mercoledì 7 aprile 2010
Digitale terrestre: panorama audiovisivo europeo. I dati dei principali Paesi Ue
In Francia, il Gruppo Lagardère Active ha reso nota la cessione, al Gruppo Bolloré, del canale gratuito della TDT Virgin 17 per una cifra pari a circa 70 milioni di euro.
Presente fin dal lancio della TDT con la denominazione di Europe 2 TV, Virgin 17 è un canale musicale indirizzato principalmente alla fascia 15-34 anni. Secondo i dati rilasciati da Mediamétrie, nel 2009 il canale ha registrato nel 2009 un’audience share pari allo 0,7% sul totale universo TV e dell’1,7% presso le famiglie che accedono alla TV digitale esclusivamente tramite la TDT.
L’operazione tra Bolloré e Lagardère segue di pochi mesi quella che ha portato TF1 ad acquisire da AB Groupe il 100% di NT1 e l’80% di TMC, entrambi canali mini-generalisti della TDT.
Secondo gli ultimi dell’Autorità di regolamentazione CSA, alla fine del 2009 il 78,4% delle famiglie TV francesi era dotata di TV digitale su almeno un televisore (tutte le piattaforme considerate). Solo il 12,9% delle famiglie era totalmente dipendente dalla ricezione analogica terrestre. La TDT è presente a fine anno in circa 12,9 milioni di famiglie, pari al 48,3% del totale delle famiglie televisive.
Nei giorni scorsi è stato completato positivamente lo switch-off nella regione della Bassa Normandia, che ha coinvolto circa 1,5 milioni di abitanti. Alla mezzanotte dell’8 marzo sono state infatti interrotte le trasmissioni analogiche dai tre principali impianti della regione (Caen - Mont Pincon, Mortain - Grand Fontaine, Alencon d'Amain), riattivati la mattina seguente insieme agli altri 19 impianti coinvolti. La Bassa Normandia è la seconda regione a completare la transizione, dopo l’Alsazia (1,8 milioni di abitanti) il 2 febbraio scorso.
Le prossime regioni interessate saranno i Paesi della Loira (18 maggio) e la Bretagna (8 giugno). Già a fine 2009, la penetrazione della TV digitale (tutte le piattaforme) nelle due regioni si attestava all’81,7% e all’83,6% rispettivamente.
In Spagna, Sogecable (Grupo Prisa), che gestisce la piattaforma di Pay-TV satellitare spagnola DigitalPlus, starebbe valutando per settembre il lancio di un’offerta di Pay-TV su piattaforma TDT. Anche Mediapro, che già opera l’unico canale TDT a pagamento oggi presente (Gol TV), sta pensando di ampliare la propria offerta a pagamento nelle settimane successive allo switch-off.
Il 2 aprile s’è chiusa la terza e ultima fase del piano nazionale di transizione, che ha portato la Spagna ad essere interamente digitalizzata. Intanto, la penetrazione della TDT sul totale delle famiglie ha raggiunto alla fine di febbraio l’83,6%. Le vendite di ricevitori TDT hanno raggiunto nel mese di gennaio il record storico, con circa 1,6 milioni di pezzi venduti. Secondo alcune stime, nelle sole ultime due settimane prima dello switch-off potrebbero essere venduti circa 2 milioni di pezzi. L’audience share della TDT ha intanto raggiunto il 67,4% nella terza settimana del mese di marzo.
Nel Regno Unito, Freesat, la piattaforma satellitare gratuita complementare alla TDT operata in Joint Venture tra BBC e ITV, ha raggiunto 1 milione di utenti alla fine del 2009, ovvero a circa 18 mesi dal lancio.
Negli ultimi tre mesi dello scorso anno, le famiglie utenti di Freesat sono cresciute di circa 200 mila unità.
Secondo i dati riferiti dal management della piattaforma, il 40% circa degli utenti di Freesat è costituito da famiglie prima abbonate all’offerta di Pay-TV satellitare di BSkyB.
Five perde la licenza per un canale HD su TDT. L’Autorità britannica delle comunicazioni Ofcom ha stabilito di non riservare più a Channel Five (Gruppo RTL) la capacità trasmissiva riservata a un canale in Alta Definizione su TDT. Five, che si era aggiudicato in via provvisoria la relativa licenza a giugno 2009, non avrebbe infatti rispettato alcuni vincoli imposti da Ofcom, tra cui la comunicazione della data ufficiale del lancio e una bozza di palinsesto. Five intende comunque ricandidarsi il prossimo anno per l’assegnazione di un canale HD su TDT. La capacità prima riservata a Five HD è ora a disposizione di BBC.
lunedì 1 febbraio 2010
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giovedì 7 gennaio 2010
TV: DIGITALE TERRESTRE, 53,5 MILIONI PER CAMPAGNA 2010
ROMA
(ANSA) - ROMA, 4 GEN - Il Governo ha stanziato, per la comunicazione del passaggio al digitale terrestre nel 2010, un fondo di 53,5 milioni di euro. Di questi 12 milioni verranno destinati alle campagne di comunicazione delle emittenti televisive locali nelle aree di switch off; 8 milioni andranno alla Fondazione Bordoni per le attività di sostegno allo switch off; 7 milioni verranno destinati alle Poste per la gestione del call center; 7 milioni andranno alla comunicazione a mezzo stampa e i rimanenti 19,3 milioni saranno destinati ai contributi per l’acquisto dei decoder. Lo ha detto il viceministro per le comunicazioni Paolo Romani in occasione delle riunioni congiunte delle task force Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli Veneia Giulia, Emilia Romagna e Liguria e, successivamente, la riunione plenaria del Cnid, presiedute dallo stesso Romani. Secondo quanto spiega la newsletter Aeranti-Corallo, il coordinatore Marco Rossignoli, ha chiesto che i masterplan delle aree coinvolte nello switch off nel 2010 vengano predisposti con largo anticipo, al fine di consentire alle imprese interessate di effettuare tutte le modifiche tecniche necessarie per passare al digitale. Inoltre, stante la concomitanza delle elezioni regionali e dei mondiali di calcio nella prima parte del 2010, Rossignoli ha sottolineato l’opportunità che le operazioni di switch off abbiano inizio nella seconda metà dell’anno per tutte le aree tecniche interessate, minimizzando inoltre la durata dello switch over. Il Viceministro Romani ha valutato positiva-mente tali richieste e si è riservato di definire le date esatte degli switch off e degli switch over per il 2010 nella prossima riunione del CNID, che si terrà il 20 gennaio a Roma. (ANSA).
Tv digitale terrestre, il bilancio di un anno
Il processo di migrazione al digitale terrestre è in corso e con esso il passaggio alla televisione multicanale e tematica. Volenti o no, la rivoluzione annunciata diversi anni fa è arrivata e tempo tre anni – fine 2012, data ultima per completare lo spegnimento del segnale analogico - interesserà tutti gli italiani. Il bilancio del 2009, stando a quanto dicono istituzioni (soprattutto) e operatori, è in attivo ma le polemiche non sono certo mancate: per i problemi lamentati dagli utenti al momento dello switch off, per la guerra fra Sky e Mediaset, per l’oscuramento dei canali satellitari Rai sull’emittente di Rupert Murdoch, per la questione dei decoder (troppe le tipologie di ricevitori in offerta, spesso troppo complessi o scadenti, in attesa del ricevitore universale). L’anno che finisce, e questo è però indiscutibile, ha comunque rappresentato una svolta nel percorso di transizione al digitale terrestre del sistema televisivo italiano. A confermarlo sono i numeri: due famiglie italiane su tre (il 62%, per complessive 14 milioni di case e 36 milioni di persone) dispongono di un ricevitore Dt nella residenza principale, il 30% della popolazione è all digital (l’Italia è prima in Europa in questa classifica), si sono venduti oltre 2,7 milioni di decoder in un solo mese (ottobre 2009), il 25% di share dell’audience televisiva è ormai appannaggio (il dato di riferisce a novembre) dei canali del Dt e la quota della Tv analogica è al di sotto della soglia del 60%. Anche il numero, 990mila, di chiamate al numero verde del call center istituito dal Ministero dello Sviluppo Economico – Dipartimento per le Comunicazioni per richieste di informazioni e assistenza alla sintonizzazione di Tv e decoder danno l’idea di quanto la rivoluzione digitale abbia impattato sulla vita quotidiana di moltissimi cittadini italiani. Mettiamoci infine anche il fatto che gli abbonati a Sky, che al digitale terrestre guarda eccome (vedi il lancio della “chiavetta” per accedere ai canali del Dt direttamente dal decoder satellitare), sono circa cinque milioni e costituiscono circa il 15% degli utenti attivi ed ecco che il quadro di un Belpaese ormai votato al verbo della “nuova” televisione è praticamente completo.
Oltre 24 milioni di decoder venduti dal 2004
Nel bilancio di fine anno ci sono inoltre altri dati che meritano una riflessione. Per esempio quello che stima a circa 82mila i contributi statali di 50 euro erogati dal Dipartimento per le Comunicazioni alle fasce deboli per l’acquisto di un decoder interattivo attraverso i 949 rivenditori accreditati. Considerando l’enorme domanda degli scatolotti digitali - secondo gli ultimi dati elaborati da Makno a novembre si è arrivati a un parco installato di 20,7 milioni di unità – è facile intuire come solo una minoranza di consumatori (e 30mila di questi sono abitanti della Campania) abbia beneficiato del sussidio governativo. Tanto più che, mediamente, due terzi dei decoder acquistati sono esterni, mentre solo il 30% circa sono integrati nel televisore. Altro dato che induce a pensare a una “anormale” corsa all’acquisto è il numero totale di ricevitori Dt venduti dal febbraio 2004 a oggi: oltre 24 milioni, di cui poco meno del 60% esterni. Quanti di questi sono via via divenuti obsoleti in relazione ai cambiamenti intercorsi a livello di standard di trasmissione?
Il programma degli switch off 2010 e la “scommessa” Tivù Sat
Completata da settembre in avanti la completa transizione al digitale di Valle d’Aosta, Piemonte Occidentale, Trentino Alto Adige, Lazio e Campania, il piano di switch off interesserà nel nuovo anno Lombardia, Emilia Romagna, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Liguria e Piemonte orientale. Per tutte le regioni e aree rimanenti lo spegnimento definitivo del segnale analogico avverrà fra 2011 e 2012. Se tutto procederà come da programma il 70% della popolazione italiana, alla fine del dicembre prossimo, sarà raggiunta dalla Tv digitale terrestre. Molto dipenderà, osservano vari addetti ai lavori, da come la Rai riuscirà a garantire la copertura del segnale per i suoi 13 canali anche nelle aree impervie. La scommessa di Tivù Sat, la piattaforma satellitare gratuita (costo del decoder a parte) varata in agosto da viale Mazzini con Mediaset e La 7 per consentire a chi non riceve il segnale di vedere i canali in chiaro del digitale terrestre via satellite, al momento sembra essere stata vinta. Le smart card vendute a produttori di decoder e di televisori sono state circa 600mila e si stima che oltre mezzo milione di decoder certificati Tivù Sat siano stati portati sul mercato. Quanto al numero di effettive attivazioni, i portavoce della nuova società avevano diffuso a novembre dati secondo cui queste erano mediamente nell’ordine delle 1.000 al giorno: resta ora da vedere se il trend sarà confermato anche per i prossimi switch off, se la qualità del servizio è quella promessa e se – fattore non trascurabile – gli utenti non seguiranno strade alternative, Tv satellitare “free to air” in primis.
I problemi aperti, canali e frequenze
Sebbene il processo di digitalizzazione prosegue di buon ritmo, restano però aperte ancora alcune questioni spinose quali il sistema di numerazione dei canali, l’assegnazione delle frequenze, l’assistenza e l’informazione ai consumatori post switch off. Sulla prima pende l’istruttoria aperta lo scorso 19 novembre dall’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (Agcom), la seconda chiama in causa normative comunitarie: entrambe materie che sfuggono a milioni di utenti televisivi italiani. A questi interessa che il passaggio al digitale terrestre sia il più possibile indolore: per entrare nella dimensione della televisione a pagamento, interattiva e tematica c’è tempo. L’importante è non trovarsi dall’oggi al domani con lo schermo nero e la scritta “mancanza di segnale”.
Tv digitale, presto nuovo calendario: possibili rinvii al Nord
Nel 2009 quattro regioni (Valle d'Aosta, Piemonte Orientale, Lazio e Campania) e due province autonome (Trento e Bolzano), per un totale di 15,3 milioni di abitanti, sono entrate nell'universo della nuova tv, operazione che ha coinvolto 6.155 impianti di tv nazionali e locali. I possessori di decoder per il digitale terrestre hanno superato quelli con decoder per la tv satellitare e il Dtt ha raggiunto a novembre il 25% di share (secondo l'ultima Newsletter dell'associazione DGTVi).
Per le aree destinate a diventare 'all digital' nel 2010 le date di switch over (il 'traslocò di Raidue e Retequattro sul digitale) e switch off (lo stop definitivo all'analogico) saranno definite intorno al 20 gennaio dal Comitato nazionale Italia digitale (Cnid). Non si esclude che in Lombardia e Piemonte orientale il passaggio, che era stato previsto nel primo semestre dell'anno, slitti alla seconda metà, per evitare concomitanze con le Regionali di marzo: è possibile dunque che tutta l'area padana spenga contemporaneamente la tv analogica dopo le elezioni e i Mondiali del Sudafrica di giugno. A chiedere il rinvio sono state, in particolare, le emittenti locali, preoccupate per le eventuali difficoltà di visione ma anche per il carico eccessivo di spot informativi, tra Dtt e elezioni. Il governo, intanto, ha già stanziato 53,5 milioni per la campagna di comunicazione di quest'anno.
Altra partita aperta è quella per la procedura competitiva che assegnerà le cinque nuove reti nazionali del dividendo digitale (due delle quali accessibili anche a Rai, Mediaset e Telecom Italia Media, le altre tre riservate ai nuovi soggetti che vogliono entrare nel mercato tv). Le regole definite dall'Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni sono all'attenzione della Commissione europea: dopo l'ok di Bruxelles e il varo definitivo da parte dell'Agcom, sarà il ministero a emanare bando e disciplinare di gara.
Intanto le tv locali sono scese sul piede di guerra per il posizionamento sul nuovo telecomando digitale: temono infatti che il sistema di ordinamento automatico Lcn (logical channel numbering) le confini lontano dalla testa della classifica.
Un'intesa è stata raggiunta in seno all'associazione DGTVi, ma non piace a tutti gli operatori, compresi alcuni big: Sky Italia, in particolare, ha presentato un ricorso all'Autorità Antitrust. Sulla questione anche l'Agcom ha aperto un'istruttoria per verificare che l'intesa rispetti pluralismo e concorrenza.
lunedì 19 ottobre 2009
Arriva la rivoluzione HD di SKY
http://video.sky.it/videoportale/index.shtml?videoID=45321349001
L'ultima di Sky: il digitale terrestre sulla chiavetta usb
La nuova sfida Sky risponde così alla forte concorrenza del digitale e alla rinuncia alla piattaforma satellitare da parte della Rai e promuove la sua rivoluzione d’ottobre. Nella guerra delle offerte, il contrattacco della tv di Murdoch prevede anche una novità: la possibilità di abbonarsi ai pacchetti Sky Cinema, Sport e Calcio senza sottoscrivere tutti i cinque generi del pacchetto Mondo.
Sky Italia: 30 canali Hd nel 2010, lancia la Digital Key
ROMA (MF-DJ)--Nuovi canali ad alta definizione, nuovo listino prezzi per gli abbonati, la digital key per accedere al digitale terrestre. Sky Italia ha annunciato oggi una serie di novita' che rivoluzionano il mondo della televisione digitale, dando una nuova forte accelerazione alla diffusione dell'Alta Definizione in Italia.
Oggi, spiega una nota, gia' 1 milione di famiglie italiane vedono i 16 canali in Hd di Sky con il meglio di cinema, sport, intrattenimento, documentari nell'eccellente qualita' dell'alta definizione senza costi aggiuntivi rispetto al pacchetto prescelto. La pay-tv del gruppo News Corp prevede di raddoppiare l'offerta, portando il numero di canali Hd a 30 entro la fine del 2010.
Sky inoltre annuncia l'arrivo di un nuovo strumento che semplifichera' l'accesso a tutti i canali in chiaro presenti sulle principali piattaforme televisive, con un unico decoder e un solo telecomando. A partire dal 23 ottobre, grazie all'offerta "Sky, Tv Tutto Incluso" sia chi e' gia' abbonato sia chi intende abbonarsi a Sky, potra' entrare nel mondo dell'Alta Definizione in modo rivoluzionario. Infatti, con soli 50 euro di anticipo, sara' possibile acquistare un televisore Full Hd pagando le successive 36 rate mensili in abbinamento con la sottoscrizione di qualsiasi combinazione di pacchetti Sky.
Inoltre per dare l'opportunita' a sempre piu' abbonati di vedere film e sport in Hd, da oggi e' possibile accedere a questi pacchetti ad un prezzo piu' conveniente. Da oggi e' infatti possibile abbonarsi ai pacchetti Sky Cinema, Sport e Calcio senza sottoscrivere tutti i cinque generi del pacchetto Mondo.
A dicembre, infine, per consentire ai propri abbonati di completare il passaggio alla tv digitale accedendo anche ai canali gratuiti disponibili sul digitale terrestre, Sky lancera' la "Digital Key", una piccola penna Usb con funzione di sintonizzatore TV Digitale Terrestre che, collegata al decoder Sky Hd o My Sky Hd, consentira' di accedere a tutti i canali in chiaro disponibili sul digitale terrestre in un modo straordinariamente semplice ed economico. com/ren
Contro il digitale terrestre Sky sfodera l'arma letale
L'Usb costa più o meno quanto un comune zapper (una trentina di euro) e consentira' da subito a un milione di famiglie Sky (quelle che già hanno l'alta definizione ed entro il 2010 vedranno ben 30 canali) di guardare veramente tutto mandando in soffitta, ad esempio, i criptaggi della Formula Uno e della Nazionale di calcio.
Il numero di canali in Alta definizione (HD) intanto continua a crescere: saranno 30 entro la fine del 2010. La polemica è servita"Complimenti alla direzione generale! La notizia che da dicembre sarà possibile ricevere il digitale terrestre anche con il decoder Sky - premette il consigliere Rai Nino Rizzo Nervo - è la prova definitiva che la Rai, in un periodo di crisi del mercato e di conseguente difficoltà per i suoi bilanci, non rinnovando il contratto per Raisat ha gettato dalla finestra circa 60 milioni di euro l'anno e determinato rischi concreti per la continuità aziendale della società controllata. L'andamento dei nuovi abbonamenti Sky nelle aree gia' 'all digital' e la tenuta degli ascolti del gruppo Rai avevano già dimostrato l'infondatezza delle simulazioni di sviluppo del mercato che erano servite per definire opportuna e strategica la rottura del rapporto con Sky. Non consola ricordare che il sottoscritto insieme ad altri consiglieri aveva in cda ma anche pubblicamente criticato con fermezza questa scelta aziendale, così come era stata prevista l'apertura di una istruttoria da parte dell'AgCom. Ma il punto vero, oggi, è un altro - conclude Rizzo Nervo -. Adesso chi pagherà i danni?"
giovedì 8 ottobre 2009
ITALIA - CALENDARIO 2009 DI PASSAGGIO AL DIGITALE
Fonte: DGTVi | ||||||||||||||||||||||||
15 settembre 2008 Il Governo con un Decreto firmato dal Ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola, il 10 settembre scorso e presentato dal Sottosegretario con delega alle Comunicazioni, Paolo Romani, ha presentato il calendario per il passaggio definitivo dell’Italia alla televisione digitale terrestre. Il decreto prevede una transizione al digitale progressiva delle varie regioni italiane divise in 16 aree a partire dal secondo semestre del 2009 fino al secondo semestre del 2012. Rimangono fissate per il secondo semestre del 2008 e al primo semestre dell'anno in corso i passaggi gia' previsti nelle aree cosiddette all digital, Sardegna e Valle D'Aosta. Gia' nel secondo semestre del 2009 si vedra' la tv digitale terrestre nel Lazio, in Campania, in Trentino Alto Adige e in Piemonte. Via via si passera' al digitale nelle altre regioni fino alle ultime due, Sicilia e Calabria, dove la transizione avverra' alla fine del 2012. Un programma che già nei prossimi due anni intende coinvolgere oltre il 70% della popolazione italiana (saranno circa 14 i milioni di cittadini coinvolti nel 2009 e 23 nel 2010 per un totale di circa 35 milioni) portando l’Italia tra i Paesi più avanzati verso il traguardo europeo del 2012. Nella sezione Vedi scarica il Decreto Ministeriale, gli Allegati ( Allegato1- Tabella Aree, Allegato 2 - Calendario) e la Nota illustrativa. CALENDARIO NAZIONALE
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Digitale terrestre: switch off totale nel Lazio
Slitta lo switch off del digitale terrestre in Campania
Per il Lazio vi è già in corso una pianificazione di 55 frequenze: dal canale 01 al canale 11 in VHF e dal canale 21 al canale 68 in UHF; già stabilita la collocazione al canale 45 per l’emittente “Città del Vaticano”. I canal 69, 70 e 71, non saranno invece utilizzati dal digitale terrestre. Si avranno quindi 19 canali per il nazionale, più 5 del dividendo, più uno al DVBH. Quindi la RAI ha diritto a 5 frequenze e vi saranno solo 30 frequenze a disposizione delle emittenti locali. Ogni emittente deve attivare l’impianto DGTV entro sei mesi dalla data dello swith-off pena la revoca della concessione.
Il Ministero invierà alle emittenti delle regioni che ancora devono effettuare lo swith-off, attraverso una comunicazione, una bozza mastplan delle probabili frequenze definitive DGTV. I prossimi appuntamenti sono fissati per il 3 novembre a Milano “Forum radio Tv” e il 1° dicembre a Bologna “Aeranti corallo e radio tv srl”. Nella seconda parte della giornata di ieri, è stato presentato ilo prodotto “Wonder cube”, relatore dottor Alex Chasen , responsabile JVC. Tema, l’offerta riservata agli associati Aeranti corallo con pacchetti wonder cube bronze, silver e gold con formula di fitto agevolato.
Successivamente demo dei pacchetti in offerta con dimostrazioni live e proposte commerciali. Ore 16, chiusura lavori.
DIGITALE TERRESTRE: MSE, ENTRO VENERDI' IN TUTTO PIEMONTE OVEST
In quest'area l'intera operazione si chiudera' entro venerdi' 9. Lo segnala il ministero dello Sviluppo economico - Dipartimento per le Comunicazioni guidato dal viceministro Paolo Romani. La zona interessata in Piemonte dalla transizione e' stata suddivisa in 5 aree tecniche, l'ultima delle quali riguarda Torino e pianura torinese, Cuneo e pianura cuneese. Per il programma delle transizioni e' stato previsto un periodo di 16 giorni per consentire alle emittenti di effettuare gli interventi tecnici necessari su tutti gli impianti, riducendo in tempi brevi eventuali disagi per i cittadini. Ad oggi - dice la nota del dicastero - sono stati interessati dalla transizione circa 1.000 impianti di emittenti sia nazionali che locali, con il coinvolgimento di 330 comuni.
La regolarita' delle transizioni al digitale "e' costantemente verificata dai laboratori mobili del Ministero" e per la giornata di domani e' prevista la transizione in contemporanea del numero maggiore di comuni (499) e di popolazione (circa 3 milioni di abitanti), con il passaggio al digitale delle citta' di Torino e di Cuneo. In questa area avverra' il passaggio al digitale di 349 impianti di tutte le emittenti locali e nazionali operanti nel Piemonte Occidentale. Il call center del ministero (numero verde 800.022.000 attivo dal lunedi' al sabato dalle ore 8.00 alle 20.00) ha ricevuto nei giorni di switch off circa 7.500 chiamate da parte dei cittadini, riguardanti nella maggior parte dei casi richieste di informazioni sulla copertura del segnale e di supporto nella sintonizzazione dei decoder. L'andamento delle telefonate "testimonia l'assenza di problematiche particolari legate alla transizione alla tecnologia digitale". Il numero e' completamente gratuito e nelle giornate di domani e giovedi' 8 assicurera' il servizio dalle ore 8 alle ore 23, "al fine di assicurare la riuscita di una iniziativa senza precedenti in Italia per numero di abitanti coinvolti contemporaneamente".
Nella nota si ricorda che in questa fase di transizione "eventuali problemi di ricezione sono normalmente superabili tramite le opportune operazioni di sintonizzazione del decoder.
La sintonizzazione potra' ritenersi definitiva solo al termine della transizione nell'area tecnica di interesse".
lunedì 24 agosto 2009
Il digitale avanza: ecco vantaggi e svantaggi
Il successivo bouquet D+ offerto dalla gestione francese di Canal+, operativa in Italia con l'insegna Tele+, ha abbassato i prezzi e le difficoltà tecnologiche legate all'installazione dell'antenna parabolica e del decoder. È stata Mediaset, grazie anche a una serie di leggi per favorire la sperimentazione del Digitale terrestre, a tirare la volata al passaggio dall'analogico al digitale. Ma non solo: oggi si parla anche di Tv mobile con lo standard Dvb-H, e di Iptv con gli operatori Internet. Andiamo ad analizzare cosa occorre per affrontare il cosiddetto switch-off e guardare i programmi Dvb-T trasmessi via etere e non via satellite.
All'inizio è tutto ok
Non occorre cambiare televisore: il vecchio potrà essere usato ancora per anni, basta aggiungere un decoder esterno in grado di decifrare il segnale digitale e trasferirlo all'apparecchio. Per chi deve, invece, cambiare televisore, non ci sono alternative visto che già da diverso tempo la gran parte dei Tv color in commercio è provvista anche di un sintonizzatore digitale. La questione della ricezione, invece, apre una serie di discorsi legati alla qualità del segnale digitale.
Si sente spesso dire: «Con il digitale migliora la qualità dell'immagine e il segnale è più stabile». Tuttavia, mentre il segnale analogico degrada in modo continuo e, anche se fortemente disturbato, presenta comunque un contenuto almeno in parte comprensibile allo spettatore, il segnale digitale oltre una certa soglia di disturbo diventa indecifrabile e perde qualsiasi informazione. In parole povere: con la Tv analogica si riusciva a vedere anche in zone con un segnale debole e disturbato; con il Digitale terrestre non ci sono vie di mezzo. Ecco perché il passaggio è forzatamente lento: bisogna assicurare che il bacino di utenti televisivi analogici continui a vedere i canali televisivi con la nuova tecnologia.
Tanti vantaggi, qualche inconveniente
Quali sono, allora, i vantaggi del Digitale terrestre? Il miglioramento della frequenza di un singolo canale televisivo permette di trasmettere almeno quattro canali digitali al posto di uno analogico. Il Digitale terrestre, proprio perché sfrutta al 100% la banda di trasmissione disponibile, introduce nuovi standard per ricevere nuovi servizi interattivi. Una sorta di minicomputer a disposizione per rimanere aggiornati con le ultime notizie, informazioni sulla programmazione o veri e propri servizi di utilità sociale.
A ruota dei vantaggi del Digitale terrestre, però, arrivano subito quelli che possono essere vissuti come degli svantaggi rispetto al contesto analogico. Abbiamo già detto che per il normale spettatore è necessario acquistare dei nuovi apparecchi predisposti per la ricezione dei segnali digitali. Oltre che un costo, questo costituisce anche una difficoltà pratica per le persone che, come molti anziani, non hanno dimestichezza con la tecnologia: l'uso di una nuova televisione potrebbe richiedere un cambiamento di abitudini consolidate e l'uso di un decoder implica anche un telecomando in più. Oltre ai televisori, in generale qualunque apparecchio per la ricezione di canali televisivi, ad esempio videoregistratori per chi li usa ancora, e schede Tv per computer, deve disporre di un decoder esterno o essere sostituito.
Meglio controllare l'antenna di casa
In aggiunta ai decoder bisogna poi considerare i costi legati all'adeguamento di alcuni impianti d'antenna. Per i sistemi centralizzati si prevede la necessità di un intervento tecnico di adeguamento almeno nel 20/30% dei casi. Per venire incontro allo spettatore, lo Stato metterà in pratica degli incentivi per minimizzare, se non annullare, i costi del passaggio televisivo dall'analogico al digitale. Il tema che più preoccupa gli spettatori è quello legato all'impianto d'antenna per ricevere il Digitale terrestre senza problemi.
Il 70% delle installazioni già presenti in Italia dovrebbe, condizionale d'obbligo, essere in grado di ricevere i segnali, perché l'impianto è lo stesso usato in precedenza e quindi già presente in tutte le abitazioni. Alcune situazioni, particolarmente obsolete, potrebbero però richiedere una revisione. Le cose sono destinate a cambiare: se si amplifica uno scarso segnale analogico, si ottiene un segnale analogico accettabile, ma se si amplifica uno scarso segnale digitale non si ottiene nulla. In emergenza si può anche usare un'antenna portatile esclusivamente per il decoder del Digitale terrestre, ma sarebbe meglio fin d'ora programmare un controllo dell'impianto esistente, per capire come adeguarlo ai nuovi segnali digitali.
Rai contro Sky: il consumatore unica vittima della battaglia sul satellite?
Le conseguenze? Per Viale Mazzini un punto in meno di share di audience medio per RaiTre (in prima serata) e RaiDue (al mattino) e una crescita di RaiUno fino al 2,9% in prima serata. Per Sky il botto di 5.986.295 di spettatori unici nella giornata di lunedì 10 agosto, con uno share medio del 10.6%, rispetto ai 2,6 milioni giornalieri medi del periodo 31 maggio – 27 giugno 2009. E per i telespettatori? Come si sarà comportato un cittadino sardo, piemontese o del Lazio – quelli interessati dallo switch over per intenderci - abituato a seguire su Sky una diretta di una partita di calcio trasmessa dalla Rai (l'esempio ultimo è quello dell'amichevole Svizzera-Italia) e improvvisamente impedito a farlo perché si è trovato di fronte lo schermo blu? Ha optato per uno dei canali della pay Tv satellitare, è passato (se nella condizione di farlo) al canale in chiaro del digitale terrestre o ha spento la Tv imprecando?
Quella descritta è però solo una delle tante situazioni spiacevoli a cui il consumatore utente può andare incontro e non solo alla luce del divorzio fra le due emittenti. Intervenuto di recente sul sito Internet specializzato Key4biz.it, Remigio del Grosso, Vice Presidente Consiglio Nazionale degli Utenti dell'Agcom (Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni) e Membro del Comitato Scientifico Rai, ha ricordato in proposito come gli abbonati che, abitando in zone non adeguatamente coperte, non hanno mai potuto vedere i canali "satellitari" del servizio pubblico pur dotandosi di un abbonamento supplementare a Sky, siano da tempo penalizzati. E non solo da una ventina di giorni. Perché, si chiede l'esponente dell'Agcom, non si è pensato a un'apposita smart card per quegli abbonati Rai (il 15% della popolazione) che in possesso di decoder e parabole satellitari (anche non Sky) erano e sono tutt'ora privati della visione di alcuni canali della Tv pubblica, senza obbligarli a spendere altri 99 euro per il nuovo decoder di Tivù Sat? Domanda più che lecita, tanto più che i canali di Raisat sono prodotti con i soldi pubblici e con la loro migrazione sul digitale terrestre la società di Viale Mazzini potrebbe generare in due o tre anni maggiori introiti pubblicitari sfruttando un bacino di utenza notevolmente superiore a quello assicurato da Sky, i cui abbonati sono al 99% anche utenti della Tv di Stato.
Il fatto che il consumatore rischi di essere l'unica vittima del litigioso balletto di cifre e palinsesti che ruota intorno al fenomeno della Tv digitale è assai probabile almeno per un altro paio di motivi. Coloro che, oltre ai programmi "pay" di Sky, desiderano ricevere sin da oggi i canali Raisat e i canali in chiaro Rai devono obbligatoriamente munirsi di decoder "zapper" per il digitale terrestre (a meno che non posseggano un televisore con ricevitore integrato) e confidare nel fatto che la zona in cui abitano sia coperta adeguatamente. Si parla di circa 30 euro ma quando la Rai partirà con i canali Sat in alta definizione servirà con ogni probabilità un altro decoder che non potrà costare meno di 100-150 euro. Ma quanti consumatori si pongono il dubbio o sono informati a dovere sulla questione? Pochi, sebbene ne siano alla fine i soggetti direttamente penalizzati.
Tornado alla guerra fra Rai e Sky l'abbonato di quest'ultima si deve sentire totalmente risarcito dal fatto che ha avuto da subito 10 nuovi canali a disposizione oppure può ragionevolmente lamentarsi perché nel resto d'Europa l'offerta satellitare è assai più ampia ed accessibile di quanto non succeda in Italia? E l'abbonato Rai può a pieno titolo sentirsi tutelato da una Rai sempre più impegnata a proteggere il lancio del digitale terrestre e della neonata Tivù Sat, sebbene il 13% dei suoi ascolti provenivano fino a ieri dall'emittente rivale?
In tema di decoder i rischi per il consumatore potrebbero rimanere solo sulla carta se prendesse realmente corpo - da parte di Sky in primis, che dal 2012 potrà operare anche sul digitale terrestre - il progetto del decoder "unico". Di uno scatolotto capace cioè di trasmettere in alta definizione sia i programmi satellitari della pay Tv di Murdoch che quelli diffusi dalla Rai attraverso Tivù Sat, per cui saranno disponibili nel 2010 le schede Cam da usare con qualsiasi decoder abilitato. Il tutto a portata di un solo telecomando, per la gioia del telespettatore seduto in poltrona. Che del braccio di ferro fra le due emittenti, e dei possibili quanto imprevisti disservizi ad esso legati, farebbe volentieri a meno.
COLPO GOBBO A SKY: AMICI, GF E XFACTOR SOLO SUL DIGITALE TERRESTRE
L’ex SkyVivo perderà, quindi, dopo tante acquisizioni famose come Fiorello e Mike, due prodotti di punta che Mediaset offriva a Sky, naturalmente dietro adeguato compenso, seguiti da una media di quasi 100 mila ascoltatori. Da ottobre SkyUno non potrà trasmettere nè Amici 9 nè il Gf 10 (che durerà, in occasione del decennale, 5 mesi), completamente “dirottati” sulla piattaforma pay di Mediaset e quasi sicuramente trasmessi su Premium Extra, canale già usato negli anni scorsi per il Grande Fratello e che proprio in questi giorni sta trasmettendo il Tour estivo di Amici. Stesso discorso anche per la terza edizione del talent targato RaiDue. Dall’autunno, oltre alle strisce giornaliere su RaiDue, la vita dei ragazzi in cerca di successo musicale dovrebbe essere raccontata in esclusiva da Rai4, la tv ideata e diretta da Carlo Freccero e disponibile su Dtt e TivùSat, con le strisce giornaliere XFactor Extra mentre la fase di avvicinamento e selezione sarà raccontata, dal prossimo 15 settembre, dal martedì alla domenica da RaiSat Extra.
E Sky come risponde a quest’attacco? Iniziamo col dire che è ora in onda su SkyUno, Amici Più, con il racconto della vita post-talent dei ragazzi della scorsa edizione, mentre dall’autunno ritorneranno il Rischiatutto (Riskytutto) riveduto e corretto con il sempreverde Mike Bongiorno e, per la terza volta, Italia’s Next Top Model con nuove modelle e sempre la stessa conduttrice, Natasha Stefanenko. Un contrattacco del quale, per il momento, non c’è traccia e che non prevede ancora una risposta forta alle nuove “mancanze” del canale.
lunedì 17 agosto 2009
Il WiMAX 4G procede negli USA
Las Vegas è solo l’ultima città che Clearwire ha coperto con connettività 4G, nei piani dell’azienda, infatti, c’è la copertura delle più grandi aree metropolitane statunitensi. Da ieri, intanto, 1.7 milioni di persone, residenti nella città dei casinò, hanno avuto accesso ad un servizio WiMAX ad alta velocità e, per la fine del prossimo anno, i progetti prevedono di portare tali connessioni in altre 80 metropoli.A partire dal primo di agosto Clearwire offrirà un dongle USB Dual Mode che permetterà agli utenti di sfruttare al massimo la velocità della nuova rete 4G, il dongle sarà compatibile soltanto con i PC, gli utenti Mac dovranno aspettare fino al 17 del prossimo mese.

