aun decisamente più contenuto 50%, affiancati da una pletora di dispositivi differenti, dai cellulari ai Mid alle console di gioco.
Il punto cruciale di questa analisi, tuttavia, è che è in atto una revisione totale di quanto noi intendiamo per televisione, che dunque si estende a quell'insieme di contenuti audio e video che possono essere fruibili ovunque.
Si va dunque affermando il paradigma dei tre schermi (tv, pc e dispositivo mobile), destinati a diventare una sorta di "companion" permante e sempre più integrato.
In questo contesto, appare evidente che l'offerta di strumenti, piattaforme e contenuti debba adeguarsi alle nuove tendenze
e soprattutto debba partire da due presupposti: banda larga e always connected.
TV: VITA (PD), DA DELIBERA AGCOM RISCHIO 'MAMMI' BIS'
(ASCA) - Roma, 8 apr - Convocare il presidente dell'Autorita' per le garanzie nelle comunicazioni in Vigilanza Rai per un'''audizione specifica'' in cui si chiarisca che la delibera per il passaggio dalla tecnologia analogica a quella digitale non sia ''una Mammi' bis''. Lo ha chiesto Vincenzo Vita (Pd) durante l'audizione di oggi del presidente Corrado Calabro' in Vigilanza Rai, convocata sul regolamento della par condicio per le elezioni europee ma finita inevitabilmente anche sui contenuti dell'attesa delibera dell'Agcom, che ha provocato tra l'altro la sospensione della procedura di infrazione contro l'Italia da parte della Commissione europea.
''Ho chiesto un'audizione specifica su un punto delicatissimo - ha spiegato Vita a margine dell'audizione -: il sospetto che la delibera sia una Mammi' bis, una legge che fotografa l'esistente moltiplicato al digitale terrestre.
Questa delibera poteva essere l'ultima finestra per uscire dal monopolio o duopolio, una sorta di 'ultimo treno' per il pluralismo, e invece rischiamo di avere all'ennesima potenza quello che fu la Mammi' nel '90 per l'analogico''.
Vita denuncia in particolare la presenza di ''due insidie nella delibera dell'Agcom: la prima, per il fatto che se e' vero che c'e' lo sbarramento dei cinque multiplex, Rai e Mediaset possono rientrare per le frequenze che si liberano.
La seconda riguarda la telefonia cellulare, perche' non si capisce se gli operatori siano annessi o meno''.
''Ho chiesto un'audizione specifica su un punto delicatissimo - ha spiegato Vita a margine dell'audizione -: il sospetto che la delibera sia una Mammi' bis, una legge che fotografa l'esistente moltiplicato al digitale terrestre.
Questa delibera poteva essere l'ultima finestra per uscire dal monopolio o duopolio, una sorta di 'ultimo treno' per il pluralismo, e invece rischiamo di avere all'ennesima potenza quello che fu la Mammi' nel '90 per l'analogico''.
Vita denuncia in particolare la presenza di ''due insidie nella delibera dell'Agcom: la prima, per il fatto che se e' vero che c'e' lo sbarramento dei cinque multiplex, Rai e Mediaset possono rientrare per le frequenze che si liberano.
La seconda riguarda la telefonia cellulare, perche' non si capisce se gli operatori siano annessi o meno''.
5-UE: SUL DTT IL 50% DELLE NUOVE FAMIGLIE CON TV DIGITALE
(ASCA-CORRIERE COM.) - Roma, 9 apr - La televisione digitale terrestre prende il volo in Europa. L'ultima indagine di E-Media Institute ha rilevato che a fine 2008, su 13 milioni di famiglie europee (di Francia, Spagna, Italia, Regno Unito e Germania) passate a piattaforme digitali, il 50% ha optato per il Dtt, a fronte di un 23% che ha scelto il satellite.
Alla fine dello scorso anno il totale delle famiglie Tv ''digitali'' era il 64% (due su tre), pari a 83,1 milioni di famiglie, in crescita del 18,7% rispetto a fine 2007.
Alla fine dello scorso anno il totale delle famiglie Tv ''digitali'' era il 64% (due su tre), pari a 83,1 milioni di famiglie, in crescita del 18,7% rispetto a fine 2007.
mercoledì 8 aprile 2009
TV: CALABRO',RAI, MEDIASET E TI 1 MULTIPLEX IN MENO NEL DIGITALE
(AGI) - ROMA, 8 APR - In seguito alla delibera sulla digitalizzazione delle reti tv varata dall'Autorita' per le garanzie nelle comunicazioni, "Rai, Mediaset e Telecom Italia Media perdono un multiplex nel traghettamento al nuovo sistema digitale". E' quanto ha spiegato il presidente dell'organismo di garanzia, Corrado Calabro', a margine di un'audizione in Vigilanza Rai. "Rai e Mediaset scendono da cinque a quattro multiplex, Telecom da quattro a tre", ma tutti saranno ammessi alla gara per l'assegnazione di due delle cinque reti del dividendo digitale.
"Rai e Mediaset - ha spiegato Calabro' conversando con i giornalisti - potranno aggiudicarsene non piu' di uno e in tal caso dovranno cedere il 40% della capacita' trasmissiva a fornitori terzi di contenuti indipendenti. Telecom, che e' l'operatore che subisce la decurtazione maggiore, potra' aggiudicarsi entrambe le reti e dovra' comunque cedere il 40% di una di esse a soggetti terzi". Comunque, in base alla delibera, "tutte le reti analogiche passano in digitale, non solo quelle degli operatori maggiori, ma anche di soggetti minori come Rete A, Retecapri, Europa 7 e Europa Tv". Le delibere di attuazione che definiranno i dettagli dell'operazione saranno pronte "entro maggio", ha assicurato il Garante, mentre per quanto riguarda la gara, che deve essere indetta dal ministero dello Sviluppo economico, Calabro' ha auspicato "che si tenga entro l'anno".
"Rai e Mediaset - ha spiegato Calabro' conversando con i giornalisti - potranno aggiudicarsene non piu' di uno e in tal caso dovranno cedere il 40% della capacita' trasmissiva a fornitori terzi di contenuti indipendenti. Telecom, che e' l'operatore che subisce la decurtazione maggiore, potra' aggiudicarsi entrambe le reti e dovra' comunque cedere il 40% di una di esse a soggetti terzi". Comunque, in base alla delibera, "tutte le reti analogiche passano in digitale, non solo quelle degli operatori maggiori, ma anche di soggetti minori come Rete A, Retecapri, Europa 7 e Europa Tv". Le delibere di attuazione che definiranno i dettagli dell'operazione saranno pronte "entro maggio", ha assicurato il Garante, mentre per quanto riguarda la gara, che deve essere indetta dal ministero dello Sviluppo economico, Calabro' ha auspicato "che si tenga entro l'anno".
Frequenze. L'Agcom: 5 reti sul digitale assegnate tramite una gara
Lo ha stabilito l'Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni con una delibera
ROMA (8 aprile 2009) - Con il passaggio definitivo dalla tv analogica al digitale terrestre "risulterà disponibile un dividendo nazionale di 5 reti", che verranno "messe a gara" con criteri di "massima apertura alla concorrenza". Lo ha stabilito l'Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni con una delibera. I cinque lotti disponibili, che sono rappresentati cioè dalle 5 reti messe a gara, saranno divisi in due parti: una sarà pari a tre lotti, e verrà "riservata a nuovi entranti", e dunque da questo primo appalto saranno esclusi soggetti come Rai e Mediaset. La seconda sarà invece aperta "a qualsiasi offerente", ma ci sarà un limite di 5 multiplex per ciascun operatore.
ROMA (8 aprile 2009) - Con il passaggio definitivo dalla tv analogica al digitale terrestre "risulterà disponibile un dividendo nazionale di 5 reti", che verranno "messe a gara" con criteri di "massima apertura alla concorrenza". Lo ha stabilito l'Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni con una delibera. I cinque lotti disponibili, che sono rappresentati cioè dalle 5 reti messe a gara, saranno divisi in due parti: una sarà pari a tre lotti, e verrà "riservata a nuovi entranti", e dunque da questo primo appalto saranno esclusi soggetti come Rai e Mediaset. La seconda sarà invece aperta "a qualsiasi offerente", ma ci sarà un limite di 5 multiplex per ciascun operatore.
Digitale: 3 nuove tv nazionali (senza Rai e Mediaset)
Decisione dell'Agcom. Successivamente una gara per altri due canali.L'Italia si prepara ad adeguarsi alla normativa europea in tema di telecomunicazioni con il passaggio definitivo dalla tv analogica al digitale terrestre. Con il definitivo switch off, infatti, ci saranno 5 nuove reti nazionali da assegnare. E verranno messe a gara in modo da garantire la “massima apertura alla concorrenza”. È quanto ha stabilito l'Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni con una delibera che avvia il percorso per il definitivo spegnimento delle reti analogiche e la conversione delle reti digitali esistenti.
Tre canali senza Rai e MediasetIn particolare, secondo quanto stabilito dall'Agcom, le reti saranno messe a gara in due momenti distinti: prima saranno assegnati tre canali con una gara riservata a nuovi soggetti che ancora non operano nel panorama televisivo italiano (saranno dunque esclusi i soggetti come Rai e Mediaset che hanno più di due reti nazionali in tecnica analogica); poi, la seconda gara in cui saranno assegnate le altre due reti, sarà invece aperta a qualsiasi offerente, ma sono previsti dei limiti per ciascun operatore.
La procedura d’infrazione dell’UeLa delibera si inserisce nella procedura di infrazione avviata dalla Commissione europea a carico dell'Italia nel 2006, e stabilisce che le 21 reti nazionali in tecnica digitale saranno suddivise in 8 reti destinate alla conversione delle attuali reti analogiche, in atre 8 dedicate alla conversione in tecnica singola frequenza delle attuali reti digitali esistenti che oggi utilizzano il sistema della multifrequenza, e nelle rimanenti 5 reti che saranno messe a gara.Spiega a tal proposito l'Agcom: “Alla gara saranno ammessi tutti i soggetti operanti nello spazio economico europeo”
Per aumentare la concorrenzaSono previste, in ogni caso, delle “misure destinate ad aumentare il livello di concorrenza del sistema televisivo nazionale”: nel caso, infatti, in cui uno degli operatori che attualmente gestisce 3 reti nazionali analogiche si aggiudichi un quarto canale, sarà obbligato a cedere il 40% della capacità trasmissiva di tale rete a dei terzi, fornitori di contenuti indipendentiLa gara di assegnazione delle frequenze sarà indetta dal ministero dello Sviluppo Economico sulla base delle regole stabilite dall'Agcom.
Tre canali senza Rai e MediasetIn particolare, secondo quanto stabilito dall'Agcom, le reti saranno messe a gara in due momenti distinti: prima saranno assegnati tre canali con una gara riservata a nuovi soggetti che ancora non operano nel panorama televisivo italiano (saranno dunque esclusi i soggetti come Rai e Mediaset che hanno più di due reti nazionali in tecnica analogica); poi, la seconda gara in cui saranno assegnate le altre due reti, sarà invece aperta a qualsiasi offerente, ma sono previsti dei limiti per ciascun operatore.
La procedura d’infrazione dell’UeLa delibera si inserisce nella procedura di infrazione avviata dalla Commissione europea a carico dell'Italia nel 2006, e stabilisce che le 21 reti nazionali in tecnica digitale saranno suddivise in 8 reti destinate alla conversione delle attuali reti analogiche, in atre 8 dedicate alla conversione in tecnica singola frequenza delle attuali reti digitali esistenti che oggi utilizzano il sistema della multifrequenza, e nelle rimanenti 5 reti che saranno messe a gara.Spiega a tal proposito l'Agcom: “Alla gara saranno ammessi tutti i soggetti operanti nello spazio economico europeo”
Per aumentare la concorrenzaSono previste, in ogni caso, delle “misure destinate ad aumentare il livello di concorrenza del sistema televisivo nazionale”: nel caso, infatti, in cui uno degli operatori che attualmente gestisce 3 reti nazionali analogiche si aggiudichi un quarto canale, sarà obbligato a cedere il 40% della capacità trasmissiva di tale rete a dei terzi, fornitori di contenuti indipendentiLa gara di assegnazione delle frequenze sarà indetta dal ministero dello Sviluppo Economico sulla base delle regole stabilite dall'Agcom.
Tv: Agcom, in gara 5 reti digitali
(ANSA) - ROMA, 8 APR -Con il passaggio definitivo dalla tv analogica al digitale terrestre 'risultera' disponibile un di 5 reti', che verranno 'messe a gara'. Lo ha stabilito l'Autorita' per le garanzie nelle Comunicazioni con una delibera.I 5 lotti, cioe' le 5 reti messe a gara,saranno divise in 2 parti:una,pari a 3 lotti, sara' 'riservata a nuovi entranti' e dunque saranno esclusi soggetti come Rai e Mediaset.La 2/a sara' aperta 'a qualsiasi offerente' ma ci sara' un limite di 5 multiplex per ciascun operatore.
L’IPTV a confronto con il satellite e il DTT
Recentemente avevamo parlato dell’idea del Governo di incentivare la TV via Internet affinché diventi la terza piattaforma televisiva. Un obiettivo apprezzabile specie considerando che il nostro sistema televisivo si è dimostrato da sempre un sistema “chiuso”, nel senso di poco aperto all’uso di altre tecnologie di diffusione che non fossero l’analogico terrestre.
Il processo di digitalizzazione pare destinato ad aprire questo mercato, anche se tuttavia questo obiettivo deve trovare, prima ancora che il sostegno economico e “politico” da parte delle Istituzioni, un riscontro diretto da parte del pubblico, il quale, per essere convinto alla “migrazione”, deve per prima cosa avere dei vantaggi concreti e tangibili, sia dal punto di vista dell’offerta sia da quello tecnico.
In questo post proveremo a fare un po’ il punto della situazione sulle principali piattaforme digitali che veicolano il prodotto televisivo. Mettendo in rilievo i pregi e i limiti di ognuna di esse con l’obiettivo di fare una panoramica su cosa e quanto ci offre, al giorno d’ oggi, la tecnologia televisiva. Il tutto senza avere la pretesa di guida esauriente e definitiva per gli utenti.
La piattaforma digitale più diffusa, come ampiamente prevedibile dato che va a sostituire direttamente la TV terrestre analogica, è il digitale terrestre. Il DTT è la televisione per come comunemente viene “recepita” dalla gente. Ha il pregio di garantire una certa semplicità d’installazione del decoder (o TV con ricevitore integrato) e beneficia del fatto che praticamente non c’è abitazione che non possieda un’ antenna per la ricezione dei segnali terrestri.
I suoi limiti sono soprattutto la copertura che, nonostante con lo switch-off ci si avvii a coprire in maniera omogenea l’Italia, resterà sempre un limite insuperabile in quelle zone orograficamente “difficili”. Oltre al limite dovuto alla limitata ristrettezza di banda disponibile (almeno fino a quando non si passerà al DVB-T2, uno standard ancora lontano dall’essere adottato a livello commerciale).
Problemi che invece non si pongono per il satellite, il quale ha dalla sua il vantaggio di consentire una copertura immediata e uniforme praticamente del 100% del territorio, con limiti più alti, parlando di banda disponibile per la distribuzione dei canali, rispetto al DTT.
Allo stesso tempo i suoi limiti stanno nella necessità di dover spesso fare da zero l’impianto, visto che non tutti i condomini hanno una parabola installata, oltre al problema (minore rispetto a qualche anno fa, va detto) della mancanza di segnale dovuta a condizioni meteo problematiche, tipo in caso di forti piogge o nevicate.
Immediatamente dopo arriva l’IPTV, che, almeno in Italia, è la piattaforma più recente delle tre e che si pone come la più flessibile delle piattaforme digitali, poiché è l’unica ad offrire la possibilità del video on-demand e a consentire funzioni di piena interattività potendo contare su vero un canale di ritorno possibile grazie all’uso del protocollo IP per veicolare le trasmissioni.
Di contro, l’IPTV soffre l’arretratezza nostrana per quanto riguarda la diffusione della banda larga e di diversi problemi di stabilità del segnale, legati, anche questi, ad un’ADSL non sempre all’altezza. Per non parlare di quello che indiscutibilmente è il limite maggiore alla sua diffusione: ovvero l’essere legata ad offerte che la prevedono esclusivamente come opzione a pagamento, facendola percepire al pubblico più come una pay TV che una piattaforma a tutti gli effetti.
Ed è questo il punto più importante, mentre la fruzione delle altre piattaforme non va al di là dei costi necessari per adeguare l’impianto e per installare un decoder, per l’IPTV è diverso. Fruirne significa sottoscrivere un’ apposita offerta che lega il cliente e che, per molti, non vale la pena a fronte di un’ offerta di canali free non ancora ben strutturata e ricca.
Si adegueranno i provider italiani nel tentativo di agevolare il compito del Governo cui si accennava sopra?
Il processo di digitalizzazione pare destinato ad aprire questo mercato, anche se tuttavia questo obiettivo deve trovare, prima ancora che il sostegno economico e “politico” da parte delle Istituzioni, un riscontro diretto da parte del pubblico, il quale, per essere convinto alla “migrazione”, deve per prima cosa avere dei vantaggi concreti e tangibili, sia dal punto di vista dell’offerta sia da quello tecnico.
In questo post proveremo a fare un po’ il punto della situazione sulle principali piattaforme digitali che veicolano il prodotto televisivo. Mettendo in rilievo i pregi e i limiti di ognuna di esse con l’obiettivo di fare una panoramica su cosa e quanto ci offre, al giorno d’ oggi, la tecnologia televisiva. Il tutto senza avere la pretesa di guida esauriente e definitiva per gli utenti.
La piattaforma digitale più diffusa, come ampiamente prevedibile dato che va a sostituire direttamente la TV terrestre analogica, è il digitale terrestre. Il DTT è la televisione per come comunemente viene “recepita” dalla gente. Ha il pregio di garantire una certa semplicità d’installazione del decoder (o TV con ricevitore integrato) e beneficia del fatto che praticamente non c’è abitazione che non possieda un’ antenna per la ricezione dei segnali terrestri.
I suoi limiti sono soprattutto la copertura che, nonostante con lo switch-off ci si avvii a coprire in maniera omogenea l’Italia, resterà sempre un limite insuperabile in quelle zone orograficamente “difficili”. Oltre al limite dovuto alla limitata ristrettezza di banda disponibile (almeno fino a quando non si passerà al DVB-T2, uno standard ancora lontano dall’essere adottato a livello commerciale).
Problemi che invece non si pongono per il satellite, il quale ha dalla sua il vantaggio di consentire una copertura immediata e uniforme praticamente del 100% del territorio, con limiti più alti, parlando di banda disponibile per la distribuzione dei canali, rispetto al DTT.
Allo stesso tempo i suoi limiti stanno nella necessità di dover spesso fare da zero l’impianto, visto che non tutti i condomini hanno una parabola installata, oltre al problema (minore rispetto a qualche anno fa, va detto) della mancanza di segnale dovuta a condizioni meteo problematiche, tipo in caso di forti piogge o nevicate.
Immediatamente dopo arriva l’IPTV, che, almeno in Italia, è la piattaforma più recente delle tre e che si pone come la più flessibile delle piattaforme digitali, poiché è l’unica ad offrire la possibilità del video on-demand e a consentire funzioni di piena interattività potendo contare su vero un canale di ritorno possibile grazie all’uso del protocollo IP per veicolare le trasmissioni.
Di contro, l’IPTV soffre l’arretratezza nostrana per quanto riguarda la diffusione della banda larga e di diversi problemi di stabilità del segnale, legati, anche questi, ad un’ADSL non sempre all’altezza. Per non parlare di quello che indiscutibilmente è il limite maggiore alla sua diffusione: ovvero l’essere legata ad offerte che la prevedono esclusivamente come opzione a pagamento, facendola percepire al pubblico più come una pay TV che una piattaforma a tutti gli effetti.
Ed è questo il punto più importante, mentre la fruzione delle altre piattaforme non va al di là dei costi necessari per adeguare l’impianto e per installare un decoder, per l’IPTV è diverso. Fruirne significa sottoscrivere un’ apposita offerta che lega il cliente e che, per molti, non vale la pena a fronte di un’ offerta di canali free non ancora ben strutturata e ricca.
Si adegueranno i provider italiani nel tentativo di agevolare il compito del Governo cui si accennava sopra?
domenica 5 aprile 2009
Il DTT rafforza la sua posizione sul mercato europeo
Il mercato televisivo nei 27 Stati membri dell'Unione Europea, più Croazia e Turchia, è in continua espansione, e conta attualmente 5.587 canali, compresi i 200 nuovi lanciati nel 2008. Il mercato ha visto inoltre uno sviluppo significativo, l'anno scorso, nel digitale terrestre (DTT).
La tendenza viene rivelata dai dati recenti del MAVISE, database sviluppato dallo European Audiovisual Observatory per la Direzione generale Comunicazione della Commissione Europea.
La tendenza viene rivelata dai dati recenti del MAVISE, database sviluppato dallo European Audiovisual Observatory per la Direzione generale Comunicazione della Commissione Europea.
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