sabato 6 giugno 2009

Sharp: TV LCD con 5 colori primari


Una nuova tecnologia per LCD introdotta da Sharp, aggiunge due colori di base a quelli che di solito vengono usati nei display RGB (Red Green Blue): ciano e giallo. In tale modo lo schermo riproduce fedelmente la gamma di colori che gli esseri umani sono in grado di percepire.

Il display misura 60 pollici, con risoluzione Full HD da 1920×1080p e un rapporto di contrasto di 2000:1. Molto probabilmente sarà difficile vederlo presto in un salotto di casa, ma la domanda di display che rendano i colori in modo fedele alla loro apparenza naturale è sempre più forte in settori come il design industriale, l’assistenza medica a distanza, e il commercio elettronico.

Tutto ciò ha portato allo sviluppo di una tecnologia della Visione Naturale. La tecnologia della Visione Naturale si occupa di rendering di immagini a colori identici a quelli del mondo reale degli oggetti.

Il nuovo schermo di Sharp è dotato del Multi-Primary-Color Technology, tecnologia che usa circuiti di elaborazione delle immagini con caratteristiche speciali, oltre alla visualizzazione dei pixel del pannello basata su una struttura a cinque colori. In questo modo è possibile ampliare la gamma di colori riproducibili che l’uomo può scorgere a occhio nudo. Sharp afferma che quasi tutti i colori reali possono essere resi fedelmente sul pannello con questa tecnica, compresi quei colori che sono difficili da riprodurre utilizzando monitor LCD convenzionali: tra questi il colore del mare (blu smeraldo), degli ottoni (giallo oro), e delle rose (rosso porpora).

L’adozione di questa tecnologia permetterà anche un uso più efficiente dell’energia prodotta dalla luce di retroilluminazione. Il display fornirà, inoltre, una maggiore risparmio energetico.

Telecom, accordo con Aria per diffusione WiMAX

(Teleborsa) - Roma, 5 giu - Telecom Italia e Aria hanno firmato una serie di accordi che permetteranno di raggiungere una maggiore efficienza ad entrambe le Aziende, di focalizzare le rispettive strategie e di costruire sinergie infrastrutturali, con l'obiettivo di superare il Digital Divide ed estendere l'accesso ad Internet veloce anche in quelle zone del territorio non ancora raggiunte dal servizio ADSL, consentendo ad un numero sempre maggiore di cittadini e di imprese di utilizzare i servizi on line.
Il primo accordo, spiega una nota, prevede il diritto d'uso delle frequenze WiMAX di Telecom Italia da parte dell'operatore Aria nelle regioni dell'Italia Centrale e Meridionale quali Abruzzo, Umbria, Lazio, Molise, Puglia, Campania, Basilicata, Calabria e Sardegna, che le sono state assegnate nell'asta conclusa nel febbraio 2008. Al contempo Aria provvederà ad assicurare il raggiungimento della copertura minima prevista, garantendo così gli impegni presi con il Ministero per lo Sviluppo Economico, Dipartimento Comunicazioni. Telecom Italia, nell'ambito dell'accordo, potrà fornire ai propri clienti anche servizi a larga banda su tecnologia WiMAX, grazie all'offerta wholesale "white label" di Aria, su tutto il territorio nazionale.
Infine, grazie ad un ulteriore accordo tra le parti, Aria potrà utilizzare le infrastrutture di rete di trasporto di Telecom Italia per la realizzazione della propria rete.
L'intesa consente di estendere lo sviluppo del WiMAX come tecnologia complementare alla fibra ottica e al rame per la fornitura ai cittadini di servizi a banda larga e sottolinea l'impegno degli operatori di telecomunicazioni nell'avviare un coordinamento degli investimenti in un'ottica di open network.
Oscar Cicchetti, Direttore Domestic Market Operations di Telecom Italia, ha dichiarato che "L'accordo rappresenta un importante esempio di come la collaborazione tra gli operatori di telecomunicazioni possa concorrere ad un'ulteriore estensione della banda larga e conferma inoltre la nostra attenzione alla diffusione dell'innovazione tecnologica su tutto il territorio nazionale".
Per Mario Citelli, Amministratore Delegato di Aria "L'accordo sancisce le opportunità del progetto della nuova Azienda, confermando come ci siano spazi interessanti per la raccolta di nuovi investimenti nella razionalizzazione del mercato italiano delle telecomunicazioni".

Raddoppiano i bollini DGTVi

(AF Digitale) L'Associazione DGTVi ha comunicato alle aziende produttrici di decoder e televisori le specifiche tecniche per il nuovo Bollino grigio per decoder zapper e per il Bollino Gold per decoder e Tv con alta definizione.

La migrazione in atto alla televisione digitale terrestre che coinvolgerà il 30% delle famiglie italiane, con gli importanti Switch off del 2009, di Trentino Alto Adige, Val d'Aosta, Piemonte, Lazio e Campania, ha spinto DGTVi ad allargare l'iniziativa "Bollino" a questi due nuovi ambiti di prodotti (decoder cosiddetti zapper e decoder e Tv integrati con sintonizzatore HD) a tutela della scelta che il consumatore italiano dovrà compiere con il passaggio al digitale. La rapida diffusione dei decoder zapper per dotare tutti i televisori delle abitazioni di ricevitori digitali nelle fasi di switch off e l'arrivo sul mercato dei nuovi prodotti con sintonizzatore in Alta Definizione (HD), sono le ragioni che hanno spinto l’associazione ad estendere la garanzia di qualità anche a questi ulteriori prodotti.

"L'impegno di DGTVi, in collaborazione con le aziende manifatturiere che finora hanno condiviso l'iniziativa del Bollino, è di tenere alto il livello qualitativo dei sintonizzatori digitali terrestri, sia decoder che Tv integrati, nel nostro Paese" afferma Andrea Ambrogetti, Presidente DGTVi. "Ciò è principalmente un beneficio per il cittadino italiano che avrà, a differenza di altri Paesi europei, prodotti tecnicamente più evoluti che permettono lo sviluppo di una televisione digitale terrestre più ricca di servizi (ordinamento automatico dei canali, guida elettronica ai programmi) e di interattività. Anche con il Bollino HD confermiamo la scelta italiana di adozione del middleware MHP per sviluppare servizi aggiuntivi ed avere una televisione digitale terrestre tecnologicamente evoluta e gratuita per tutti gli utenti. Il Bollino grigio consentirà, anche per i decoder a più basso costo, uno standard minimo di prestazioni compatibile con lo sviluppo del digitale terrestre".

Il Gruppo Tecnico DGTVi ha provveduto ad individuare le specifiche tecniche per il rilascio del Bollino Grigio per decoder zapper, avendo come riferimento la versione aggiornata del D-Book (1.3). Per quanto riguarda invece i ricevitori HD, il Bollino Gold si basa sull'HD-Book DTT 1.0, realizzato in collaborazione con l'Associazione HD Forum Italia. (m.d.)

Sky va alla caccia del pubblico generalista

Sky contro Mediaset. Tom Mockridge contro Fedele Confalonieri ma, soprattutto, Murdoch junior contro Berlusconi junior, ovverosia James contro Piersilvio. Non è una faida familiare ma una sfida globale tra due figli di tycoon e ora tycoon a loro volta. Una partita difficile in cui a ogni mossa ne corrisponde un'altra e non c'è ancora la possibilità di indovinare chi vincerà la gara. La pay-tv di James Murdoch ha lanciato il nuovo canale Sky Uno e ci ha messo dentro, oltre all'atteso show di Fiorello, anche un programma con Panariello, il Rischiatutto di Mike Buongiorno, un nuovo talent show sul ballo condotto da Lorella Cuccarini e, a stare ai si dice, chissà quante altre cose ancora arriveranno nei prossimi mesi. La pay satellitare inizia a proporre in proprio quello che identifica come “il meglio” della proposta della Tv tradizionale ed è lecito attendersi che questo processo e questo progetto non si fermeranno al riposizionamento di un canale (Sky Vivo diventato appunto Sky Uno). Con la crisi della pubblicità che costringe la Tv generalista a tagliare le spese della produzione e i compensi delle star, per Sky non deve essere difficile arruolare personaggi di punta del piccolo schermo chiamandoli a “riscaldarne” la proposta e a rendere al pubblico a casa ancora meno essenziale di quanto non sia già adesso l'idea di sintonizzarsi sulle reti del duopolio.

La rivoluzione silenziosa
Una sorta di rivoluzione silenziosa, da questo punto di vista, la pay guidata da Tom Mockridge l'ha già portata a termine. Basta guardare la curva che disegna l'andamento degli ascolti di Sky Tg24 per verificare come il telegiornale diretto da Emilio Carelli abbia già scardinato nei fatti la sacralità dell'appuntamento con le news dell'ora di pranzo e poi delle venti di Rai Uno e Canale 5. In termini di ascolti ancora non c'è partita, ma non c'è dubbio che dal telespettatore della pay l'informazione di Sky non sia più vissuta come una fonte solo complementare a quella del Tg1 e del Tg5 ma, oramai in molti casi, come la prima scelta di consumo. Alla Tv generalista rimane un indiscutibile primato nel prime time, un ruolo chiave nell'approfondimento giornalistico ed è presumibile che la pay di Murdoch ora vada all'attacco anche di questi presidi. L'arruolamento di Enrico Mentana “cassato” da Canale 5? Probabilmente non è questa la pista giusta, ma è lecito attendersi anche su questo fronte qualche bella novità. La ratio appare semplice. Se davvero la Rai e Mediaset (che intanto vanno avanti nella messa a punto della piattaforma Tivù Sat) dovessero decidere di abbandonare le prime sei posizioni del telecomando della pay-tv, agli abbonati sarà offerta un'alternativa in grado di dissuadere dal cambio di canale e di piattaforma. Di più, Sky sta chiedendo alla RAI di onorare un accordo che prevedeva che anche Rai 4 (attualmente in onda solo sul Digitale terrestre) andasse on air sulla piattaforma sat di Rupert Murdoch. In ballo tra Viale Mazzini e Sky c'è anche l'accordo per il rinnovo della permanenza sul sat pay di RaiSat Premium, Extra, Cinema, Gambero Rosso, Yoyo e Smash Girls e non c'è dubbio che sul Digitale terrestre molti di questi canali avrebbero vita molto più dura e molti problemi di compatibilità con le tre reti generaliste.

Contratto, riconferma possibile
Il contratto da quasi sessanta milioni di euro è da rinnovare entro giugno e c'è ragione di credere - a meno che non entrino in gioco logiche perverse di telepolitica - che anche in nuovi vertici della Tv pubblica, con Garimberti presidente e Mauro Masi direttore generale, alla fine scelgano la strada più razionale che è quella della conferma.Il mercato della pubblicità langue e la concessionaria pubblica, la Sipra, ha concluso il primo trimestre con un risultato di raccolta del 20% circa inferiore a quello dell'anno passato e certamente non potrà garantire molti dei milioni di euro che aveva portato in cassa nel 2008. Rinunciare ai soldi di Sky senza alcuna altra entrata compensativa sarebbe veramente rischioso. Per non dire dei problemi connessi a un'eventuale “sparizione” dei canali della Rai dal telecomando di Sky. Il discorso vale anche per Mediaset: va bene che sta per partire Tivù e che bisogna motivare il pubblico a scegliere anche la nuova piattaforma, ma nel pieno di questa estate gli ascolti della Tv generalista saranno comunque terremotati dall'avvio del processo di switch-off in due regioni importanti e popolate come il Lazio e la Campania. Visto cosa è successo in Sardegna, la Tv pubblica e il Biscione hanno convenienza a rinunciare proprio in questo periodo alla quota di pubblico che guarda i loro canali, preferibilmente, avendo come riferimento il telecomando di Sky?

Biscione attento alla Ue
Se è vero che a Viale Mazzini per adesso appaiono distratti dal tema della competizione con Sky e con Mediaset e invece sono tutti impegnati nella ciclica battaglia per la difesa e la conquista delle poltrone che contano, a Cologno, invece, sembrano come mai prima mobilitati e attivi, pronti alla controffensiva e, in qualche caso, anche alla rappresaglia contro lo “squalo” australiano. Stando bene attenti a non irritare l'Europa che ha già stigmatizzato la strabordante presenza di mux duopolisti nel Digitale terrestre (in Sardegna Rai e Mediaset ne hanno sei a testa), quelli di Cologno starebbero per mandare on air l'ennesimo infoltimento della proposta pay di Premium Gallery. È già diventata realtà, inoltre, la veicolazione tramite Alice Home Tv dei canali Mediaset. Piersilvio, inoltre, ha promesso battaglia planetaria a Murdoch, che per adesso soffre per i conti in sofferenza di una News Corp. che ha fatto l'errore di acquisire grandi e costosi brand della carta stampata proprio prima che la crisi ne abbattesse il valore. Vedremo se davvero Piersilvio Berlusconi finirà per fare acquisizioni importanti scegliendo tra le opportunità spagnole, tedesche e inglesi attualmente al vaglio, allargando i termini del confronto con James e con l'amico/nemico del padre; per adesso c'è da registrare come per lui la partita italiana rimanga quella più attuale e coinvolgente.

Ricezione digitale terrestre, 16 giugno switch-over Lazio

ROMA (4 giugno) - Una manciata di giorni separa la Capitale e zone limitrofe - impossibili da racchiudere in una zona geograficamente definita nonostante si dica che l’operazione riguardi il “Lazio meno Viterbo” - dall’ingresso nella fase detta di “switch-over” digitale terrestre e il Messaggero è pronto per aiutare i suoi lettori nella transizione da un telecomando all’altro.

Dal 16 giugno le frequenze di trasmissione analogica di Rai Due e Retequattro saranno utilizzate per la trasmissione digitale e le molte novità all’orizzonte devono necessariamente confrontarsi con l’esperienza appena trascorsa nella zona del Piemonte Occidentale. Bisogna prendere atto che il rinnovamento tecnico del sistema televisivo, che sta contagiando anche gli assetti politico-economici, parte con l’handicap: il minimo problema, spesso attribuibile al singolo impianto di antenna o al singolo ricevitore, finisce col diventare un problema “di sistema”, amplificato dalla velocità e facilità con cui l’informazione oggi circola per vie telematiche. Per limitare al minimo le difficoltà abbiamo pensato, dunque, di fare il punto sulla ricezione in questa zona molto vasta e particolare, che parte dalla fascia dei Monti Sabini e Monti Sabatini a nord della Capitale per terminare verso sud fino al Golfo di Terracina, 158 comuni, oltre 4 milioni di persone.

Obiettivo stessa ricezione per tutti. Grazie alle parole di Stefano Ciccotti, amministratore delegato di Rai Way ascoltato nella conferenza stampa dell’ultimo 18 maggio, possiamo avere un chiaro quadro dello switch-over laziale per quanto riguarda RAI. Come ampiamente detto (forse non abbastanza) non esiste un problema di copertura legato alla tecnologia digitale: laddove arrivava il segnale analogico arriverà, naturalmente, quello digitale. Il problema che abbiamo avuto sino ad oggi, in particolare nella regione di Roma, è semmai la coesistenza dei due sistemi che ha impedito di avere a disposizione frequenze libere per accendere tutti i multiplex da tutti i punti di trasmissione. E’ questa la condizione chiaramente più vantaggiosa per assicurare a tutti la stessa possibilità di ricezione, soluzione raggiungibile solo con la messa a regime delle reti SFN (a singola frequenza su tutto il territorio nazionale) alla data dello switch-off definitivo, per il Lazio previsto nel prossimo mese di novembre. Fino ad oggi, invece, è stato necessario scegliere quale multiplex trasmettere e da quale punto, impedendo di avere la stessa copertura per i due multiplex RAI MUX A e MUX B.

Sono tre i punti di trasmissione tv che da soli coprono tutte le zone interessate dallo switch-over: il trasmettitore di Monte Mario (ricevibile addirittura anche in Sardegna) posizionato praticamente dentro la città, quello di Monte Cavo a sud-est della Capitale e quello di Velletri, alle spalle del lago di Nemi, che illumina la zona a sud dei Castelli Romani fino al litorale della provincia di Latina.

Per la zona di Roma e dintorni la scelta fatta oramai cinque anni addietro è stata quella di trasmettere il MUX A (Rai Uno, Due, Tre e 4) da M. Cavo, sul canale 49 della banda UHF, ed il MUX B (Rai News 24, Rai Storia, Rai Gulp, Rai Sport Più) sul canale E della banda VHF. Per ricevere l’intera offerta RAI, quindi, servivano due antenne, una puntata verso M. Mario e un’altra verso M. Cavo, situazione che ha reso difficile la ricezione di uno dei due mux digitali in quelle zone senza “portata ottica” con i due punti di trasmissione. Non si tratta di eccezioni trascurabili, tutta la zona a nord-ovest della Capitale, ad esempio, ben difficilmente può puntare antenne verso M. Cavo, perdendo proprio la ricezione corretta del MUX A, se vogliamo il più importante. Si è verificata, così, la sorprendente situazione di ricezione impossibile in zone tutto sommato limitrofe, nella stessa città, provocando le proteste degli utenti poco appassionati alle questioni tecniche.

Il riordino dei punti di trasmissione, possibile grazie alla liberazione delle frequenze di Rai Due, consentirà di superare questa limitazione fino al novembre prossimo in cui il problema sarà risolto definitivamente, con un nuovo necessario cambiamento di tutte le frequenze di trasmissione, potendo tra l’altro anche avere ulteriore spazio per lanciare nuovi multiplex, portatori di nuovi canali TV. La RAI avrà a disposizione anche le frequenze di Rai Uno e Rai Tre per costruire (finalmente) quattro reti SFN (a singola frequenza) in banda UHF più una rete MFN (a multi frequenza) in banda VHF che punta alla copertura del 99,9 % della popolazione, per un totale di cinque multiplex. In preparazione dell’accensione definitiva di novembre, però, RAI ha scelto per l’immediato di massimizzare la distribuzione del segnale proprio per spegnere le polemiche circa la mancata o difficoltosa ricezione del Servizio Pubblico.

Dal 16 giugno sarà difficile non ricevere i due multiplex RAI perché entrambi saranno trasmessi sia da M. Mario sia da M. Cavo, ripristinando in sostanza la stessa situazione di trasmissione che per decenni ha garantito la ricezione analogica. In particolare, le frequenze analogiche di Rai Due - il canale 28 in quarta banda UHF da M. Mario e il canale 35 in quinta banda UHF da M. Cavo - ospiteranno dal 16 giugno il MUX A (che trasporta Rai Uno, Due, Tre, 4) fino a quel momento trasmesso solo da M. Cavo sul canale 49 in quinta banda UHF. Il canale 49, invece, passa al MUX B, che mantiene anche la trasmissione da M. Mario sul canale 6 in banda VHF. Questo scambio di canale fra i due multiplex RAI (oltre agli aggiustamenti Mediaset e delle emittenti private) e la contestuale “ricanalizzazione” della III banda VHF rende necessaria la risintonizzazione dei ricevitori, normalmente gestita in automatico nei modelli più recenti.

La nuova divisione dello spettro in banda III merita un piccolo approfondimento: comporta una nuova segmentazione (in canali da 7 MHz ciascuno) dello spettro elettromagnetico che va dai 174 MHZ ai 230 MHz (quindi si tratta di 56 MHz). Una semplice divisione rende evidente che sono otto i canali ottenuti secondo questa segmentazione, che comporta anche l’abbandono della denominazione in lettere (D, E, F, G, H, H1, H2) per passare alla denominazione in cifre (da 5 a 12). E’ programmata per il 30 giugno ma sarà anticipata al 16 giugno nella zona del Lazio in cui è particolarmente importante perché il trasmettitore VHF di M. Mario, fino ad oggi usato per l’emissione analogica di RaiUno sul canale G e digitale del MUX B sul canale E, è un punto di riferimento (anche storico) per la televisione italiana: dalla mattina del 16 giugno l’emissione digitale RAI da M. Mario passerà dai 186 MHz del vecchio canale E ai 184.5 MHz, al centro del nuovo canale 6. Oltre all’allineamento con il resto d’Europa, che risolve problemi di convivenza nelle zone di confine con sovrapposizione elettromagnetica, l’operazione porterà vantaggi immediati in tutto il Paese. Innanzitutto si guadagna un canale (nella vecchia segmentazione analogica erano sette) già assegnato all’emittente Centro Europa 7 che potrà quindi trasmettere su tutto il territorio nazionale, inoltre saranno istantaneamente ben funzionanti quei ricevitori, probabilmente i più economici, che hanno avuto problemi nella sintonizzazione delle frequenze in VHF essendo mancanti nell’implementazione delle specifiche italiane nel software di gestione.
Infine, com’è possibile notare, a differenza di Torino dove RAI disponeva di un’ulteriore frequenza libera sul territorio, non è per il momento prevista su Roma e provincia la trasmissione di un multiplex dedicato ai programmi in alta definizione. L’alta definizione su digitale terrestre arriverà definitivamente nella Capitale soltanto allo switch-off di novembre con un multiplex dedicato chiamato “MUX 5”, insieme ad altre novità alle quali dedicheremo un approfondimento.

L'impianto d’antenna vincente.
Le problematiche di ricezione televisiva digitale, alle quali abbiamo già dedicato un articolo qui, rimangono naturalmente valide anche nella ricezione TV di Roma e provincie limitrofe. La complicazione introdotta dall'unione di più antenne, con l'uso di un miscelatore oppure con un amplificatore multi - ingresso, ha sempre influenzato la ricezione analogica in questa zona. Nel caso della ricezione digitale alcuni “svantaggi analogici”, in genere derivanti dalla ricezione della stessa frequenza con due antenne “parallele”, vengono “magicamente” tramutati in opportunità: "riflessioni" o "ricezioni multiple", che nel mondo analogico sono visibilmente dannose, nel mondo digitale potrebbero addirittura essere un vantaggio, cioè potrebbero avere come conseguenza un segnale più forte. Non è vero, come spesso si sente dire, che un impianto di antenna pensato per il digitale è molto più sensibile a imperfezioni e complicazioni rispetto ad un impianto per la ricezione analogica. Semmai è vero il contrario, è la televisione analogica ad aver bisogno di un impianto eccellente a partire dall'antenna e a finire all'ultima presa e tutto il progetto deve essere accuratamente disegnato a tavolino. Anche gli impianti centralizzati, come ampiamente descritto nell’articolo dedicato alla ricezione, possono essere semplificati rendendoli “a larga banda”, eliminando le eventuali “canalizzazioni”.

La conseguenza di questo switch-over, come abbiamo detto, sarà certamente positiva per quegli spettatori che fino ad oggi non hanno controllato il loro impianto di antenna, magari rimasto fermo agli anni ‘70. Dalla mattina del 16 giugno potranno molto probabilmente vedere tutto quello che non vedevano il giorno prima. Volendo però riprogettare il proprio impianto di antenna ci sentiamo di consigliare un impianto che guardi allo switch-off di novembre, cioè un impianto che garantisca la ricezione di tutte le bande da tutti i siti. Per la zona di Roma si tratta ovviamente di M. Cavo e M. Mario (da lì RAI offrirà allo switch-off il suo multiplex principale in banda VHF, con Rai Uno, Rai Due e Rai Tre) verso i quali occorre puntare due antenne a larga banda del tipo “logaritmica”, capaci di ricevere sia in banda VHF (banda III, frequenze da 174 a 230 MHz secondo la nuova canalizzazione) che UHF (bande IV e V, frequenze da 474 a 858 MHz) per avere la certezza di poter ricevere qualsiasi frequenza dalle due postazioni. Le due antenne logaritmiche, montate orizzontalmente e parallele alla terra (non devono puntare verso il basso o verso il cielo) potrebbero essere unite addirittura con un semplice accoppiatore a larga banda o con un amplificatore a due ingressi, sempre a larga banda: la ricezione analogica ne soffrirebbe, con immagini multiple poco gradevoli, ma optando per la ricezione completamente digitale il problema non si pone.
Anche nel caso in cui dovesse in futuro essere realizzato lo smantellamento dei trasmettitori di Monte Mario e il trasferimento di quelli di Monte Cavo, un impianto con doppia antenna a larga banda potrà facilmente essere riorientato a costo zero. Da anni si discute circa lo spegnimento dei ripetitori di Monte Cavo per motivi di presunto “inquinamento elettromagnetico” e del trasferimento di tutti gli impianti in una zona più a nord, sui Monti Prenestini. Per le antenne riceventi si tratta di uno spostamento angolare anche rilevante, a seconda della zona di installazione: considerando il centro di Roma sarà come passare da un puntamento verso le “ore cinque”, immaginando un quadrante di orologio… analogico, ad un puntamento verso le “ore tre”. In questo momento, però, i siti di trasmissione rimangono quelli e la potenza elettromagnetica emessa dai ripetitori digitali è per definizione inferiore rispetto alla tradizione analogica. Puntare verso M. Cavo non è difficile, per la gran parte del territorio è a portata ottica, basta una chiara giornata di sole per vedere la più alta cima a sud-est oppure chi percorre nella Capitale una strada importante come Viale Regina Margherita può alzare lo sguardo ed avere la certezza di inquadrare perfettamente la vetta di Monte Cavo.

Per maggiori informazioni sulla ricezione e sulle frequenze accese e spente è possibile consultare il sito di RAIWAY. Innanzitutto si può controllare la mappa con le aree coperte dal segnale digitale qui, oppure accedere direttamente alla pagina dedicata alla ricezione a Roma, raggiungibile qui oppure chiamare il Call Center Tecnico di Rai Way al Numero Verde 800 111 555 attivo tutti i giorni dalle 8.00 alle 23.00; oppure lo 800 022 000 messo a disposizione dal Ministero dello Sviluppo Economico Dipartimento per le Comunicazioni, attivo dal lunedì al sabato (esclusi i festivi), dalle 8.00 alle 20.00. Mediaset, dal canto suo, mette a disposizione questa pagina web per fornire le informazioni relative alla sua copertura ed è da segnalare una comoda iniziativa che prevede la possibilità di usufruire della convenzione stipulata con gli antennisti di Eurosatellite per effettuare un “check-up” dell'impianto di antenna al costo di soli 12 Euro (IVA inclusa).

Anche per il Lazio sono previsti incentivi all’acquisto dei ricevitori digitali di tipo “interattivo”. Per usufruire del contributo, consistente in uno sconto di 50 euro, bisogna soddisfare i seguenti requisiti: residenza in uno dei comuni coinvolti nello switch-over del 16 giugno 2009; età uguale o superiore ai 65 anni (compiuti o da compiersi entro il 31/12/2009); reddito uguale o inferiore ai 10.000 euro (riferito alla dichiarazione dei redditi per l’anno 2007); prova dell’effettivo pagamento del canone televisivo dell’anno in corso, oltre a non aver già in passato usufruito di precedenti contributi all’acquisto. Al momento dell’acquisto bisogna presentare un documento di identità, il proprio codice fiscale e la ricevuta di pagamento del canone.

Digitale Terrestre: tutto pronto per lo “switch-over” nel Lazio

Nello scorso mese di maggio, e precisamente nella notte tra il 20 ed il 21, quasi 600 comuni della parte occidentale del Piemonte sono “passati” al digitale terrestre in virtù dell’oscuramento sull’analogico dei canali “Raidue” e “Retequattro“. E se in Piemonte lo “switch-over” sarà attuato nell’intero territorio regionale a cavallo tra il mese di settembre ed ottobre prossimo, è ufficialmente scattato il conto alla rovescia anche nella Regione Lazio.