lunedì 24 agosto 2009

Il digitale avanza: ecco vantaggi e svantaggi

Digitale terrestre: questa volta si fa sul serio dopo anni di proclami, sperimentazioni più o meno estese e polemiche politiche. La Tv ha deciso di diventare completamente digitale dal 12/12/2012 e indietro non si potrà più tornare. Nel nostro paese la digitalizzazione del settore è iniziata nel 1996, con il lancio della versione satellitare di Telepiù. La prima offerta era costituita da alcuni canali e da una bolletta mensile per famiglie molto abbienti.

Il successivo bouquet D+ offerto dalla gestione francese di Canal+, operativa in Italia con l'insegna Tele+, ha abbassato i prezzi e le difficoltà tecnologiche legate all'installazione dell'antenna parabolica e del decoder. È stata Mediaset, grazie anche a una serie di leggi per favorire la sperimentazione del Digitale terrestre, a tirare la volata al passaggio dall'analogico al digitale. Ma non solo: oggi si parla anche di Tv mobile con lo standard Dvb-H, e di Iptv con gli operatori Internet. Andiamo ad analizzare cosa occorre per affrontare il cosiddetto switch-off e guardare i programmi Dvb-T trasmessi via etere e non via satellite.

All'inizio è tutto ok
Non occorre cambiare televisore: il vecchio potrà essere usato ancora per anni, basta aggiungere un decoder esterno in grado di decifrare il segnale digitale e trasferirlo all'apparecchio. Per chi deve, invece, cambiare televisore, non ci sono alternative visto che già da diverso tempo la gran parte dei Tv color in commercio è provvista anche di un sintonizzatore digitale. La questione della ricezione, invece, apre una serie di discorsi legati alla qualità del segnale digitale.

Si sente spesso dire: «Con il digitale migliora la qualità dell'immagine e il segnale è più stabile». Tuttavia, mentre il segnale analogico degrada in modo continuo e, anche se fortemente disturbato, presenta comunque un contenuto almeno in parte comprensibile allo spettatore, il segnale digitale oltre una certa soglia di disturbo diventa indecifrabile e perde qualsiasi informazione. In parole povere: con la Tv analogica si riusciva a vedere anche in zone con un segnale debole e disturbato; con il Digitale terrestre non ci sono vie di mezzo. Ecco perché il passaggio è forzatamente lento: bisogna assicurare che il bacino di utenti televisivi analogici continui a vedere i canali televisivi con la nuova tecnologia.

Tanti vantaggi, qualche inconveniente
Quali sono, allora, i vantaggi del Digitale terrestre? Il miglioramento della frequenza di un singolo canale televisivo permette di trasmettere almeno quattro canali digitali al posto di uno analogico. Il Digitale terrestre, proprio perché sfrutta al 100% la banda di trasmissione disponibile, introduce nuovi standard per ricevere nuovi servizi interattivi. Una sorta di minicomputer a disposizione per rimanere aggiornati con le ultime notizie, informazioni sulla programmazione o veri e propri servizi di utilità sociale.

A ruota dei vantaggi del Digitale terrestre, però, arrivano subito quelli che possono essere vissuti come degli svantaggi rispetto al contesto analogico. Abbiamo già detto che per il normale spettatore è necessario acquistare dei nuovi apparecchi predisposti per la ricezione dei segnali digitali. Oltre che un costo, questo costituisce anche una difficoltà pratica per le persone che, come molti anziani, non hanno dimestichezza con la tecnologia: l'uso di una nuova televisione potrebbe richiedere un cambiamento di abitudini consolidate e l'uso di un decoder implica anche un telecomando in più. Oltre ai televisori, in generale qualunque apparecchio per la ricezione di canali televisivi, ad esempio videoregistratori per chi li usa ancora, e schede Tv per computer, deve disporre di un decoder esterno o essere sostituito.

Meglio controllare l'antenna di casa
In aggiunta ai decoder bisogna poi considerare i costi legati all'adeguamento di alcuni impianti d'antenna. Per i sistemi centralizzati si prevede la necessità di un intervento tecnico di adeguamento almeno nel 20/30% dei casi. Per venire incontro allo spettatore, lo Stato metterà in pratica degli incentivi per minimizzare, se non annullare, i costi del passaggio televisivo dall'analogico al digitale. Il tema che più preoccupa gli spettatori è quello legato all'impianto d'antenna per ricevere il Digitale terrestre senza problemi.

Il 70% delle installazioni già presenti in Italia dovrebbe, condizionale d'obbligo, essere in grado di ricevere i segnali, perché l'impianto è lo stesso usato in precedenza e quindi già presente in tutte le abitazioni. Alcune situazioni, particolarmente obsolete, potrebbero però richiedere una revisione. Le cose sono destinate a cambiare: se si amplifica uno scarso segnale analogico, si ottiene un segnale analogico accettabile, ma se si amplifica uno scarso segnale digitale non si ottiene nulla. In emergenza si può anche usare un'antenna portatile esclusivamente per il decoder del Digitale terrestre, ma sarebbe meglio fin d'ora programmare un controllo dell'impianto esistente, per capire come adeguarlo ai nuovi segnali digitali.

Rai contro Sky: il consumatore unica vittima della battaglia sul satellite?

La rottura fra la Tv pubblica e quella di Rupert Murdoch datata 30 luglio per il rinnovo del contratto di Raisat rischia di pesare solo sui consumatori. Gli abbonati di Sky, infatti, non possono più vedere i sei canali satellitari Rai con il decoder che trasmette i programmi a pagamento. I sei canali in questione sono finiti sul digitale terrestre e Sky può servire ai suoi clienti i programmi delle sole tre reti generaliste (RaiUno, RaiDue e RaiTre) pagando però l'aggravio di svariati "buchi" di palinsesto. Ma fa specie notare che nei primi 20 giorni di agosto sono stati ben 168 gli eventi criptati e oscurati ai decoder Sky - e quindi agli utenti della pay Tv satellitare - fra telefilm, cartoni animati e partite di calcio per i quali la Rai non aveva i diritti di trasmissione anche per l'estero. Domenica scorsa, 23 agosto per la prima volta è stato oscurato anche un Gran premio di Formula1, quello disputato a Valencia.
Le conseguenze? Per Viale Mazzini un punto in meno di share di audience medio per RaiTre (in prima serata) e RaiDue (al mattino) e una crescita di RaiUno fino al 2,9% in prima serata. Per Sky il botto di 5.986.295 di spettatori unici nella giornata di lunedì 10 agosto, con uno share medio del 10.6%, rispetto ai 2,6 milioni giornalieri medi del periodo 31 maggio – 27 giugno 2009. E per i telespettatori? Come si sarà comportato un cittadino sardo, piemontese o del Lazio – quelli interessati dallo switch over per intenderci - abituato a seguire su Sky una diretta di una partita di calcio trasmessa dalla Rai (l'esempio ultimo è quello dell'amichevole Svizzera-Italia) e improvvisamente impedito a farlo perché si è trovato di fronte lo schermo blu? Ha optato per uno dei canali della pay Tv satellitare, è passato (se nella condizione di farlo) al canale in chiaro del digitale terrestre o ha spento la Tv imprecando?
Quella descritta è però solo una delle tante situazioni spiacevoli a cui il consumatore utente può andare incontro e non solo alla luce del divorzio fra le due emittenti. Intervenuto di recente sul sito Internet specializzato Key4biz.it, Remigio del Grosso, Vice Presidente Consiglio Nazionale degli Utenti dell'Agcom (Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni) e Membro del Comitato Scientifico Rai, ha ricordato in proposito come gli abbonati che, abitando in zone non adeguatamente coperte, non hanno mai potuto vedere i canali "satellitari" del servizio pubblico pur dotandosi di un abbonamento supplementare a Sky, siano da tempo penalizzati. E non solo da una ventina di giorni. Perché, si chiede l'esponente dell'Agcom, non si è pensato a un'apposita smart card per quegli abbonati Rai (il 15% della popolazione) che in possesso di decoder e parabole satellitari (anche non Sky) erano e sono tutt'ora privati della visione di alcuni canali della Tv pubblica, senza obbligarli a spendere altri 99 euro per il nuovo decoder di Tivù Sat? Domanda più che lecita, tanto più che i canali di Raisat sono prodotti con i soldi pubblici e con la loro migrazione sul digitale terrestre la società di Viale Mazzini potrebbe generare in due o tre anni maggiori introiti pubblicitari sfruttando un bacino di utenza notevolmente superiore a quello assicurato da Sky, i cui abbonati sono al 99% anche utenti della Tv di Stato.
Il fatto che il consumatore rischi di essere l'unica vittima del litigioso balletto di cifre e palinsesti che ruota intorno al fenomeno della Tv digitale è assai probabile almeno per un altro paio di motivi. Coloro che, oltre ai programmi "pay" di Sky, desiderano ricevere sin da oggi i canali Raisat e i canali in chiaro Rai devono obbligatoriamente munirsi di decoder "zapper" per il digitale terrestre (a meno che non posseggano un televisore con ricevitore integrato) e confidare nel fatto che la zona in cui abitano sia coperta adeguatamente. Si parla di circa 30 euro ma quando la Rai partirà con i canali Sat in alta definizione servirà con ogni probabilità un altro decoder che non potrà costare meno di 100-150 euro. Ma quanti consumatori si pongono il dubbio o sono informati a dovere sulla questione? Pochi, sebbene ne siano alla fine i soggetti direttamente penalizzati.
Tornado alla guerra fra Rai e Sky l'abbonato di quest'ultima si deve sentire totalmente risarcito dal fatto che ha avuto da subito 10 nuovi canali a disposizione oppure può ragionevolmente lamentarsi perché nel resto d'Europa l'offerta satellitare è assai più ampia ed accessibile di quanto non succeda in Italia? E l'abbonato Rai può a pieno titolo sentirsi tutelato da una Rai sempre più impegnata a proteggere il lancio del digitale terrestre e della neonata Tivù Sat, sebbene il 13% dei suoi ascolti provenivano fino a ieri dall'emittente rivale?
In tema di decoder i rischi per il consumatore potrebbero rimanere solo sulla carta se prendesse realmente corpo - da parte di Sky in primis, che dal 2012 potrà operare anche sul digitale terrestre - il progetto del decoder "unico". Di uno scatolotto capace cioè di trasmettere in alta definizione sia i programmi satellitari della pay Tv di Murdoch che quelli diffusi dalla Rai attraverso Tivù Sat, per cui saranno disponibili nel 2010 le schede Cam da usare con qualsiasi decoder abilitato. Il tutto a portata di un solo telecomando, per la gioia del telespettatore seduto in poltrona. Che del braccio di ferro fra le due emittenti, e dei possibili quanto imprevisti disservizi ad esso legati, farebbe volentieri a meno.

COLPO GOBBO A SKY: AMICI, GF E XFACTOR SOLO SUL DIGITALE TERRESTRE

Un altro colpo gobbo messo a segno dalla premiata ditta Rai-Mediaset. Dalla prossima stagione, infatti, il padre o meglio il fratello grande di tutti i reality passerà in diretta esclusiva solo su Mediaset Premium, dopo la doppia diretta (Sky-Premium) degli anni passati e non sarà il solo. Per la prima volta, infatti, anche gli Amici della Sanguinaria scenderanno sulla terra per essere trasmessi dalla pay tv di Cologno e saranno accompagnati anche dall’altro talent concorrente, XFactor, che, quasi sicuramente, sceglierà solo la tv free Rai4.

L’ex SkyVivo perderà, quindi, dopo tante acquisizioni famose come Fiorello e Mike, due prodotti di punta che Mediaset offriva a Sky, naturalmente dietro adeguato compenso, seguiti da una media di quasi 100 mila ascoltatori. Da ottobre SkyUno non potrà trasmettere nè Amici 9 nè il Gf 10 (che durerà, in occasione del decennale, 5 mesi), completamente “dirottati” sulla piattaforma pay di Mediaset e quasi sicuramente trasmessi su Premium Extra, canale già usato negli anni scorsi per il Grande Fratello e che proprio in questi giorni sta trasmettendo il Tour estivo di Amici. Stesso discorso anche per la terza edizione del talent targato RaiDue. Dall’autunno, oltre alle strisce giornaliere su RaiDue, la vita dei ragazzi in cerca di successo musicale dovrebbe essere raccontata in esclusiva da Rai4, la tv ideata e diretta da Carlo Freccero e disponibile su Dtt e TivùSat, con le strisce giornaliere XFactor Extra mentre la fase di avvicinamento e selezione sarà raccontata, dal prossimo 15 settembre, dal martedì alla domenica da RaiSat Extra.

E Sky come risponde a quest’attacco? Iniziamo col dire che è ora in onda su SkyUno, Amici Più, con il racconto della vita post-talent dei ragazzi della scorsa edizione, mentre dall’autunno ritorneranno il Rischiatutto (Riskytutto) riveduto e corretto con il sempreverde Mike Bongiorno e, per la terza volta, Italia’s Next Top Model con nuove modelle e sempre la stessa conduttrice, Natasha Stefanenko. Un contrattacco del quale, per il momento, non c’è traccia e che non prevede ancora una risposta forta alle nuove “mancanze” del canale.