giovedì 30 luglio 2009

Berlusconi Jr: ''Su Premium continua il grande calcio, è una grande vittoria''

Con l’assegnazione odierna dei diritti tv della Lega Calcio, Mediaset Premium assicura ai suoi clienti la certezza di poter vedere il meglio della Serie A per i prossimi tre campionati consecutivi. Il torneo al via il 22 agosto esaurisce gli accordi in essere con le singole grandi squadre

Mediaset Premium, i due successivi (2010-2011 e 2011-2012) sono frutto dell’assegnazione centralizzata dalla Lega Calcio.

Dichiarazione di Pier Silvio Berlusconi, vicepresidente Mediaset: «Siamo soddisfatti di aver chiuso un accordo che garantisce ai clienti Mediaset Premium il meglio del calcio per i prossimi tre anni. In più, la nostra offerta si arricchisce da otto a 12 squadre e continuerà ad avere tutti i club più forti e con il maggiore bacino di tifosi. Va inoltre sottolineato che:

1) E’ una vittoria della concorrenza. E se la concorrenza nel calcio in pay tv esiste è grazie a Premium: un’offerta innovativa lanciata da zero e con forti investimenti.

2) Se i tifosi hanno un’alternativa al monopolio satellitare e non sono costretti a onerosi abbonamenti è grazie a Premium

3) Se il mondo del calcio può aumentare in modo ragguardevole i proventi televisivi che finanziano il sistema è senza dubbio solo grazie a Mediaset Premium.

Infatti, nonostante il clima economico negativo e pur essendo ancora in fase di start up, Premium copre una parte consistente dell’intero costo dei diritti tv della serie A, anche perché il costo del pacchetto digitale terrestre ha subito un incremento proporzionalmente maggiore rispetto a quello delle altre piattaforme».

A Sky e Rti diritti tv 2010-2011 e 2011-2012

MILANO, 28 luglio - Le firme dei presidenti riuniti oggi in Lega per un'assemblea informale ci sono tutte. Abete, commissario straordinario della Lega aggiungerà la sua domani mattina nel corso delle assemblee previste a Roma per la compilazione dei calendari del prossimo campionato. Sky e Rti si sono quindi aggiudicati i diritti televisivi per la trasmissione delle partite del campionato di calcio di serie A per gli anni 2010-11 sul satellite per tutte e 20 le squadre la pay tv di Rupert Murdoch, e sul digitale terrestre, relativamente alle 12 squadre più blasonate, la pay di Mediaset. Vanno invece a trattativa privata con un bando che sarà pubblicato il 31 luglio prossimo e che prevede 60 giorni per chiudere gli accordi gli altri pacchetti le cui offerte ricevute erano sotto la soglia prevista dal bando. Si tratta del pacchetto per il digitale terrestre relativo alle partite in casa e in trasferta delle ultime otto squadre di serie a, dei diritti radiofonici (quelli per intenderci di 'Tutto il calcio minuto per minuto), degli highlits e di Internet e nuovi media.

La riunione di oggi - per la verità erano fisicamente presenti in pochi, tra gli altri Adriano Galliani e Aldo Spinelli - è servita per sancire l'assegnazione dei diritti già praticamente scontata alla vigilia. L'offerta di Sky (che ha acquisito anche il diritto a mostrare per la prima volta in Italia anche immagini e interviste dagli spogliatoi) è stata di 580 milioni di euro per il 2010 e altrettanti per l'anno successivo. Sufficiente per superare i minimi, fissati dalla Lega, di 570 e 578 milioni). Anche Rti ha scavalcato l'asticella predisposta per il pacchetto 'pregiatò ('Gold Livè) del digitale terrestre mettendo in busta un'offerta di poco superiore ai 210 milioni per il 2010 e di 225 per il 2011.

Il resto sarà trattato nei prossimi mesi, ma la soddisfazione tra le società di calcio è palpabile e il traguardo prefissato, quello di raggiungere 950-1000 milioni di euro con la vendita dei diritti, appare già a portata di mano. È infatti del tutto ragionevole supporre che la vendita di quel che resta porterà i circa 200 milioni di euro che mancano alla cifra che l'advisor Infront aveva giudicato raggiungibile. Sicuramente infatti ci sarà una partecipazione della Rai nei settori di suo interesse a cominciare dai diritti radiofonici sia pure puntando al risparmio rispetto alla base d'asta prefissata.

È di oggi una dichiarazione del presidente Paolo Garimberti che, seppur spiegando che l'offerta della Lega è stata giudicata troppo alta rispetto ai valori di mercato, dice che l'azienda intende andare alla trattativa privata. D'altra parte non è bastata ai presidenti delle società di calcio l'offerta di Rtl, definita "simbolica" rispetto ai minimi richiesti di 3,8 e 4 milioni di euro. E negli ambienti della Lega si contesta anche che con quella offerta l'emittente privata abbia ottenuto un vantaggio negoziale ad ottenere di essere il primo interlocutore della Lega nella trattativa privata. Infine, coi soldi garantiti, arrivano anche schiarite sulla separazione consensuale della Lega in Lega di A e Lega di B. Dopo l'accordo praticamente raggiunto a Roma con la benedizione del governo, c'è chi pensa che domani stesso si possa addirittura gettare le basi per eleggere presto un presidente ciascuno (Maurizio Beretta sicuramente per la A) e fare a meno del commissario Giancarlo Abete.

Il calcio in tv resta a Sky e Mediaset E la telecamera arriva negli spogliatoi

Milano - L’abbuffata di calcio è assicurata. Ieri pomeriggio la Lega e le tv interessate hanno raggiunto un accordo per i diritti sportivi dei campionati di serie A del 2010-2011 e 2011-2012. Ad aggiudicarsi i diritti sono stati Sky e Rti. In sostanza, sulla piattaforma satellitare si continuerà a vedere tutte le partite di campionato come al solito, mentre il digitale terrestre di Mediaset ha acquisito i diritti per quattro squadre in più, passando da otto a dodici. Dunque, sulla pay tv del Biscione si vedranno le partite delle squadre più blasonate (dal Milan, all’Inter, alla Roma e via dicendo) più altre di squadre minori ancora da decidere in base anche alle scelte che farà Dahlia Tv (che ha ereditato la pay Tv di La7), se raggiungerà l’accordo in una fase successiva.

In sostanza cosa cambia per i tifosi? Su Sky si potranno gustare (ricordiamo che non stiamo parlando del campionato che riparte ad agosto, ma dei due successivi) anche immagini e interviste dagli spogliatoi; su Mediaset, molte più partite. Tra le novità allo studio anche i match a mezzogiorno e mezzo della domenica e la possibilità di spostare i posticipi di A al lunedì.

Per la prima volta la trattativa tra reti e Lega è stata condotta a «pacchetto unico», grazie alla legge Melandri, evitando accordi singoli con ogni squadra. Costi? L’offerta di Sky è stata di 580 milioni di euro per il 2010 e altrettanti per l’anno successivo. Sufficiente per superare i minimi fissati dalla Lega. Anche Rti ha scavalcato l’asticella predisposta per il pacchetto «pregiato» («Gold Live») mettendo in busta un’offerta di poco superiore ai 210 milioni per il 2010 e di 225 per il 2011. Vanno invece a trattativa privata con un bando che sarà pubblicato il 31 luglio prossimo e che prevede 60 giorni per chiudere gli accordi gli altri pacchetti le cui offerte ricevute erano sotto la soglia prevista dal bando. Si tratta del pacchetto per il digitale terrestre relativo alle partite in casa e in trasferta delle ultime otto squadre di serie A (che dovrebbero essere acquistate da Dahlia), dei diritti radiofonici (quelli di Tutto il calcio minuto per minuto), degli highlits e di Internet e nuovi media. Il resto sarà trattato nei prossimi mesi, ma la soddisfazione tra le società di calcio è palpabile e il traguardo prefissato, quello di raggiungere 950-1000 milioni di euro con la vendita dei diritti, appare già a portata di mano. Sicuramente infatti ci sarà una partecipazione della Rai nei settori di suo interesse a cominciare dai diritti radiofonici.

Soddisfazione è stata espressa dal vicepresidente Mediaset, Pier Silvio Berlusconi, che ha parlato di «una vittoria della concorrenza». Con gli accordi di ieri il calcio è garantito per gli utenti di Mediaset Premium per i prossimi tre anni. «È una vittoria della concorrenza - ribadisce Pier Silvio Berlusconi - e se la concorrenza nel calcio in pay tv esiste è grazie a Premium. Un’offerta innovativa lanciata da zero e con forti investimenti. Se i tifosi hanno un’alternativa al monopolio satellitare e non sono costretti a onerosi abbonamenti è grazie a Premium». Inoltre, «se il mondo del calcio può aumentare in modo ragguardevole i proventi televisivi che finanziano il sistema è senza dubbio solo grazie a Mediaset Premium». «Infatti, nonostante il clima economico negativo e pur essendo ancora in fase di start up - sottolinea il presidente Mediaset - Premium copre una parte consistente dell’intero costo dei diritti tv della serie A, anche perché il costo del pacchetto digitale terrestre ha subito un incremento proporzionalmente maggiore rispetto a quello delle altre piattaforme».

Assegnazione del calcio in tv Sky e Mediaset da padroni

Stagione 2010-11 per la serie A: diritti per i programmi via satellite alla pay tv di Murdoch, per il digitale terrestre (per le 12 big) a Rti. Il resto va a trattativa privata

Assegnazione del calcio in tv Sky e Mediaset da padroni
MILANO - Il cerchio si chiude. Dopo la scissione della Lega in Lega I e Leg II oggi proprio negli uffici della Lega a Milano c'è stata l'assemblea sull'assegnazione dei diritti tv di cui ieri per cui ieri si erano aperte le buste: Sky e Rti si sono aggiudicati i diritti televisivi per la trasmissione delle partite del campionato di calcio di serie A per gli anni 2010-11 sul satellite per tutte e 20 le squadre la pay tv di Rupert Murdoch, e sul digitale terrestre, relativamente alle 12 squadre più blasonate, la pay di Mediaset.

Vanno invece a trattativa privata con un bando che sarà pubblicato il 31 luglio prossimo e che prevede 60 giorni per chiudere gli accordi gli altri pacchetti le cui offerte ricevute erano sotto la soglia prevista dal bando. Si tratta del pacchetto per il digitale terrestre relativo alle partite in casa e in trasferta delle ultime otto squadre di serie a, dei diritti radiofonici (quelli per intenderci di 'Tutto il calcio minuto per minuto), degli highlits e di Internet e nuovi media.

La riunione di oggi - per la verita' erano fisicamente presenti in pochi, tra gli altri Adriano Galliani e Aldo Spinelli - è servita per sancire l'assegnazione dei diritti già praticamente scontata alla vigilia. L'offerta di Sky (che ha acquisito anche il diritto a mostrare per la prima volta in Italia anche immagini e interviste dagli spogliatoi) è stata di 580 milioni di euro per il 2010 e altrettanti per l'anno successivo. Sufficiente per superare i minimi, fissati dalla Lega, di 570 e 578 milioni). Anche Rti ha scavalcato l'asticella predisposta per il pacchetto 'pregiato' ('Gold Live') del digitale terrestre mettendo in busta un'offerta di poco superiore ai 210 milioni per il 2010 e di 225 per il 2011.

Il resto sarà trattato nei prossimi mesi, ma la soddisfazione tra le società di calcio è palpabile e il traguardo prefissato, quello di raggiungere 950-1000 milioni di euro con la vendita dei diritti, appare già a portata di mano.

E' infatti del tutto ragionevole supporre che la vendita di quel che resta porterà i circa 200 milioni di euro che mancano alla cifra che l'advisor Infront aveva giudicato raggiungibile. Sicuramente infatti ci sarà una partecipazione della Rai nei settori di suo interesse a cominciare dai diritti radiofonici sia pure puntando al risparmio rispetto alla base d'asta prefissata. E' di oggi una dichiarazione del presidente Paolo Garimberti che, seppur spiegando che l'offerta della Lega è stata giudicata troppo alta rispetto ai valori di mercato, dice che l'azienda intende andare alla trattativa privata. D'altra parte non è bastata ai presidenti delle società di calcio l'offerta di Rtl, definita "simbolica" rispetto ai minimi richiesti di 3,8 e 4 milioni di euro. E negli ambienti della Lega si contesta anche che con quella offerta l'emittente privata abbia ottenuto un vantaggio negoziale ad ottenere di essere il primo interlocutore della Lega nella trattativa privata.

Infine, coi soldi garantiti, arrivano anche schiarite sulla separazione consensuale della Lega in Lega di A e Lega di B. Dopo l'accordo praticamente raggiunto a Roma con la benedizione del governo, c'è chi pensa che domani stesso si possa addirittura gettare le basi per eleggere presto un presidente ciascuno (Maurizio Beretta sicuramente per la A) e fare a meno del commissario Giancarlo Abete.

28 luglio 2009

DMT, ordini oltre 5 mln per fornitura apparati digitali

(Teleborsa) - Roma, 28 lug - DMT ha ottenuto nuovi ordini per la fornitura di apparati per la trasmissione del segnale in tecnica digitale da primario operatore televisivo.
Il valore complessivo degli ordini è pari a oltre 5 mln di Euro e andrà ad interessare il processo di digitalizzazione di Piemonte e Lazio.
DMT si conferma così il principale operatore tecnologico per la migrazione verso il digitale terrestre delle reti televisive italiane, processo che durerà almeno sino al 2012/2013.

Digitale terrestre: l'Antitrust multa Sky

L'Antitrust multa Sky, con una sanzione pari a 150mila euro, per la campagna promozionale fatta in occasione del passaggio al digitale terrestre. La motivazione è “pratica commerciale scorretta”, perché la società - sostiene l’Authority - ha indotto il consumatore a credere che solo con Sky si potessero continuare a vedere i canali tradizionali (oscurati in analogico). La pubblicità recitava: "La TV analogica si spegne. Sky accende una nuova visione". Poi: "Per fortuna c'è Sky", connotando negativamente lo spegnimento del segnale analogico.
Inoltre, sottolinea l’Antitrust, l’utilizzo nello spot dei loghi delle Regioni interessate (Piemonte, Liguria, Veneto e Lazio) potrebbe far pensare che Sky abbia ottenuto una speciale autorizzazione da parte delle stesse (così non è), “avvalorando in questo modo nei consumatori l'idea di un particolare ruolo assunto da Sky in tale fase di transizione del segnale televisivo".

Adiconsum: il deterrente delle sanzioni non basta

Era stata Adiconsum a segnalare all’Autorità la pubblicità in questione, ritenendola ingannevole. Ora l’associazione dei consumatori dichiara che “con la condanna l’Antitrust ha confermato che Adiconsum aveva ragione e che Sky ancora una volta dimostra di non usare metodi corretti nei confronti dei consumatori”.
Paolo Landi, segretario nazionale Adiconsum, sottolinea però che “il deterrente delle sanzioni è ormai insufficiente”. E “rimane indispensabile il diritto al risarcimento con la Class-Action”.
Questa sanzione - conclude l’associazione - che si aggiunge alle precedenti, evidenzia ancora una volta che la sanzione non è in sé fattore deterrente sufficiente a impedire pratiche commerciali scorrette. Quindi Adiconsum ripropone l’urgenza di un’azione collettiva risarcitoria, che purtroppo la normativa approvata ultimamente dal Parlamento italiano disattende nella sua efficacia.

Il digitale terrestre sarà anche sul satellite

Il passaggio dalla tv terrestre analogica al digitale si completerà nei prossimi mesi, quando verrà spento definitivamente il vecchio sistema. Ma chi si trova in zone non sufficientemente coperte dal segnale, cosa potrà fare? In soccorso di questi utenti (3 milioni, il 5% della popolazione) arriva la nuova piattaforma TivùSat, che trasmetterà via satellite gli stessi canali del digitale terrestre.
Il satellite utilizzato per la piattaforma che coinvolge Rai, Mediaset e La7 è lo stesso utilizzato per Sky, quindi chi possiede un'antenna parabolica orientata verso il satellite HotBird a 13° est non dovrà effettuare modifiche all'impianto. Chi invece vorrà installare un nuovo impianto dovrà installare un'antenna parabolica dal diametro di 60-90 cm (dai 30 ai 70 euro), in funzione della propria posizione.
In ogni caso sarà necessario acquistare un nuovo decoder, dato che quelli in commercio, compreso quello fornito da Sky, non sono compatibili con il sistema di codifica utilizzato da TivùSat. Le trasmissioni satellitari sono accessibili anche al di fuori dei confini nazionali, per questo motivo gli editori sono costretti a ricorrere a un sistema di protezione per gli eventi sportivi o i film di cui possiedono i diritti esclusivamente per il territorio italiano.
Un normale decoder satellitare, quindi, potrà visualizzare solo una parte delle trasmissioni di TivùSat, cioè quelle che le reti televisive decideranno di trasmettere in chiaro. Per ricevere la totalità delle trasmissioni della nuova piattaforma (22 i canali annunciati, sostanzialmente quelli del Dtt più tre stranieri di news) che partirà il 31 luglio, bisognerà quindi ricorrere a uno dei decoder in vendita nei prossimi giorni a partire da 99 Euro (smartcard TivùSat inclusa).
In principio saranno disponibili solo modelli prodotti da Adb, Humax e TeleSystem, ma nei prossimi mesi arriveranno anche quelli di altri produttori.
Chi già possiede un decoder satellitare con slot Common interface (ossia predisposto per l'inserimento di moduli Cam per la decodifica delle trasmissioni criptate) potrà utilizzarlo solo successivamente. Entro il primo semestre 2010 sarà infatti disponibile il modulo Cam compatibile con la codifica utilizzata da TivùSat (una variante del sistema chiamato Nagravision).
Si ricorda che se si possiedono più televisori, si dovrà installare un decoder per ciascuno. Inoltre, il cavo proveniente dal satellite potrà essere condiviso con più di un decoder ma non contemporaneamente, a meno che i canali visualizzati sui due televisori non appartengano allo stesso gruppo di frequenze. Infine, è probabile che su questa piattaforma arrivi anche l'alta definizione: in questo caso l'utente che vorrà passare all'Hd dovrà procurarsi un nuovo tipo di decoder.

Digitale terrestre: l’Agcom approva il regolamento per l’assegnazione delle nuove frequenze. A settembre si esprimerà su Tivù Sat

L'Autorità per le Garanzie nelle comunicazioni ha approvato il regolamento in vista del bando per l'assegnazione delle nuove frequenze in digitale che saranno messe a gara dal ministero dello Sviluppo economico.

Relatori del provvedimento sono i commissari Michele Lauria e Stefano Mannoni.

Il regolamento, secondo quanto riferito dalle agenzie di stampa, va ora in consultazione pubblica per 45 giorni. Ieri al Consiglio c’è stata anche un'informativa sull'avvio della piattaforma satellitare Tivù Sat dove confluiranno i canali di Rai, Mediaset e La7; a settembre l'Autorità si esprimerà sulla questione.

Un'istruttoria è stata già aperta, anche se subito dopo si è fermata perché manca il contratto che formalizza l'intesa a tre annunciata. Lo ha detto Corrado Calabrò, presidente dell'Autorità per le comunicazioni nel corso dell'ultima audizione in Commissione di Vigilanza.

“L'Agcom sta valutando la novità e la natura di questa intesa, ma anche l'impatto dell'operazione. Per ora, però, non c’è un contratto tra le parti e quindi l'istruttoria è ferma”.

“La concessionaria pubblica si è riservata di trasmettercelo appena sarà stato siglato. L’operazione - ha aggiunto - presenta profili di competenza dell’Antitrust, per quanto riguarda la concorrenza, e di nostro interesse, per quanto attiene alla tutela del pluralismo”.

A margine dell'audizione, il presidente è stato sollecitato ancora sull'argomento, e in particolare sull'eventualità che questa nuova piattaforma satellitare possa non essere fruita da un numero significativo di utenti così come avviene oggi con i canali Rai su Sky, e quindi di fatto il contratto di servizio Rai-Stato finirebbe con l'essere in qualche modo 'depotenziato'. Calabrò ha replicato: “la risposta la conosco ma non la fornisco ora... Se cambio giacca (parlando quindi da giurista quale è, ndr) è un conto, ma qui rappresento altro”.

Il presidente dell’Agcom, presentando nei giorni scorsi la Relazione annuale al Parlamento ha sollecitato l’anticipazione della data finale dello switch-off, fissata a novembre 2012, spiegando che “si abbrevierebbe così il divide fra il resto d'Italia e la Sicilia e la Calabria (destinate a passare al digitale per ultime); si ridurrebbero inoltre i costi della transizione”.

“…Il passaggio al digitale è in corso e sostanzialmente funziona" e il “metodo a macchia di leopardo si dimostra conducente allo scopo”, ma sarebbe opportuno “accelerare il processo” magari proseguendo con le agevolazioni all'acquisto dei decoder per le fasce più deboli e alla massima informazione ai cittadini, perché “il passaggio al digitale deve essere accettato dalla popolazione, non subito”.

Per Calabrò, il passaggio al digitale terrestre ha rappresentato l'occasione per il “riordino del settore” televisivo, dopo gli interventi della Corte Costituzionale e la procedura comunitaria avviata per i trent'anni di mancata regolamentazione dello spettro radiotelevisivo.

Grazie alla “cura dimagrante imposta” agli incumbent, come Rai e Mediaset, e a una “maggiore efficienza” nell'utilizzo delle frequenze, con il passaggio definitivo al digitale terrestre “risulterà disponibile un dividendo nazionale di 5 reti, che verrà messo a gara con criteri e correttivi che garantiranno l'apertura alla concorrenza, l'ingresso di nuovi operatori e la valorizzazione di nuovi programmi”.

Il presidente dell’Agcom ha ricordato come grazie alla delibera dell'Authority di aprile 2009, recepita nella legge comunitaria del 2008, “è stato portato a felice conclusione dal viceministro Romani" il dialogo con la commissione Ue , che ha interrotto la procedura d'infrazione aperta contro l'Italia per alcune norme della legge Gasparri, che a giudizio di Bruxelles rischiavano di ingessare anche il nuovo mercato della Tv digitale, riservandosi di rinunciarvi formalmente quando la delibera avrà trovato piena attuazione. La delibera, dettando i criteri per il passaggio al digitale, risolve al contempo la situazione "country specific": Mediaset e Rai, ha spiegato Calabrò, ridurranno le loro reti da 5 a 4, Telecom Italia da 4 a 3. Le altri emittenti nazionali manterranno le loro reti, compresa Europa 7, che ha la sua rete, "ponendo termine così a un contenzioso decennale".

Il viceministro Paolo Romani ha subito raccolto la proposta del presidente di anticipare lo switch-off, facendo sapere che “è possibile ridurrei tempi del passaggio al digitale terrestre”

“Calabrò ha ragione. Restare con Sicilia e Calabria per ultime - ha sostenuto Romani - sembra quasi fatto apposta però c’è anche un problema di coordinamento internazionale. La scelta delle regioni è stata fatta in base ai processi di coordinamento. Faccio l'esempio della Campania che è stata scelta perché circondata solo da confini nazionali. Certo è che un ravvicinamento tra switch-over e switch-off potrebbe essere un passaggio. Se accorciamo quel periodo - ha concluso - probabilmente si potrebbe ridurre i tempi”.

Nella legge Comunitaria viene recepita come norma primaria la delibera 181 dell’Agcom che determina i criteri di pianificazione delle frequenze digitali e fissa in 5 multiplex il dividendo digitale da assegnare mediante una procedura di gara, con riserva in favore dei nuovi entranti. Un impegno preso con la Comunità Europea nel processo per la chiusura della procedura di infrazione ormai avviata verso la fase di chiusura.

Il provvedimento approvato in via definitiva dalla Camera contiene, inoltre, il recepimento della direttiva europea 2007/65/CE sui servizi di media audiovisivi conferendo la delega al governo per la sua applicazione attraverso il decreto legislativo di modifica del testo unico della radiotelevisione.

La Ue ha quindi chiesto: l'adozione di una delibera sul dividendo digitale che riguarda le nuove reti che si libereranno con il passaggio alla nuova tecnologia, in base ai criteri già individuati dall'Agcom; l'inserimento di tali criteri in una norma primaria di legge; la realizzazione del disciplinare di gara per l'assegnazione delle nuove frequenze come stabilito.

Romani ha precisato che “la prima condizione è già realizzata, perché l'Autorità ha approvato l'apposita delibera lo scorso aprile; la seconda è in via di confezione, perché con un emendamento abbiamo acquisito la delibera dell'Agcom nella legge comunitaria che è in corso di approvazione alla Camera. Quanto alla terza condizione, c’è l'impegno a realizzare la gara come stabilito dall'Authority”.

Il viceministro ha spiegato che sarà previsto un dividendo digitale di cinque multiplex che saranno messi a gara in base ai criteri già definiti: tre saranno riservanti ai nuovi entranti, due saranno destinati a qualsiasi offerente, fermo restando il limite di cinque multiplex per ciascun operatore fino allo switch-off.

Quanto alla gara, “…è prevista entro fine anno - ha concluso Romani - ma pensiamo di farla anche prima”.

La Rai verso l'addio a Murdoch

Oggi il consiglio di amministrazione di viale mazzini non rinnoverà il contratto raisat


Sky risponde con il lancio di 10 canali. Ma la televisione pubblica fa asse con Mediaset e Telecom Italia Media nella nuova TivùSat. Resta l'incognita del passaggio al digitale terrestre

La Rai dice addio a Sky ma Rupert Murdoch gioca d'anticipo lanciando 10 nuovi canali. Dopo una lunga e sterile trattativa, la tv di Stato ha deciso di non rinnovare il contratto per i canali tematici di Rai Sat che passeranno così sul digitale terrestre e su TivùSat