sabato 13 giugno 2009

TLC: AGCOM, IIC E UNIVERSITA’ PER LA BANDA ULTRA LARGA E LA CONVERGENZA FISSO-MOBILE NELLE RETI NGN

Si è svolto oggi a Roma, presso la Sala delle Conferenze del Garante per la Protezione dei Dati Personali, il 2° Workshop del Programma di Ricerca “Infrastrutture e Servizi a Banda larga e Ultra Larga” (ISBUL), promosso dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, con la collaborazione di alcuni dei principali Atenei italiani – Milano Bocconi, Napoli Federico II, LUISS, Università di Roma (Sapienza, Tor Vergata, Roma Tre), Università di Siena, Politecnico di Milano, Politecnico di Torino, Imperial College di Londra.

Il Programma, del valore di 700.000 euro, si articola su 3 Progetti (Tecnologico, Economico e Giuridico) e 14 Sottoprogetti (Work Packages) da completare nel corso dell’ anno, con l’obiettivo di porre le basi per un presidio permanente dell’Autorità sulle tematiche tecnologiche, normative ed economiche relative agli aspetti infrastrutturali delle Reti di Nuova Generazione (NGN) a banda larga e ultra larga.

Sempre nella stessa giornata si è tenuto l’incontro AGCOM – IIC (International Institute of Communications) con importanti contributi internazionali di Gèrard Pogorel (Telecom ParisTech), Brian Williamson (Plum Consulting – London) e Peter Alexiadis (Gibson Dunn & Crutcher LLP-Bruxelles) sul tema della convergenza fisso-mobile nell’ambito delle reti di nuova generazione (NGN) e delle reti broadcast.

Oltre al Presidente Agcom, Corrado Calabrò, che ha aperto i lavori, erano presenti, fra gli altri, i Commissari Roberto Napoli e Nicola d’Angelo.

Grande crescita del mercato satellitare nei prossimi 10 anni

Pubblicato il rapporto Euroconsult sul mercato spaziale del periodo 2009-2018.

Paris (France) - Euroconsult annuncia che la stima di nuovi satellite costruiti e lanciati nel periodo 2009-2018 si attesta sulle 1,185 unità, con una crescita di circa il 50% rispetto alla decade precedente (1999-2008).

La crescita dei ricavi generati dalla produzione e dal lancio di questi satelliti è prevista in crescita della stessa percentuale, raggiungendo I 178 miliardi di dollari nellos tesso periodo, secondo il rapporto di Euroconsult "Satellites to be Built and Launched by 2018, World Market Survey." appena presentato.

Entrambi i settori commerciale e civile avranno parte in questa crescita, anche se in maniera diseguale, secondo Rachel Villain, il responsabile del rapporto e Direttore del Dipartimento di Spazio e Telecomunicazioni in Euroconsult, che afferma anche che "L'attuale crisi finanziaria avrà un modesto impatto sull'industria dello spazio."

Gli stati e i governi sono I principali drivers della domanda in campo spaziale, specie per le applicazioni civili. Le agenzie governative civili e militari si stima lanceranno circa 770 satelliti nella prossima decade, con un aumento del 55% rispetta a quella appena conclusa. Due terzi di questi satelliti saranno per usi civile o duale. I satelliti civili rappresentano una proporzione più alta rispetto a quella che hanno avuto sul totale nel periodo 2009-2018.

La crescita del mercato proverrà da tre gruppi di paesi, che rappresenteranno la committenza per satellite per l'Osservazione della Terra, la navigazione, la meteorologia, le telecomunicazioni. L'osservazione della terra sta emergendo come il settore preponderante dal punto di vista delle applicazioni, con un totale di 23° satelliti, col numero di governi che richiedono applicazioni del genere in notevole crescita.

Il mercato governativo, con I suoi 116 miliardi di dollari sull'intera decade, è circa due volte qiello commerciale privato. Gran parte del mercato sarà rappresentato da satellite per Orbite basse, (LEO, 41%) , preponderante sugli altri spazi orbitali a più alte quote(GTO, MEO, HEO and deep space).

I satelliti commerciali saranno ancora principalmente destinati alle telecomunicazioni, su orbite geostazionarie. Il mercato crescerà di un terzo, sia nel numero dei satellite sia per i ricavi.

L'industria dei satelliti commerciali geostazionari per telecomunicazioni, è giunta alla sua maturità, ed il segmento dominante del mercato commerciale è rappresentato oramai dalla sostituzione di satelliti già attivi in orbita, con poche new entries, che significa la presenza di investimenti oramai ciclici. Euroconsult stima in 235 il numero di satelliti di questo tipo, lanciati nel periodo preso in considerazione, per un valore di 52 miliardi di dollari.

Tutte le regole del trasloco verso il digitale terrestre

Entro fine 2012 il processo di migrazione dalla televisione analogica a quella digitale terrestre sarà completato. Tutti gli italiani si sintonizzeranno sul canale preferito come oggi, con il telecomando in mano, ma cambierà del tutto la modalità di trasmissione del segnale televisivo verso l'apparecchio di casa. Cambia la tecnologia, da analogica a digitale, con la promessa di grandi passi in avanti per la qualità delle immagini, dell'interattività e della maggiore disponibilità di programmi.

Switch over e switch off
Nella notte fra lunedì 15 giugno e martedì 16 giugno è programmato lo switch over a Roma e in gran parte del Lazio. Esattamente come accaduto in Valle d'Aosta, Piemonte e Trentino - e come accadrà nel resto d'Italia (un numero verde, 800.022.000, informa se e quando il proprio comune è interessato dal provvedimento) Rai2 e Retequattro non saranno più visibili in analogico. I consumatori dovranno quindi dotarsi di apposito decoder da collegare alla presa Scart del televisore o di televisore con ricevitore Dt integrato. Il tutto dando per scontato (ma non lo è) che non via siano problemi tecnici legati alla copertura del segnale digitale o all'inadeguatezza dell'antenna posizionata sul tetto della propria abitazione. In linea di massima non si dovrebbe apportare alcuna modifica all'impianto di ricezione (è comunque consigliabile una verifica tecnica) ma è opportuno che il giorno dopo lo switch over venga effettuata la ri-sintonizzazione dei canali sul decoder.
Lo switch off, invece, che a oggi ha interessato la sola Sardegna, è il definitivo spegnimento della Tv analogica: i canali in chiaro gratuiti e quelli a pagamento in
pay per view saranno visibili solo in tecnologia digitale e con gli apparecchi (antenna, decoder e Tv) adeguati.

Il decoder e il "bollino"
Per vedere i programmi della tv digitale terrestre occorre un decoder o una tv con ricevitore incorporato. Chi non vuole cambiare il vecchio apparecchio deve portarsi a casa un set top box (vari i modelli in commercio). La principale distinzione è fra interattivi, che supportano lo standard Mhp (Multimedia home platform) e quindi la possibilità di gestire giochi, servizi e applicazioni dal telecomando, e zapper. I primi, più costosi ma più diffusi, sono oggetto del contributo statale di 50 euro, accessibile ai cittadini over 65 con un reddito annuale inferiore ai 10mila euro e in regola con i versamenti del canone Rai.I secondi,che costano nell'ordine dei 30 euro (meno della me-tà di un modello interattivo), permettono di accedere ai soli canali in chiaro e non a quelli a pagamento.
Per gli utenti più esigenti ci sono i decoder Hd che trasmettono in alta definizione. Attenzione però: solo i "set top box" interattivi sono certificati dalla DGTVi (l'associazione a cui aderiscono Rai, Mediaset, Telecom Italia Media, Dfree e i consorzi della Tv locali) con il "bollino blu", che garantisce al consumatore le caratteristiche tecnico qualitative dei ricevitori. DGTVi ha però già avviato con le aziende produttrici le procedure per i bollini (grigio e gold) dei decoder zapper eHd.
La Tv e la "pay per view"
Dallo scorso 3 aprile le tv in vendita nei centri commerciali e nei negozi specializzati sono provviste di decoder integrato per ricevere i programmi del digitale terrestre.

Si va però sul sicuro acquistando un apparecchio con il "bollino bianco" DGTVi, che certifica la compatibilità del prodotto con la tecnologia digitale terrestre. La lista dei modelli è disponibile sul sito della società (www.dgtvi.it), ma la principale cosa da sapere è che "bollino bianco" indica un televisore con sintonizzatore digitale che permette di vedere i programmi gratuiti in chiaro. Per vedere, senza decoder esterno, quelli a pagamento di Mediaset Premium, LA7 Cartapiù e Pangea bisogna acquistare un apparecchio dotato di smartCam, oppure ricorrere alla Cam (un dispositivo aggiuntivo acronimo di Common Access Module) capace di leggere le tessere pay per view e acquistabile con circa 60/ 70 euro.

I canali
Oggi sono 28 i canali gratuiti del digitale terrestre. A quelli ereditati dalla tv analogica si aggiungono quelli tematici per bambini e ragazzi, da RaiGulp a Boing, e nuovi generalisti (Iris, Rai4 e SAT2000).

venerdì 12 giugno 2009

Tv, via al digitale nel Lazio: dal 16 giugno oscurate Rai2 e Rete4

ROMA (10 giugno) - Il 16 giugno i residenti a Roma e nel Lazio (esclusa la provincia di Viterbo), facendo zapping in tv, non troveranno più Raidue e Retequattro. I due canali nazionali, infatti, migreranno definitivamente sul digitale.

Il decantato switch-over, cioè il passaggio di Raidue e Retequattro
al digitale, rispetterà le tappe prestabilite. Per vedere i due canali sarà necessario un decoder. Lo switch-off, invece, lo spegnimento della tv analogica, con il passaggio di tutte le reti avverrà a novembre. Dopo il Lazio sarà il turno della Campania: switch-over di Raidue e Retequattro a settembre e spegnimento definitivo a dicembre. La transizione della tv analogica sul digitale su tutto il territorio nazionale verà completata entro il 2012.

Il digitale e il televisore. Non è necessario cambiare il proprio televisore. Basta una semplice apparecchiatura da collegare alla tv, detta decoder o set top box. Da alcuni mesi sono presenti sul mercato televisori con sintonizzatore digitale integrato. Si può anche comprare solo il decoder (sono in vendita in media a circa 80 euro).

I vantaggi del digitale.
Per gli utenti ci saranno un maggior numero di programmi disponibili e migliore qualità di immagini e audio. La trasmissione digitale rispetto a quella analogica è particolarmente robusta a disturbi come echi ed interferenze. Si potrà poi partecipare attivamente ai programmi televisivi utilizzando il telecomando invece di telefonoe ed sms. In più si avrà accesso a servizi di informazione e di pubblica utilità e un minore inquinamento elettromagnetico. Se l'utente richiede un servizio interattivo attraverso il telecomando, il collegamento avviene tramite modem sulla linea telefonica di casa. In tal caso non sarà possibile ricevere o effettuare telefonate.

Gratuita o a pagamento. Come accade per la televisione analogica, oltre al canone non è necessario pagare alcun abbonamento. La tv digitale terrestre sarà trasmessa per lo più "in chiaro" e quindi si potrà vedere gratuitamente. A partire dal gennaio 2005 sono stati attivati anche alcuni servizi a pagamento pay-per-view che permettono di vedere particolari eventi per mezzo di una carta prepagata da inserire nel decoder.

Digitale e analogico.
Il numero di programmi tv che sarà possibile trasmettere è moltiplicabile anche fino a dieci. Con l'analogico un programma occupa una singola frequenza televisiva, in digitale, invece, ne possono essere trasportati da 5 a 7 e in prospettiva, con tecniche di compressione del segnale digitale più evolute, fino a 10.

Il digitale e le antenne. Nella maggioranza dei casi l'antenna non va cambiata. In alcuni casi, però, potrebbe essere richiesto il montaggio di un’antenna supplementare, ad esempio quando non si dispone già di un’antenna nella banda su cui è irradiato il segnale digitale.

Contributi per l'acquisto del decoder. Previsti contributi economici per alcune categorie svantaggiate. Nei prossimi giorni partirà anche una campagna supplementare sui bonus da 50 euro per l'acquisto dei decoder interattivi, destinati ai cittadini over 65, con un reddito annuale inferiore ai 10 mila euro e in regola con il pagamento del canone Rai: «C'è la disponibilità di arrivare fino a 100 mila contributi - ha spiegato Paolo Romani, vice ministro alle Comunicazioni - ma solo poche migliaia di aventi diritto finora ne hanno fatto richiesta».

Protesta degli utenti: incentivi anche per le antenne. Gli utenti chiedono incentivi anche per chi cambia antenna. Il passaggio al digitale, infatti, potrebbe portare problemi nella ricezione soprattutto per quelli non in possesso di impianti moderni. Il risultato: si vede o non si vede affatto. «Sarebbe stato utile che l'incentivo governativo fosse andato anche a chi decideva di cambiare la propria antenna, non sempre in grado di ricevere al meglio il segnale» sottolinea Remigio Del Grosso, vicepresidente del Consiglio nazionale degli utenti (Cnu).

Il passaggio al digitale nel Lazio.
Il 16 giugno tocca al Lazio passare al digitale ad esclusione della provincia di Viterbo. Con l'appuntamento del 16 giugno, che coinvolgerà 166 Comuni e 1 milione 800 mila famiglie, cioè 4,5 milioni di italiani, Roma si avvia così ad essere la prima capitale europea in digitale.

Il nodo dolente delle tv locali.
Le cinque nuove reti che si libereranno con il passaggio alla nuova tecnologia saranno messe a gara, in base agli impegni presi dall'Italia con la Commissione europea. Tra i problemi da risolvere ci sono infatti le richieste delle emittenti locali, che chiedono una frequenza ciascuna per continuare a trasmettere sulla nuova tecnologia.

La tv si allarga, con il digitale terrestre arrivano due nuovi canali: Italia2 e Rai5

ROMA (11 giugno) - Ci siamo. Il digitale terrestre, a lungo evocato, oggetto di discussioni, dibattiti, rinvii è alle porte. E la prossima tappa nel calendario di trasformazione del modo di vedere la tv (il cosidetto switch off che prevede lo spegnimento progressivo della tradizionale tv analogica che si concluderà nel 2012) riguarda proprio il Lazio più la provincia di Terni (oltre 4,5 milioni di italiani) e due reti generaliste come Raidue e Retequattro (entro novembre si accoderanno tutti gli altri canali).

Bene, da martedì 16 il loro segnale si potrà seguire sul dtt (la sigla del digitale terrestre) o sul satellite (finchè Rai e Mediaset non decideranno, come sembra, di abbandonare Sky). Data, dunque, storica (la Sardegna ha già vissuto questo passaggio, così il Piemonte Ovest e, da settembre, la Campania) e per festeggiarla Mediaset ha deciso di scendere in piazza (modalità già sperimentata a Torino un mese fa). Modo, forse, un po’ trionfalistico ma indicativo dell’impegno su questo fronte (del resto l’azienda di Cologno Monzese ha puntato subito sul nuovo sistema, lanciando la pay tv Premium,e presentandola come alternativa a Sky).

Dunque questo weekend Piazza del Popolo diventerà sede di una sorta di festa illustrativa (battezzata Mediaset days) con personaggi (Grande fratello live e Enrico Brignano show, sabato, Boing video dance a selezioni Gf 10 domenica).

Intanto, ieri mattina, c’è stata una sorta di battesimo all’Ara Pacis, presenti il sottosegretario Romani e il presidente Mediaset Confalonieri. Da parte del governo assicurazione che non ci saranno problemi di frequenze e che «il calendario dello switch off sarà rispettato perché i canali saranno sufficienti per tutti i broadcaster con il vantaggio di un risparmio del 25 per cento sulla potenza elettrica come prevede il segnale digitale, compreso anche il dividendo digitale, ovvero le cinque nuove reti che si libereranno con il passaggio al digitale, in regola quindi con gli impegni presi dall'Italia con l'Europa»).

Da parte di Mediaset promessa che il passaggio comporterà anche un arricchimento della programmazione gratuita, così, ha assicurato Confalonieri dall’inizio del 2010 partirà il nuovo canale Italia 2 destinato a un target giovanile (12-20) a metà strada fra quello di Italia 1 (18-35 anni) e quello di Boing (il canale per bambini). Novità che potrebbe viaggiare in parallelo con la decisione della Rai di varare (almeno queste sembrano le intenzioni) un nuovo canale battezzato Rai 5 con materiale d’archivio. Senza contare cosa succederà con i canali di Raisat, ancora sul satellite ma che sembrano avviati a scendere per essere dirottati sul dtt.

E’ evidente, questo punto, che il passaggio al nuovo sistema coinvolge direttamente il pubblico degli spettatori, visto che c’è la necessità di dotarsi di un nuovo decoder o di acquistare un televisiore di ultima generazione (di quelli che hanno il dtt incorporato). E potrebbe diventare ancora più urgente nel caso in cui (considerato probabile) la Rai e Mediaset abbandonassero il satellite.

A questo proposito Romani ieri ha spiegato che «sono ancora disponibili i contributi da 50 euro messi a disposizione dal governo per l'acquisto dei decoder interattivi con il bollino blu destinati ai cittadini con un reddito annuo pari o inferiore ai diecimila euro, con età pari o superiore ai 65 anni e in regola con il canone Rai». E ha aggiunto: «Avevamo calcolato che i cittadini con diritto al contributo potevano essere circa centomila. Ma ad oggi è stato chiesto accesso ai contributi solo per poche migliaia».

Digitale terrestre, Adiconsum chiede che l'incentivo sia esteso a tutti i decoder

L'Associazione denuncia la scelta di limitare l'incentivo solo ai decoder più cari

© HELPCONSUMATORI.it - 11/06/2009
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Ci siamo! A partire da martedì prossimo, 16 giugno, per 2.700.000 romani e 4.500.000 laziali, Raidue e Retequattro saranno visibili solo sul digitale terrestre, in attesa che a novembre il segnale analogico si spenga definitivamente per tutti gli altri canali generalisti ed avvenga il cosiddetto switch-off. E' stata ignorata, dunque, la richiesta dell'assessore alla tutela dei consumatori della Regione Lazio, Vincenzo Maruccio, di posticipare la data del passaggio al digitale al 1° agosto.

Ma non è solo l'avvicinarsi della data a creare "scompiglio" tra gli utenti laziali. Sebbene una recente ricerca della Makno rilevi che il 47 per cento delle famiglie televisive laziali è già dotato di un decoder per il digitale terrestre, in tempi di crisi è comunque non facile convincere le famiglie ad acquistare in tutta fretta un decoder. "Le modalità con cui lo Stato ha stabilito l'incentivo di 50 euro per l'acquisto del decoder digitale ha dell'assurdo", sostiene Adiconsum che aggiunge: "Destinare l'incentivo solo all'acquisto dei decoder più cari, quelli con l'interattività e la pay-tv è una scelta inaccettabile per le famiglie a basso reddito". I decoder in commercio, infatti sono di due tipi: uno che consente solo la visione dei canali in chiaro (e per questo più economici), l'altro che invece dà accesso, dietro l'acquisto di una card, alla visione dei canali a pagamento.

"Con l'incentivo di 50 euro - spiega Adiconsum - sarebbe possibile acquistare almeno un decoder gratuito, poiché il costo dei c.d. zapper per la sola visione dei canali in chiaro si aggira fra i €30 e i €50".

L'Associazione denuncia la scelta di limitare l'incentivo solo ai decoder più cari, che di fatto costringe le fasce deboli a sostenere un costo di propria tasca di circa €50. Secondo Adiconsum si tratta di una misura di concorrenza sleale e per questo motivo l'Associazione invita l'Autorità Garante per la concorrenza ed il mercato e l'Agcom di valutare questa misura.