lunedì 17 agosto 2009

Il WiMAX 4G procede negli USA

Clearwire Communication, società di servizi che offre copertura con connessioni all’avanguardia, ha terminato l’istallazione di una rete 4G nella città di Las Vegas.
Las Vegas è solo l’ultima città che Clearwire ha coperto con connettività 4G, nei piani dell’azienda, infatti, c’è la copertura delle più grandi aree metropolitane statunitensi. Da ieri, intanto, 1.7 milioni di persone, residenti nella città dei casinò, hanno avuto accesso ad un servizio WiMAX ad alta velocità e, per la fine del prossimo anno, i progetti prevedono di portare tali connessioni in altre 80 metropoli.A partire dal primo di agosto Clearwire offrirà un dongle USB Dual Mode che permetterà agli utenti di sfruttare al massimo la velocità della nuova rete 4G, il dongle sarà compatibile soltanto con i PC, gli utenti Mac dovranno aspettare fino al 17 del prossimo mese.

Una mappa per il WiMax

Stati Uniti e India sarebbero i terreni più fertili. L'espansione prosegue anche in Europa e Brasile
Roma - India, Stati Uniti e Brasile sono le nazioni in cui il WiMax si sta ritagliando uno spazio sempre più rilevante come vettore per la fruizione della banda larga. Il
rapporto presentato da Infonetic Research è chiaro: l'estensione del territorio gioca un ruolo fondamentale nella diffusione del fratello maggiore del WiFi, poiché cablare ampie zone scarsamente popolate può non rivelarsi un investimento fruttifero. Per paesi come gli Stati Uniti dove la distribuzione della popolazione sul territorio non è uniforme, la tecnologia WiMax risulterebbe essere la soluzione più efficace. Proprio per gli States Infonetic Research prevede, a partire dal prossimo anno, una nuovo impulso per lo sviluppo del broadband senza fili, specialmente in zone scarsamente popolate come il Midwest.

L'India dal canto suo può contare su una base di utenti tra le più estese al mondo su un territorio altrettanto ampio e che sarebbe antieconomico coprire con cavi o fibre ottiche, anche per una potenza emergente come l'ex colonia britannica. Infonetic Research indica per queste ragioni l'India come la migliore opportunità di investimento per chi produce installazioni WiMax e operatori di settore.Il Brasile presenta in linea di massima le stesse condizioni demografiche degli USA: secondo questa analisi l'utilizzo del WiMax dovrebbe vedere un notevole incremento di utenze, passando dalle 184mila del 2008 ai tredici milioni pronosticati per il 2013.Cambiando continente, l'Europa centrale risulta anch'essa fra le regioni a più alta concentrazione di WiMax, con circa 20 diversi network operanti.

Poco più a est, in Russia, si starebbe ultimando l'attivazione di almeno dieci reti basate sullo standard 802.16. Inoltre la conformazione geomorfologica e la distribuzione degli abitanti fa sì che l'ex Unione Sovietica si configuri come un test efficace per dimostrare la capacità del WiMax di piallare il digital divide anche in ambienti ostici.La situazione italiana sembra essere per certi aspetti simile a quella russa: già qualche mese fa il WiMax veniva indicato come una possibile panacea al divario digitale dell'Italia, in cui molti paesi di piccole dimensioni spesso sono tagliati fuori dalla broad band.

Sky, Mediaset, Rai e la “guerra” dei decoder

Dall’inizio del corrente mese sulla piattaforma satellitare di Sky i programmi “Raisat” non sono più visibili; per poterli vedere occorre sintonizzarsi non più su piattaforma satellitare, ma sul digitale terrestre. Ma la doccia fredda per gli utenti/consumatori è servita, visto che per vedere i canali citati il “classico” decoder per vedere i canali sul digitale terrestre non funziona.

Serve infatti, a causa della trasmissione con un’altra codifica, il decoder “Tivusat” che costa poco meno di cento euro e che, tra l’altro, non è ancora presente in maniera diffusa in tutti i principali negozi e catene di elettronica d’Italia. Insomma, dopo l’abbandono della piattaforma Sky da parte della televisione di Stato è scoppiata una vera e propria “guerra” dei decoder, dalla quale escono sconfitti, guarda caso e come sempre, i consumatori che per poter vedere tutti i canali in chiaro devono dotarsi di un altro decoder con tutto quello che ne consegue. Ma il peggio potrebbe ancora arrivare. Se, come tra l’altro sottolinea Altroconsumo, la RAI dovesse “uscire” da Sky non solo con i canali “Raisat”, ma anche con “Raiuno”, “Raidue” e “Raitre”, allora per gli utenti, ed in particolare quelli non coperti dal segnale del digitale terrestre, si prefigurerebbe una sorta di interruzione del servizio pubblico. E visto che neanche sul satellite sarebbe possibile vedere i programmi, gli utenti sarebbero palesemente danneggiati non potendo più accedere a nessun canale della programmazione RAI. A questo punto, tra l’altro, si ritiene che non ci sarebbe alcuna ragione di dover continuare a pagare il canone alla televisione di Stato.

Digitale terrestre, il 14 ottobre switch off

TELEVISIONE S.Marco E. – A partire dal 14 ottobre 2009 i cittadini sammarchesi se vorranno vedere "Retequattro" dovranno essere in possesso del decoder. Infatti, il comune di San Marco Evangelista è uno dei 252 comuni campani (circa 4.800.000 abitanti) interessati alla prima fase del processo di transizione al digitale, con il passaggio alla nuova tecnologia di Rai Due e Retequattro (cd. switch over). Lo switch over ha lo scopo di abituare gradualmente la popolazione alla nuova tecnologia ed all'utilizzo del decoder, favorendone la penetrazione.

In provincia di Caserta sono 11 i comuni interessati allo switch-over per Retequattro: 1. Camigliano; 2. Pietramelara; 3. Pietravairano; 4. Raviscanina; 5. Riardo; 6. Roccaromana; 7. Rocchetta E Croce; 8. San Marco Evangelista; 9. Santa Maria A Vico; 10. Sant'angelo D'alife; 11. Vairano Patenora. I cittadini sammarchesi, però - a decorrere dal 10 settembre 2009 - se sono in regola con l'abbonamento alla RAI, se hanno un reddito pari o inferiore a € 10.000 e con un'età pari o superiore a 65 anni (da compiersi entro il 31.12.2009), potranno recarsi presso un rivenditore di televisori aderente all'iniziativa ed acquistare un decoder digitale interattivo con lo sconto di 50 euro che corrisponde al contributo statale. Per l'acquisto è sufficiente che i sammarchesi forniscano il loro codice fiscale al rivenditore che provvederà tramite accesso telematico a verificare il possesso dei requisiti (residenza, reddito, età, abbonamento Rai).

In caso positivo il rivenditore acquisirà copia di un documento di identità e provvederà ad effettuare uno sconto immediato di € 50 sul costo di un decoder accreditato. Comunque, per tutti i cittadini è sempre attivo un call center, al numero verde 800.022.000, che offre tutte le informazioni necessarie sul passaggio al digitale e, in particolare, ogni supporto nelle modalità di sintonizzazione dei decoder. Il numero verde è completamente gratuito e dal mese di settembre assicurerà un servizio ininterrotto per tutti i giorni della settimana, inclusa la domenica, dalle ore 8 alle ore 23. Inoltre, sul sito dedicato al passaggio al digitale www.decoder.comunicazioni.it, in aggiunta alle notizie relative ai decoder ammessi a contributo, il Ministero rende disponibile un elenco con i modelli di decoder e televisori digitali non oggetto di contributo statale, testati a cura del Ministero (presso i laboratori dell'Istituto Superiore CTI), rispondenti alle prescrizioni della normativa vigente in merito ai requisiti tecnici dei sintonizzatori digitali.

DTT:VDA;PROROGA ACCREDITAMENTO TECNICI ASSISTENZA SWITCH OFF

(ANSA) - AOSTA, 17 AGO - E' stato prorogato al 21 agosto il termine per l'accreditamento dei tecnici nell'ambito dell'iniziativa della Regione autonoma Valle d'Aosta, a supporto dei residenti, in vista del passaggio al digitale terrestre che coinvolgerà la Valle d'Aosta dal 14 al 23 settembre. Ad oggi hanno aderito 49 aziende. L'intervento del tecnico riguarderà l'installazione del decoder acquistato dal cittadino, la verifica del segnale, la sintonizzazione dei canali e l'istruzione all'uso, sia nel caso di apparecchi esterni sia nel caso di televisioni con decoder integrato. Per ogni intervento, da effettuare dal 18 agosto al 30 novembre, verrà riconosciuto ai professionisti accreditati l'importo di 50 euro. I tecnici che intendono aderire all'iniziativa possono ottenere l'accreditamento recandosi di persona (con documento di identità e codice fiscale/partita Iva) dal lunedì al venerdì (8.30-16.30) agli sportelli dell'amministrazione regionale di via Carrel 39 (stessi uffici della Carte Vallee). (ANSA).

Più 200% i set top box per il digitale terrestre

Una "bolla insostenibile", dicono gli analisti di inStat. Le previsioni di vendita per quest'anno sono infatti più modeste, seppure a 2 cifre a livello mondiale. Il boom è dipeso dallo switch-off dall'analogico al digitale degli Stati Uniti. Grandi aspettative per il nascente mercato dell'IPTV.

Ci sono differenti andamenti per il mercato dei set top box. Lo indicano alcune cifre prodotte da inStat.com. Per esempio gli STB per la ricezione delle trasmissioni satellitari ha visto una crescita del 6% nel 2008 grazie alle impennate a tre cifre dei mercati asiatici. Le previsioni, però, per il 2009 e 2010 restano per un mercato stabile.I STB per le comunicazioni via cavo, cresciuto nel 2008 dell'8% con quasi 45 milioni di pezzi, volgerà in negativo nel corso del 2009 a causa della maturità dei mercati in cui vengono utilizzati.C'è un mercato nascente ed è quello dei set top box per IPTV che è cresciuto del 55% lo scorso anno. Questa galoppata, però, non continuerà dicono gli analisti di inStat. Non stanno aumentando in modo significativo, infatti, gli operatori di telecomunicazione che si dànno alla distribuzione di IPTV e quindi le previsioni per questo e l'anno prossimo sono di incrementi moderati.I STB utilizzati per il digitale terrestre (DTT) che nel 2008 hanno registrato una sparata del 200% sull'anno precedente, un successo guidato dall'alta definizione telefisiva (HD-Tv) e dallo switch-off della televisione US dall'analogico al digitale, è una "bolla insostenibile", dicono da inStat.

La crescita tornerà a più modesti 23% nel 2009 e al 30% l'anno successivo.Il segmento dei Personal Video Recorder, che è tangente quello dei STB e che rappresentano una transizione verso l'Alta Definizione broadcasting digitale di cui sono uno dei driver tecnologici, ha visto vendite per 25 milioni di pezzi nel 2008 con un incremento del 14% sul 2007.Tra i protagonisti dei STB per la IPTV che guida le danze del mercato è Motorola, ma la sua quota di mercato 2008 è diminuita a seguito dell'ingresso di Cisco. Quest'anno i set top box per la ricezione dell'Alta Definizione da satellite toccherà il 18% del mercato in termini di unità vendute. Infine nel 2011 il giro d'affari per i STB destinati alla televisione digitale terrestre (DTT) per i costruttori di semiconduttori varrà 500 milioni di dollari.

Labirinto tv, il telespettatore paga la guerra di Rai e Mediaset a Sky

MILANO - Perché non si vede la partita? L'estate dello scontento televisivo vive di repliche infinite e di colpi di mano: che aprono interrogativi pesanti sull'immediato futuro, quando la gente tornerà dalle vacanze e sarà a casa. La domanda iniziale è risuonata l'altra sera. Se la sono posta quei telespettatori che da tempo sono abituati a guardarsi i canali principali (da Raiuno a Canale 5, da Raitre a La7, quelli in chiaro, insomma) attraverso il decoder di Sky. Un decoder che hanno in casa perché pagano regolare abbonamento per i canali di Murdoch, ma attraverso il quale è sempre stato più che comodo guardarsi Rai e Mediaset: primo perché basta accendere il decoder, secondo perché sono i primi che si trovano in lista, dal 101 in giù, terzo perché in digitale si vede meglio. Qualcuno nel tempo ha direttamente rinunciato all'antenna terrestre. Altri, in alcune zone, non ricevono il vecchio segnale terrestre-analogico e il decoder di Sky ha rappresentato la soluzione ottimale. Ma non finale. L'altra sera la Rai ha oscurato via satellite l'amichevole della Nazionale azzurra in Svizzera. Sabato aveva fatto lo stesso con Inter-Lazio trasmessa da Pechino. Il giorno dopo un noto allenatore di serie A è stato intervistato dalla Gazzetta e ha risposto: posso dirvi quello che mi è sembrato leggendo i giornali, perché sono nella casa al mare, qui c'è solo la parabola e la partita non si vedeva.


Questa tendenza compulsiva all'oscuramento nasce in casa Rai in piena guerra tra colossi: Rai e Mediaset hanno stretto un patto di ferro in chiave anti-Sky. Si sono fatti la loro piattaforma satellitare che si chiama Tivusat. Qui sta il primo inghippo: secondo il contratto di servizio, l'altra sera la Rai - che ha l'obbligo di trasmettere su tutte le piattaforme, satellite compreso - in teoria non poteva oscurare la partita. Ma come ha spiegato - in veste imprecisata, ma comprensibile ai più - il viceministro alle comunicazioni Paolo Romani in una lettera al Corriere della sera, quello non vuol mica dire che Rai deve trasmettere su Sky. Infatti in teoria l'altra sera la partita è andata anche sul satellite, appunto per Tivùsat. Il punto è che per ricevere Tivusat serve un apposito decoder che al momento è più introvabile di un Gronchi rosa: e che inoltre costa circa cento euro - particolare questo che viene stranamente fatto passare sotto traccia nelle dichiarazioni ufficiali. Il decoder in questione è nettamente alternativo a quello di Sky: lo si compra, a patto di trovarlo, e si vedono via satellite tutti i canali Rai e tutti quelli Mediaset, compresi quelli trasmessi solo in digitale terrestre. L'invito è chiaro: avete il vecchio decoder e guardavate lì soprattutto Rai e Mediaset? Mollatelo, ne abbiamo uno noi nuovo di zecca e senza pagare abbonamenti.

Tecnicamente, il nuovo decoder serve per assicurare la visione dei canali Rai e Mediaset anche nelle zone dove è difficile la ricezione del digitale terrestre, ossia del sistema destinato a soppiantare del tutto in pochi mesi il vecchio analogico. Qui stanno altri inghippi: prima di tutto si ammette che il digitale terrestre non è e non sarà mai ricevibile alla perfezione in tutte le zone di un paese piuttosto bizzarro dal punto di vista del territorio. Secondo, se qualcuno avesse avuto intenzione di abbonarsi a Sky perché in quel modo avrebbe visto "anche" i canali Rai e Mediaset, adesso ha un'alternativa molto conveniente a disposizione. Terzo, pare, si dice, che tutto sia l'anticamera per far sparire del tutto i canali Rai e Mediaset dal decoder di Sky (dove, nelle dichiarazioni più o meno ufficiali, si limitano a dire che la cosa gli farà più o meno il solletico: chissà). Ma attenzione, lo scenario non è indolore per nessuno: i canali Rai e Mediaset sono molto visti attraverso Sky e la pubblicità va di conseguenza (per dire, nella lettera Paolo Romani dichiara secco che non c'è contraddizione, i canali in chiaro di Rai e Mediaset possono stare benissimo sia sul decoder Sky che su quello nuovo Tivùsat).


E questo come atto finale di una guerra non dichiarata ma abbondantemente nelle cose e che fa accapponare la pelle a un paese molto attento ai conflitti di interesse (si scherza, eh): ovvero la santa alleanza Rai e Mediaset per arginare l'ascesa della pay tv di Murdoch, o quanto meno per infilare più spilloni possibili nelle possenti carni del colosso di derivazione australiana. Infine, pare, si dice, attraverso il nuovo decoder sat, un giorno la Rai - per ora unica assente - potrà sedersi anch'essa al banchetto della tv a pagamento. E qui siamo al nostro povero telespettatore, al momento perlopiù ignaro nonché sdraiato in spiaggia. L'oscuramento di Svizzera-Italia via sat può anche essere stato poca cosa (l'Auditel ha comunque registrato quattro milioni e settecentomila spettatori, con il 30% di share), ma il segnale è quello: a settembre, quando si torna a pieno regime, non ci sarà una zona del paese uguale a un'altra, e forse uno spettatore uguale a un altro. Ognuno dovrà fare i conti con quello che riesce a vedere nella propria zona, con i progressivi passaggi al digitale terrestre, e con quello che vuole vedere: nonché con ciò che gli sarà consentito guardare senza correre a comprarsi nuovi decoder, fare nuovi abbonamenti o rinnovarli alle varie pay-tv - a fine agosto il calendario del calcio propone già il derby di Milano, in contemporanea assoluta con il momento di massimo rientro dalle vacanze: ci sarà da divertirsi. I tre decoder in contemporanea (quello Sky, quello del digitale terrestre, quello nuovo Tivusat) in realtà non servono a nessuno, a meno di non essere particolarmente pazzi. Ma tecnicamente qualcuno che volesse avere davvero tutti i canali a disposizione potrebbe provarci.

Nella situazione migliore ci sono i telespettatori di poche pretese, che vogliono solo i canali in chiaro e abitano in zone fortunate dove la ricezione del digitale terrestre è perfetta - ma bisogna avere il decoder dtt o un tv di ultima generazione. All'altro capo ci sono gli spettatori che da anni guardano tutto attraverso il decoder di Sky, che dovranno trovare soluzioni di volta in volta o definitive. In mezzo, altre tipologie di consumo e propensioni, di zone già raggiunte dal digitale, di zone dove non si vedrà mai e così via, ognuno a trovarsi una soluzione, tutti fondamentalmente vittime del casino stellare che sembrerebbe una guerra evoluta e moderna tra grandi operatori tv e che nella realtà è una cosa piccola e confusa, che potrà andare a regime solo in tempi medio-lunghi.