venerdì 28 novembre 2008

Serbia launches DTT channel

As part of the celebrations of its 50th anniversary, the Serbian public broadcaster RTS has launched its first specialised digital terrestrial television channel.

Dedicated to culture and art, RTS Digital is on the air 24 hours a day and has an emphasis on classical music, jazz, ballet and opera. The schedule will also include documentaries, movies and educational programmes on how to enjoy art works.

According to Tatjana Citic, responsible for RTS’s digital programme unit, the new channel is on Telekom Srbija’s IPTV service, as well in the basic package of many Serbian cable operators. No DTH carriage deals have been signed so far.

On the basis of the agreement signed with the ITU, the latest date by when Serbia has to completely switch to digital terrestrial is 17 June 17, 2015. However Citic says that RTS is aiming for ASO at the end of 2011.

In accordance with the above mentioned obligation, RTS has for some time been broadcasting a digital multiplex on UHF channel 27 (location Avala) and channel 32 (location Iriski Venac), which can be received in Belgrade, Novi Sad and surrounding areas. The multiplex re-transmits the RTS 1, RTS 2 and TV Avala terrestrial TV channels.

Se Telecom Italia e Wind acquistassero 3 Italia

Il possibile acquisto di 3 Italia è una voce che gira nelle telecomunicazioni italiane da qualche tempo. Si è molto speculato su chi potessero essere gli acquirenti, ma le voci, per molto tempo, sono rimaste solo voci. In questi giorni, ne arrivano altre che parlano di un interessamento di TIM e Wind in 3 Italia.

Ma cosa offre 3 Italia per essere così appetitosa?
3 Italia è l’operatore storico della terza generazione di telefonia cellulare in Italia. Certamente offre una cospicua base di utenti di terza generazione ed una straordinaria esperienza nelle rete mobili ad alta velocità. Negli ultimi anni, 3 Italia ha anche agito con grande dinamismo nell’area del mobile Internet e dei contenuti. Un esempio su tutti è la soluzione di mobile TV basata su rete DVB-H lanciata nel 2006 che ha trasformato 3 Italia nell’unico caso di vero successo di mobile TV in Europa. La soluzione di 3 Italia è oggi disponibile con un modello di business basato su pubblicità.

3 Italia ha anche studi di produzione televisiva specificatamente per la programmazione su dispositivi mobili. Concludendo, 3 Italia offre innovazione ed esperienza nella terza generazione (ed oltre) ed in contenuti avanzati per cellulari.

Quindi cosa ne guadagnerebbero Wind e TIM?
Nel caso di TIM, significherebbe un ennesimo rafforzamento della posizione di leader di mercato. Ma ancora di più valore sarebbe il contributo in termini tecnologici e di contenuti in aree critiche come mobile broadband, contenuti, copertura ed efficienza della rete di terza generazione.
Nel caso di Wind, significherebbe un rafforzamento della posizione di mercato portandosi vicinissimo ai due principali operatori. Ma anche nel caso di Wind, l’acquisizione darebbe un grande impulso all’esistente offerta di contenuti avanzati.

Ed allora chi comprerà?
Per Wind e TIM, è una occasione ghiotta per rafforzare la posizione di mercato. Ma, dato i tempi, l’investimento potrebbe essere proibitivo. Per azzardare una scelta aspettiamo che le voci diventino qualcosa di più consistente.

Mediaset, nuova offerta digitale per il 2009

Un nuovo ambiente web che ospita programmi di Canale 5, Italia 1 e Retequattro, trasformati in clip per essere ideali alla fruizione online. Una navigazione intuitiva tra varie sezioni, tra cui l’attualità, le trasmissioni preferite, le news del giorno, le serie più seguite, i contenuti inediti, le anteprime televisive e altro. Tutto questo è il nuovo Mediaset Video, online all’indirizzo www.video.mediaset.it. «Il video player costituisce uno degli asset di rilievo all’interno del bouquet di Mediaset.it – spiega a DailyNet Yves Confalonieri, direttore di Rti Interactive Media e vice presidente Digitalia’08 -. L’offerta dei video online è strutturata con una parte dedicata all’intrattenimento e una rivolta all’informazione. Propone il meglio del palinsesto televisivo online, consentendo all’utente di vedere ciò che si è perso il giorno prima in tv. I video che raccontano i momenti più divertenti e appassionanti della tv del giorno precedente, l’informazione puntuale e aggiornata, le edizioni di Tg5, Studio Aperto, Tg4 e TgCom pubblicate online entro 30’ dall’emissione televisiva. Oltre all’offerta quotidiana, Mediaset Video offre anche un archivio storico sempre accessibile dall’utente con 60.000 videoclip in costante implementazione».

Dopo la fase beta, quando sarà online il vero volto del sito?
Il nuovo Mediaset Video è stato messo online durante lo scorso fine settimana per testarne tutte le applicazioni e, come di consueto, ha passato una prima fase di verifica. Oggi si può considerare online a tutti gli effetti, benché si preveda un’implementazione dei contenuti e delle applicazioni da adesso fino a gennaio prossimo.

Che tipo di progetti saranno messi a disposizione degli inserzionisti?
Sempre più improntato sulla natura di portale “videocentrico”, Mediaset.it ha voluto aggiornarsi per apportare maggiore qualità, anche rispetto all’emissione del segnale, oltre a offrire al mercato un nuovo veicolo di promozione pubblicitaria che non prevedesse il solito banner, ma che permettesse al cliente forme di “super customizzazione”, utili a comunicare in modo sempre più innovativo e incisivo. Una vera innovazione pubblicitaria che garantisce massima visibilità sia al video sia allo sponsor. L’esempio di Nokia, che si può già vedere online su www.video.mediaset.it, ne è un chiaro segnale, ma non mancheranno altre forme di comunicazione pre-roll e, a partire da gennaio, anche nuove formule pubblicitarie che saranno contenute all’interno dei video stessi.

Video Mediaset è solo l’ultimo esempio di progetto digitale della società. Ci saranno altre novità in tal senso, che confermano la fiducia di Mediaset nel mezzo internet?
È previsto per fine mese il restyling di Sportmediaset.it, il sito internet della testata sportiva Mediaset che offre testimonianze dei protagonisti, dietro le quinte con commenti, aggiornamenti, esclusive, curiosità. Anche qui i video sono alla base dell’informazione che garantisce notizie in tempo reale, contenuti speciali per il web e i commenti delle più prestigiose firme della redazione. SportMediaset è un prodotto che ci ha dato grandi soddisfazione in termine di risultati e nel quale continuiamo a credere fortemente. A giorni sarà online con una nuova grafica, ancora più chiara e leggibile e completamente integrata con il nuovo video player. Nel primo trimestre del 2009, inoltre, ci saranno grandi novità riguardanti un restyling profondo di tutta l’offerta internet Mediaset.it.


Daily Online

MESSINA: INTERNET SENZA FILI IN CITTA'. COMUNE PRESENTA LA RETE WI-MAX

(ASCA-NORMANNO) - Messina, 27 nov - A Messina si potra' avere il collegamento alla rete e navigare su Internet ad alta velocita', anche in mobilita'. Domani il sindaco Giuseppe Buzzanca e l'assessore alle politiche di e-government, Carmelo Santalco, presenteranno l'intesa per la realizzazione di un sistema di telecomunicazione cittadino con la tecnologia Wi-Max, che consente l'interconnessione alla rete su grandi superfici facendo a meno dei collegamenti con fili o cavi. L'accordo sara' firmato tra il Comune di Messina e la societa' Linkem Spa, societa' italiana di telecomunicazioni, che si e' aggiudicata la licenza del Wi-Max in 13 Regioni italiane, tra cui la Sicilia, partecipando alla gara indetta dal Ministero delle Comunicazioni, e completata a marzo scorso. L'amministrazione comunale con l'intesa per la realizzazione della rete Wi-Max, che sara' totalmente finanziata da Linkem, dotera' la citta' con un moderno sistema infrastrutturale di telecomunicazioni radio.

Tlc: Romani, tra "un paio di mesi" l'asta frequenze Ipse

Per quanto riguarda la banda larga tra un mese la task force di Caio concluderà i lavori
(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 17 nov -L'asta per la riassegnazione delle frequenze a 900 Megahertz di Ipse, l'operatore Umts mai decollato, avverra' "tra un paio di mesi".

Lo ha indicato il sottosegretario alle Comunicazioni, Paolo Romani, tracciando il calendario di alcuni dei prossimi impegni del Governo in tema di tlc. Ripetutamente slittata, l'asta di Ipse è da tempo uno delle opportunità piu' attese dagli operatori per ampliare la propria capacità trasmissiva, soprattutto a fronte di una crescente domanda di servizi dati mobili.

Nessuna indicazione, da parte di Romani, su quanto il Governo conta di incassare: "ovviamente, il più possibile", ha detto precisando di non poter indicare cifre in questa fase. In calendario, ha poi ricordato Romani, anche i lavori della la task-force sulla banda larga coordinata da Francesco Caio, il cui progetto, dopo una fase preliminare la cui conclusione è prevista in circa un mese, comporterà altri tre mesi di lavoro

Tv, lo spettatore digitale va in regia

Addio all'analogico, cambia il consumo Da aprile spariranno i vecchi televisori

E' cominciata senza intoppi la rivoluzione della televisione in Italia. Il passaggio dalla trasmissione analogica a quella digitale è diventato realtà in Sardegna, prima tappa del cosiddetto switch off, cioè lo spegnimento del segnale analogico — il modo in cui i canali entrano in casa nostra da quando è nata la Tv — e il passaggio all'era digitale. Dal primo novembre sull'isola si sono spenti i ripetitori della vecchia tecnologia e tutte le televisioni trasmettono soltanto in quella nuova, più moderna ed efficiente. Oltre 640 mila famiglie sono entrate definitivamente nell'ambiente televisivo all digital, tutto digitale.
Il calendario dello «switch off»
Lo switch off è previsto da una normativa europea e deve avvenire in tutti i Paesi dell'Unione entro il 12 dicembre 2012. La rivoluzione della Tv è destinata a toccare tutta l'Italia, secondo un calendario prefissato. La prossima regione a spegnersi sarà a metà maggio del 2009 la Valle d'Aosta, poi sarà il turno del Piemonte occidentale a partire dal 13 luglio. Le province di Trento e Bolzano si spegneranno completamente il 15 ottobre. A seguire, sempre l'anno prossimo, Lazio e Campania, il Piemonte orientale e la Lombardia (primo semestre 2010), l'Emilia Romagna, il Veneto, il Friuli Venezia Giulia e la Liguria (secondo semestre 2010), fino al traguardo del 70% della popolazione italiana digitalizzata nel 2010. Una data che potrebbe essere anticipata: «Se tutto andrà bene — spiega Paolo Romani, sottosegretario del ministero dello Sviluppo economico con delega alle Comunicazioni — nulla toglie che si possa anticipare la transizione alla nuova tecnologia anche per l'altro 30% della popolazione».
Ma perché si cambia? Perché la nuova tecnologia è più efficiente. Il digitale è una tendenza comune a tutti gli apparecchi elettronici: computer, telefoni cellulari, cd. Soltanto la televisione è ferma alla tecnologia analogica. Grazie alla Tv digitale terrestre — in sigla Dtt ( digital terrestrian television) — si può vedere una maggiore quantità di programmi disponibili, perché sulla medesima frequenza possono viaggiare cinque canali e non soltanto uno. Tutti i sardi sono passati da un'offerta televisiva analogica di 26 canali (10 nazionali e 16 locali) a una nuova offerta digitale gratuita di 59 canali (29 nazionali e 30 locali). La qualità dell'immagine e del suono è migliore. Si hanno poi più possibilità di utilizzo: è possibile vedere sia la versione in lingua originale di un film sia quella doppiata con sottotitoli in diverse lingue e, attraverso un canale di ritorno (come una linea telefonica), si può interagire con la trasmissione.
La tecnologia cambia, l'apparecchio televisivo no. Per ricevere il segnale digitale e quindi poter ancora guardare la Tv dopo lo spegnimento del segnale analogico serve soltanto avere il decoder o set top box, un'apparecchiatura da collegare al televisore. Non bisogna installare alcuna parabola, bastano le antenne tradizionali con cui abbiamo sempre ricevuto le Tv nazionali e le Tv locali. Per comperare il decoder (soltanto il modello interattivo), il governo dà un incentivo pari a 50 euro destinato alle famiglie che hanno un reddito annuo inferiore ai 15 mila euro e sono in regola con il pagamento del canone. Da alcuni mesi esistono anche televisori con sintonizzatore digitale integrato, che funzionano senza decoder. Una legge dello Stato impone dal prossimo aprile 2009 la vendita in Italia esclusivamente di televisori con sintonizzatore digitale integrato.
Il mercato che cambia
Oltre a moltiplicare l'offerta, il passaggio al digitale crea anche la possibilità per l'ingresso di nuovi operatori nel mercato: si liberano nuove frequenze e su una frequenza digitale passano cinque canali. In Sardegna, si è creato un dividendo digitale di due frequenze, che saranno assegnate in futuro secondo un bando di gara studiato in accordo tra il ministero e l'Autorità garante per le Comunicazioni. Secondo Paolo Romani, il sistema radiotelevisivo italiano si aprirà, mettendo fine al duopolio Rai-Mediaset: «La televisione italiana, dopo una sorta di guerra dei trent'anni sul livello di pluralismo e del numero dei soggetti operanti, intraprende una nuova strada». Ma non tutti sono d'accordo. Secondo l'associazione Altroconsumo «nel passaggio dall'analogico al digitale saranno privilegiati i soggetti in posizione già dominante. Il duopolio si riprodurrà anche nel nuovo contesto e si ripeteranno gli effetti distorsivi e anticoncorrenziali che impediranno a nuovi soggetti di intervenire, sia sul mercato televisivo che su quello, nuovo, dei servizi a valore aggiunto possibili con le frequenze digitali». Altroconsumo ha presentato un esposto alla direzione generale della Concorrenza della Commissione europea per chiedere un intervento sulla questione. Il commissario Neelie Kroes ha fatto sapere che l'assegnazione delle frequenze digitali dovrà avvenire in base a un sistema «equilibrato e trasparente », altrimenti la Commissione europea andrà avanti con la procedura d'infrazione già aperta fin dal luglio 2006 sulla legge Gasparri.

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Rai DDT del 10-10-2008

A partire dal prossimo 15 ottobre in Sardegna si avvia lo spegnimento della trasmissione analogica del segnale televisivo e l’accensione della trasmissione in digitale terrestre.

Dal 1° novembre 2008, la Sardegna sarà la prima regione europea ad adottare integralmente il nuovo standard televisivo digitale.

Le attività tecniche di “switch off” possono essere raggruppate in 4 macro aree e saranno svolte nel giro di qualche giorno; le macro aree sono:

Macro area 1:
Ogliastra / Sarrabus dal 15 al 16 /10;
(N. B: Il 15 ottobre saranno coinvolti anche i comuni del Cagliaritano, Sulcis Iglesiente e Medio Campidano con la conversione al digitale della rete analogica RAI Uno)

Macro area 2:
Cagliaritano / Medio Campidano / Sulcis Iglesiente dal 17 al 20 /10;

Macro area 3:
Oristianese / Nuorese dal 21 al 24 /10;

Macro area 4:
Sassarese / Gallura dal 27 al 31 /10.

Il dettaglio dei comuni coinvolti nelle giornate previste è disponibile sul sito www.decoder.comunicazioni.it alla voce “Elenco comuni”.

E’ inoltre attivo il numero verde 800 022 000 da lunedì al sabato escluso i giorni festivi, dalle ore 8.00 alle ore 20.00 in grado di fornire tutte le indicazioni necessarie ad orientare i consumatori, gli installatori, i rivenditori, i produttori di elettronica di consumo.
Il segnale televisivo digitale può essere ricevuto attraverso un decoder il cui utilizzo consentirà, oltre ad una migliore qualità di ricezione audio e video, di vedere i canali gratuiti, i contenuti a pagamento e i sevizi interattivi.
Gli abbonati Rai, residenti in Sardegna e che non ne abbiano ancora usufruito, possono ottenere di un buono acquisto del valore di 50 euro messo a disposizione dal Ministero delle Comunicazioni per l’acquisto di un decoder digitale, tra quelli ammessi al contributo, spendibile presso i rivenditori che aderiscono all’iniziativa.

A partire dal prossimo 15 ottobre in Sardegna si avvia lo spegnimento della trasmissione analogica del segnale televisivo e l’accensione della trasmissione in digitale 15 ottobre terrestre.Dal 1° novembre 2008, la Sardegna sarà la prima regione europea ad adottare integralmente il nuovo standard televisivo digitale.
Per il dettaglio del comunicato clicca qui.

Calendario di switchoff, clicca sulle date per vedere i comuni coinvolti. 15 ottobre , 16 ottobre , 17 ottobre , 18 ottobre , 19 ottobre , 20 ottobre , 21 ottobre , 22 ottobre , 23 ottobre , 24 ottobre , 27 ottobre , 28 ottobre , 29 ottobre , 30 ottobre , 31 ottobre

mercoledì 26 novembre 2008

Fininvest: entra con quota del 3% in Tv Premiere

Finivest entra nella pay tv tedesca Premiere, controllata dalla Newscorp di Rupert Murdoch.


La societa' guidata da Marina Berlusconi ha superato la soglia rilevante del 3% del capitale di Premiere Ag e dal 13 novembre ha in mano il 3,134%. Una posizione - spiegano fonti vicine all'operazione - "costruita negli ultimi dodici mesi in un'ottica di diversificazione".

Nati Digitali - Tendenze di una generazione senza avi

28 Novembre 2008
Accademia Nazionale dei Lincei
Via della Lungara, 230 - Roma (Ingresso anche da Lungotevere della Farnesina, 10)


Pdf: Programma del convegno

Per partecipare al seminario, si prega di compilare il modulo di registrazione.


La Fondazione Ugo Bordoni e l'Osservatorio Tuttimedia organizzano congiuntamente un convegno per il compimento dei Venticinque Anni della rivista Media Duemila e dei sei anni di presenza, in ogni suo numero, dell'inserto 'Quaderni Telèma' curato dalla Fondazione.

All'originale intento della manifestazione, ideata alcuni mesi or sono, si è aggiunta fortissima, a seguito dei fatti recenti, l'esigenza di ricordare degnamente Giovanni Giovannini, fondatore di Media Duemila. Uomo illuminato e illuminante, che seguendo la sua curiosità per le trasformazioni del mondo, soprattutto in ambito digitale, su questo tema ha aggregato le menti più avanzate, non solo italiane, per diffondere la conoscenza sull’innovazione.

Il 28 novembre all’Accademia dei Lincei si discuterà di Nati Digitali, ossia delle tendenze cognitive, culturali e ricreative di una generazione "senza avi", trovatasi - per la prima volta nella storia - a utilizzare tecnologie totalmente ignote a genitori e nonni. Si farà il punto, altresì, sulle sfide e opportunità che i Nati Digitali pongono all'innovazione dei processi culturali e produttivi della società.

MediasetPremium Fino 31/12 puoi chiedere il rimborso/trasferimento del credito

Secondo quanto stabilito dalla legge 40/2007 (c.d. "Legge Bersani") e la successiva delibera 58/08/CONS dell'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGcom), dal 1 luglio 2008 i clienti Mediaset Premium, con tessera scaduta il 30 giugno 2008, possono richiedere il trasferimento del credito residuo su un'altra tessera oppure la restituzione del credito residuo accumulato e non fruito in denaro.

Per ottenere il trasferimento del credito residuo su una nuova tessera o richiedere la restituzione del credito l'utente deve compilare l'apposito modulo scaricabile dal sito www.mediasetpremium.it e inviarlo assieme alla propria tessera Premium scaduta il 30 giugno 2008 ad RTI S.p.a., casella postale n. 127, 20052 Monza (Mi), tramite raccomandata con ricevuta di ritorno. La richiesta, a pena di decadenza, deve essere effettuata entro il 31 dicembre 2008, farà fede il timbro di spedizione

Mediaset Premium verificherà la presenza del credito residuo sulla tessera scaduta e procederà al trasferimento dello stesso sulla nuova tessera indicata dall'utente al netto dei costi relativi alla gestione dell'operazione (pari ad euro 2,50 + euro 0,50 (iva) per un totale di euro 3,00 (importo soggetto a eventuali variazioni in relazione alle valutazioni in corso da parte dell'AGcom). In caso di richiesta di restituzione del credito, il cliente riceverà direttamente tramite bonifico bancario o vaglia postale (a seconda della scelta effettuata al momento della compilazione del modulo) il credito non usufruito al netto dei costi relativi alla gestione dell'operazione (pari ad euro 5,00 + euro 1,00 (iva) per un totale di euro 6,00). Non verranno comunque rimborsati o restituiti i crediti il cui ammontare sarà inferiore o pari agli importi sopra riportati.
I clienti potranno richiedere in qualsiasi momento informazioni sullo stato di avanzamento della loro pratica contattando il call center al numero 199 303 404*

* Il costo da telefonia fissa è di 0,03 euro al minuto, più 0,06 euro di scatto alla risposta (IVA inclusa). I costi da telefono cellulare variano in funzione del gestore da cui viene effettuata la chiamata.

Scarica qui il modulo per la richiesta del TRASFERIMENTO DEL CREDITO

Scarica qui il modulo per la richiesta del RIMBORSO DEL CREDITO

Switch off ecco il calendario nazionale

(ANSA) - Entro il 2010 il 70% del Paese e 37 milioni di italiani passeranno dall'attuale tv analogica a quella in digitale terrestre. Lo ha annunciato oggi il sottosegretario alle Comunicazioni Paolo Romani, presentando la mappa della digitalizzazione per aree del Paese definita attraverso un Decreto ministeriale, che ha avuto questa mattina il via libera all'unanimita' da parte dell'Autorita' per le garanzie nelle comunicazioni.
La prima area sara' come previsto la Sardegna (entro il 31 ottobre di quest'anno), le ultime, nel secondo semestre del 2012, Sicilia e Calabria. ''Sono previsti incentivi da parte del Ministero - ha spiegato ancora Romani - per l'acquisto del decoder dedicati alle famiglie che hanno un reddito annuo inferiore ai 15 mila euro e sono in regola con il pagamento del canone''. In tutto lo stanziamento per il passaggio alla tv digitale, ha detto ancora il sottosegretario, ''sara' di 100 milioni annui (un po' meno nel 2012) dedicati anche alla campagna di comunicazione, in gran parte attraverso le tv locali, per la sensibilizzazione della popolazione''. ''Dal Far West della tv, definizione che pure io non ho mai condiviso - spiega ancora Romani - si passa ad un processo ordinato per le frequenze e anche per il telecomando che portera' l'Italia alla tv digitale''.

DTT: insediato Comitato Italia Digitale

(ANSA) - Roma - Prima riunione a Roma per il nuovo Comitato Nazionale Italia Digitale (Cnid), l'organismo presieduto dal sottosegretario alle Comunicazioni Paolo Romani, affiancato dai vicepresidenti Stefano Mannoni, commissario dell'Autorita' per le Garanzie nelle Comunicazioni, e Andrea Ambrogetti, presidente di DGTVi.
Nel corso dell'incontro - spiega una nota - il sottosegretario ha confermato le linee generali del piano di digitalizzazione del paese sulla base del calendario stabilito dal decreto del 10 settembre e che prevede la completa digitalizzazione della Sardegna entro la fine di ottobre, il passaggio del 70 per cento degli italiani alla nuova tecnologia entro il 2010 e il completamento del progetto al 31 dicembre del 2012. All'incontro, al quale hanno anche partecipato i rappresentanti dei broadcaster, delle regioni inizialmente coinvolte nelle operazioni di digitalizzazione, delle industrie manifatturiere e dei consumatori, sono state affrontate le tematiche tecniche-operative e finanziarie della transizione dall'analogico al digitale secondo le specificita' delle diverse aree e sono stati nominati i coordinatori delle quattro aree operative: area tecnica e sviluppo reti, monitoraggio e dati, comunicazione e assistenza utenti e, infine, area connessa alle problematiche specifiche del servizio pubblico radiotelevisivo.

DGTVi: la Sardegna apre una nuova era della televisione

“Il passaggio al digitale terrestre avviato oggi in Sardegna apre una nuova era della televisione”.

“Questa mattina alle 8:30 la Sardegna, e con essa l’Italia, è entrata definitivamente nella nuova era della televisione digitale”, questo il commento di Andrea Ambrogetti, Presidente di DGTVi (l’Associazione che riunisce Rai, Mediaset, TIMedia, Dfree e le emittenti locali di FRT ed Aeranti-Corallo), circa il passaggio definitivo dall’analogico al digitale terrestre che è iniziato questa mattina nell’isola Sarda. “Già oggi sono stati compiuti quasi 100 interventi sugli impianti di trasmissione televisiva che hanno consentito nell’area dell’ Ogliastra, e per Rai Uno a Cagliari, il passaggio al digitale terrestre. E’ questo l’inizio del processo che porterà da oggi fino al prossimo 31 ottobre tutta l’isola in digitale e che farà della Sardegna, con i suoi 1.600.000 abitanti, l’area digitale più vasta dell’intero continente europeo”.

Si è trattato di oltre due anni di lavoro che hanno portato a risultati di penetrazione tra la popolazione (oltre l’85% dei sardi è in possesso di decoder digitale terrestre) e di consapevolezza (il call center dedicato pur lavorando a pieno ritmo non è stato intasato) davvero importanti. Ci auguriamo che il lavoro dei prossimi giorni confermi definitivamente la positività del “modello Sardegna” a riferimento di quelle altre regioni (Val d’Aosta, Trentino Alto Adige, Piemonte, Lazio, Campania) che spegneranno nel 2009 e che porteranno in digitale nel prossimo anno oltre il 30% della popolazione italiana.

Passaggio al Digitale

Il Governo con un Decreto firmato dal Ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola, il 10 settembre scorso e presentato dal Sottosegretario con delega alle Comunicazioni, Paolo Romani, ha presentato il calendario per il passaggio definitivo dell’Italia alla televisione digitale terrestre. Il decreto prevede una transizione al digitale progressiva delle varie regioni italiane divise in 16 aree a partire dal secondo semestre del 2009 fino al secondo semestre del 2012. Rimangono fissate per il secondo semestre del 2008 e al primo semestre dell'anno in corso i passaggi gia' previsti nelle aree cosiddette all digital, Sardegna e Valle D'Aosta. Gia' nel secondo semestre del 2009 si vedra' la tv digitale terrestre nel Lazio, in Campania, in Trentino Alto Adige e in Piemonte. Via via si passera' al digitale nelle altre regioni fino alle ultime due, Sicilia e Calabria, dove la transizione avverra' alla fine del 2012. Un programma che già nei prossimi due anni intende coinvolgere oltre il 70% della popolazione italiana (saranno circa 14 i milioni di cittadini coinvolti nel 2009 e 23 nel 2010 per un totale di circa 35 milioni) portando l’Italia tra i Paesi più avanzati verso il traguardo europeo del 2012.

Vedi:
DOC. Decreto_Ministeriale (444 Kb)
PDF. Allegato_1 (5 Kb)
PDF. Allegato_2 (73 Kb)
PDF. Nota_Illustrativa (9 Kb)

martedì 25 novembre 2008

Decoder DTT: i problemi nascosti che non vengono pubblicati

Per gentile concessione di Levysoft.it - La transizione al digitale terrestre avverrà progressivamente interessando, ogni 6 mesi, varie regioni italiane divise in 16 aree a partire dal secondo semestre del 2009 fino al secondo semestre del 2012.

Infatti, a differenza del governo precedente che aveva immaginato una scadenza unica per tutta l’Italia, fissata al 12 dicembre del 2012, il governo Berlusconi ha deciso di indicare un processo regione per regione

Il calendario di transizione al digitale è articolato in otto diversi archi semestrali per garantire una continuità radioelettrica tra le diverse aree (onde evitare problemi interferenziali con le regioni limitrofe o con le altre nazioni), considerando, tra le altre cose, anche il numero di emittenti locali presenti, la conformazione orografica del territorio e una ripartizione equilibrata tra Nord, Centro e Sud del Paese, nonché omogenea anche con riferimento alla presenza di famiglie economicamente o socialmente disagiate, al fine di consentire una erogazione di contributi statali bilanciata per ciascuno dei quattro anni del processo di transizione. Questa è la situazione ad oggi. Ora mi chiedo, al momento fatidico dello Switch-off del tv analogica, tutte le famiglie italiane potranno disporre di un decoder digitale terrestre ? Ovviamente la risposta alla mia domanda sarà no e, così, all’indomani del passaggio al digitale, molte famiglie si troveranno con un televisore praticamente inutilizzabile poiché non potrà più ricevere le trasmissioni analogiche via etere!

Anche se il Ministero, oltre ad una massiccia campagna di informazione e comunicazione su larga scala, ha già deciso di erogare un contributo alle famiglie con reddito inferiore a 15 mila euro (per un totale di 100 milioni annui), proprio per venire incontro alle famiglie meno abbienti, sono sicuro che molte non riusciranno ad usufruirne, con la conseguenza che ci troveremmo di fronte ad una inaccettabile disuguaglianza tecnologica tra regioni ricche e regioni povere, tra famiglie facoltose e famiglie meno ricche.

Una disuguaglianza che dividerebbe drammaticamente la popolazione, ledendo, per i cittadini più in difficoltà, il diritto fondamentale all’informazione.

Il problema, però, credo non sia solo per quelli che non hanno voluto comprare o non possono ancora permettersi un decoder digitale terrestre, ma anche per quelli che già ne hanno uno. Infatti, i contributi alle famiglie prevedono solo un solo sconto per famiglia per l’acquisto di un decoder. Ma, probabilmente, a casa di molti italiani, ci sarà più di un televisore e, quindi, ciò comporterà una indubbia spesa per coloro che vorranno renderli tutti funzionanti.

Faccio un esempio personale: io a casa ho due televisori LCD e un solo decoder digitale terrestre esterno. Quando l’anno prossimo avverrà lo switch off delle frequenze analogiche per la città di Roma, a casa mia solo un televisore potrà ricevere i canali televisivi, mentre per l’altro dovrò fare un ulteriore spesa (senza alcuno sconto) per renderlo compatibile.

Un altro problema del tutto sottovalutato è anche di natura logistica oltre che economica, in particolare riguardo le dimensioni che attualmente hanno i decoder per il digitale terrestre: attualmente, a mio avviso, sono tutti troppo grandi! Sul mercato si trovano solamente decoder digitali grandi quanto una scatola di scarpe e anche i più piccoli e fini sono sempre molto ingombranti. Quello che mi piacerebbe trovare sul mercato è dei decoder DGTV tanto piccoli che si possono nascondere dietro al televisore senza per questo dover attrezzare una base apposita. Infatti, sempre facendo riferimento alla mia esperienza personale, il mio secondo televisore è situato in un posto che non ha altro spazio da dedicare ad un ulteriore apparecchiatura elettronica.

Sul mercato informatico, esistono da tempo, ricevitori digitali terrestri grandi quanto una pennetta USB: perché non fanno lo stesso anche per i televisori? Oppure, se proprio non riescono a ridurne le dimensioni (la scusa che non sia possibile ridurre le dimensioni perché sarebbe impossibile inserire le schede prepagate non regge in quanto non tutti sono interessati ai canali a pagamento), perché non mettono in dotazione anche un supporto VESA standard in modo da poterli installare in maniera invisibile e meno ingombrante dietro qualsiasi televisore LCD (magari prendendo spunto dall’Asus Eee Box)?

Per non parlare, poi, del maggiore consumo energetico annuale che ogni famiglia dovrà pagare di tasca propria solo per installare un altro apparecchio elettronico in casa propria, uno per ogni televisore. Secondo la rivista AFDigitale, il costo in euro per la corrente elettrica consumata dal decoder in un anno di utilizzo (stimando 4 ore giornaliere di funzionamento per 300 giorni/anno e il resto del tempo in stand-by) e considerando il costo del KWh pari a 0,16 euro, si può arrivare a spendere sino a 23€ in più all’anno per ogni decoder!

Inoltre, secondo i tecnici di AFDigitale, la grandissima maggioranza degli apparecchi DGTV esaminati, anche quando ufficialmente non lavorano, cioè nessuno guarda la Tv, continuano a sintonizzarsi sul canale dal quale ricevono gli eventuali aggiornamenti firmware (il sistema operativo interno dell’apparecchio).

Se si moltiplicano i 6 Watt medi dello stand by di un decoder per i 5 milioni di decoder digitali terrestri attualmente attivi si arriva alla ragguardevole cifra di 30 megaWatt di potenza impegnata l’anno; nel 2012 quando i decoder saranno 35 milioni (calcolo per difetto perché si considera 1 decoder a famiglia) avremo 210 megaWatt di potenza l’anno letteralmente sprecata, solo per lasciarlo in standby, identificando un vero problema “macroecologico“!

Infine, sebbene siano stati finalmente immessi sul mercato, la quasi totalità dei televisori CRT/LCD in Italia, non dispone di un ricevitore DTT integrato, ma solamente esterno, quelli scatolotti ingombranti di cui parlavo prima. Ciò significa che, a meno di non lasciare sempre acceso il decoder digitale terrestre, con ingenti spese annuali, ogni qualvolta si accenderà il televisore, bisognerà anche accendere il decoder.
Ecco una scaletta delle tediose operazioni:

  1. Accendere televisore con il suo telecomando: comparirà una nebbiolina bianco nera perché le trasmissioni analogiche non esisteranno più
  2. Passare sul canale AV
  3. Accendere il digitale terrestre con il suo telecomando

Come capirete, questo sistema, però, comporta qualche scomodità: per esempio, il televisore deve essere impostato sull’ingresso esterno AV e per regolare il volume occorrerà impostare ad un livello medio-alto quello del televisore in modo da avere margine di intervento con quello fornito con il set-top-box.

Questo se si hanno due telecomandi. Se invece si usa un telecomando universale, il tutto risulterà più semplice, in quanto molti sono configurati per programmare le operazioni su più dispositivi con un solo pulsante (ovviamente si deve prevedere una ulteriore spesa che può andare dai 15 euro fino anche ai 100 euro a seconda delle caratteristiche e dai dispositivi gestiti di ogni singolo telecomando universale).

Per cui se decido, sempre e solo con il telecomando universale, di accendere il televisore, di default verrà mandato un segnale di accensione anche al digitale terrestre, rendendo di fatto il meccanismo molto più trasparente e semplice. Il problema, però sorge quando il vostro digitale terrestre, come il mio Philips, non si accende con il tasto rosso del telecomando (dedicato di solito all’accensione/spegnimento) ma solo premendo il tasto di un canale (in pratica i tasto rosso serve solo per spegnere il decoder), rendendo di fatto inutilizzabile la procedura di programmazione delle operazioni!

E’ evidente, però, che spesso, nell’usare un telecomando universale, si incorre nel problema di non perfetta compatibilità dei tasti, per cui si può accedere solo alle funzioni di base lasciando ai telecomandi proprietari, quelle più avanzate.

Se, invece, decidessimo di lasciare sempre acceso il decoder digitale e lasciare sempre sul canale AV il nostro televisore, tutto risulterebbe più comodo e forse più semplice (almeno per coloro che hanno alcuni problemi con i telecomandi come sopra esposto). Ma quanto sarebbero i consumi? Grazie alla tabella di AFDigitale e a questa utility di Michelle Ferretti, si può calcolare che, lasciando il decoder digitale terrestre sempre accesso 24 ore al giorno per 365 giorni l’anno, si può arrivare a spendere sino a 37€ l’anno in più per ogni decoder digitale terrestre acceso.

Come vedete i problemi per uno switch-off sono molti, alcuni importanti, altri trascurabili, ma sicuramente esistono e non tutti ne sono al corrente.

DTT: OFCOM, IN GRAN BRETAGNA L'86% DI FAMIGLIE POSSIEDE DECODER

(ASCA-CORRIERE COM.) - Roma, 20 nov - Ofcom, l'Autorita' britannica di regolamentazione del mercato delle comunicazioni, ha diffuso la sua ultima relazione sul mercato delle Tlc e sul digitale terrestre (Dtt) analizzando Paesi a economia industrializzata (Italia, Francia, Germania, Canada, Giappone e Stati Uniti) e a economia emergente (Cina, Russia, Brasile, India). Per quanto riguarda l'uso del cellulare la ricerca rileva che la Cina ha oltre 88 milioni di nuovi collegamenti di telefonia mobile nel 2007, mentre e' l'Italia ad avere il piu' alto numero di famiglie che possiedono solo il telefono mobile (40%). In Germania c'e' invece la piu' alta percentuale di utenti Internet (12%o) che superano i 65 anni. Per quel che riguarda il Dtt e' la Gran Bretagna ad avere il piu' alto numero di famiglie che ricevono il segnale tramite decoder (86%) oppure tramite videoregistratore digitale (30%) a fronte di una Polonia dove si registra il livello piu' basso di adozione della nuova piattaforma (29%).

Ancora il Regno Unito si conferma leader nell'adozione di televisori HD con un numero di famiglie che si attesta a 700mila, superando addirittura la somma delle famiglie HD italiane, francesi e tedesche.

Tv digitali: c'è fermento ma non la pubblicità

La Tv digitale? Una partita tra Sky e i player del digitale terrestre con poco spazio per gli altri. L’indagine del Politecnico, basata sull'analisi di più 2.000 canali relativi a tutte le piattaforme digitali attualmente disponibili (Dtt, IpTv, Mobile Tv su rete Dvb-h e su rete cellulare, Sat Tv, Web Tv) e su oltre 50 casi di studio, assegna l’1% del mercato all’Iptv, il 2% alla mobile e un altro 1% alla Web tv.

Numeri simili a quelli dello scorso anno che, secondo Andrea Rangone responsabile scientifico dell'Osservatorio New Tv della School of management del Politecnico di Milano, nascondono “un fermento imprenditoriale che riguarda soprattutto le Desktop-Tv nelle quali stanno avvenendo le maggiori sperimentazioni: a livello di format e di palinsesti, di produzione di contenuti e di modalità di erogazione all'utente”.

Ricorrendo alla consueta divisione delle piattaforme in Sofa (Sat, Dtt e IpTv), Desktop (i canali video fruibili tramite Web) e Hand-Tv (Mobile), l’indagine sancisce il lentissimo sviluppo delle tv sui cellulari che cercherà di far crescere l’audience offrendo dei canali in chiaro. La lotta è però durissima anche perché, sottolinea Giovanni Toletti, responsabile delle ricerche dell'Osservatorio New Tv, “non è ancora assolutamente chiaro che cosa il consumatore consideri veramente di valore”.

Secondo l’ateneo milanese il mercato delle Tv digitali è di poco inferiore ai 3.400 milioni di euro, in crescita del 15% rispetto al 2007. L'86% del mercato deriva dalle offerte pay, mentre il restante 14% arriva dalla pubblicità.

Lo scarso successo in termini di fatturato delle Tv digitali legate al Web e ai cellulari non frena però gli ardori imprenditoriali visto che, mobile a parte, il numero di canali disponibili aumenta su tutte le piattaforme.

La Web Tv passa da 476 a 633, IpTv da 153 a 218 e i canali
Video on demand aumentano il loro peso sia sulla IpTv (passando dal 23 al 36%) che sulla Web Tv (dal 64 al 71%), mentre lo diminuiscono sulla Mobile Tv dal 75 al 63% per alcune razionalizzazioni fatte sull'offerta della Rete cellulare.

Il futuro però è incerto. Le Desktop Tv hanno un turnover elevato: a fronte di una natalità di circa il 40% c’è una mortalità di circa il 20%. Tutto normale per il Web dove anche nell’ecommerce il turnover, soprattutto nella fase iniziale è stato alto. Però il panorama sta cambiando visto che cresce il peso dei canali On demand, mentre si riducono i canali a flusso trasposti da altre piattaforme televisive e aumentano i canali video sviluppati da imprese e pubbliche amministrazioni con l'obiettivo di potenziare la loro comunicazione e interazione con i propri utenti, in una logica di Customer relationship management.

Difficile però che i fatturati esplodano. Secndo una survey della School of management effettuata su cento direttori marketing, il 65% non ha mai utilizzato le Tv digitali per campagne pubblicitarie, il 1% non lo farà neanche in futuro mentre il 55% è incerto.

In caso di utilizzo la preferita è la Web tv, seguita da satellite e digitale terrestre. I motivi che ostacolano gli investimenti sono la scarsa conoscenza delle opportunità e i ritorni delle piattaforme, la mancanza di un’audience significativa, la scarsa efficacia percepita e la mancanza di competenze interne adeguate.

DTT: ROMANI, ALL'ASTA LE FREQUENZE LIBERATE DA SWITCH OFF

(ASCA-CORRIERE COM.) - Roma, 24 nov - ''Metteremo all'asta, con modalita' che decidera' l'Agcom insieme con il ministero dello Sviluppo economico, le frequenze liberate dallo switch off''. A rivelarlo e' Paolo Romani, sottosegretario alle Comunicazioni, un un'intervista pubblicata oggi sul Corriere delle Comunicazioni. ''E lo faremo - puntualizza Romani - sia per le frequenze liberate in Sardegna sia per quelle che emergeranno man mano che la digitalizzazione si estendera' a tutto il Paese''. Per quanto riguarda le preoccupazioni dell'Unione europea sulle modalita' di cogestione dello spettro, il sottosegretario dichiara che ''non si puo' non tenere conto degli investimenti fatti dagli attuali operatori. Come possiamo mettere sullo steso piano chi trasmette da vent'anni e chi arriva solo ora? I news comer hanno comunque a disposizione il 40% del mux''. Romani e' convinto che il digitale terrestre aprira' spazi importanti per l'industria italiana dei contenuti. ''Quando il mercato sara' nazionale, ci saranno content provider italiani che approfitteranno di quel 40% di spazio riservato a terzi nei mux del Dtt'' conclude.

Mediaset: nuova offerta per il digitale terrestre

Ieri sera il vice presidente di Mediaset, Pier Silvio Berlusconi, ha presentato ai giornalisti la nuova offerta a pagamento per il digitale terrestre di Mediaset Premium, chiamata Premium Fantasy. Tale offerta consisterà in un pacchetto dedicato ai ragazzi che includerà Disney Channel, Playhouse Disney, Cartoon Network e Hiro, canale autogestito dalla stessa Mediaset. Hiro avrà in palinsesto i più famosi anime provenienti dal Paese del Sol Levante.

Italia: televisione digitale in 6,9 milioni di case

Nel nostro paese il mercato della televisione digitale terrestre si sta consolidando. Secondo le ultime stime, a fine settembre il numero di famiglie in possesso di almeno un decoder nell'abitazione principale è cresciuto a 6,9 milioni; a settembre sono stati venduti 448 mila ricevitori, dal 2004 oltre 10 milioni di pezzi; a ottobre l'ascolto complessivo ha toccato il 6,4% di share.

E' questa la fotografia del settore scattata nella newsletter di novembre da Dgtvi, l'associazione che riunisce Rai, Mediaset, TI Media, Dfree e le emittenti locali di Frt e Aeranti Corallo.

In Sardegna, con lo switch off completato a fine ottobre, la penetrazione totale della televisione digitale è stimabile al 96.5% delle famiglie, il solo digitale terrestre al 91,7%. Sull'intero parco televisori delle famiglie, oltre 900 mila (il 73.3% del totale) possono ricevere il segnale digitale terrestre.
Dai primi dati di ascolto della Sardegna all digital emerge subito il successo di Rai 4: la più recente delle reti digitali ottiene il 3.3% in prima serata e il 3.7% nel giorno medio.

lunedì 24 novembre 2008

«Tv satellitare e digitale terrestre: ecco come continueranno a crescere»

Andrea Rangone, responsabile scientifico dell'Osservatorio New Tv del Politecnico di Milano, è assolutamente convinto di un fatto: le Tv digitali sono una realtà ormai affermata nel panorama italiano dei media di nuova generazione, con punte di assoluta eccellenza per alcune piattaforme (satellite) e grandi opportunità di sviluppo per altre (digitale terrestre, mobile Tv e Web Tv). In questa breve intervista al Sole24ore.com, Rangone spiega alcune delle dinamiche che caratterizzano e caratterizzeranno il fenomeno.

La pubblicità incide oggi per una quota pari al 14% del fatturato sviluppato delle Tv digitali: come va inteso questo dato?
Non è un dato marginale. Il mercato televisivo è sempre stato un mercato "free", fatta eccezione per il canone, che oggi vale circa 1,6 miliardi di euro. Con la nascita di Sky, si è materializzata la vera Tv a pagamento e la relativa offerta di canali on demand, replicando il modello consolidato delle Tv via cavo presenti negli Stati Uniti o in Regno Unito. Nell'immediato futuro credo che il fatturato generato dai canali pay continuerà a crescere, sia nell'ambito delle Tv satellitari che per le emittenti del digitale terrestre e di IpTv. Parimenti crescerà anche il gettito pubblicitario, di pari passo con l'aumento dell'audience, e in modo particolare crescerà in relazione alla diffusione dei canali digitali in chiaro, che già popolano l'offerta di Mediaset e Rai. Direi che il rapporto in essere fra componente pay e advertising è equilibrato, o comunque è difficile valutarlo diversamente.

Il business model di Sky, che cattura l'87% del volume d'affari, com'è articolato?
Quello di Sky è un business ibrido, che assorbe circa tre miliardi di euro: la componente pay rappresenta il 90% degli introiti e la pubblicità il restante 10%. In futuro non credo che questo mix possa cambiare molto. Si può osservare in ogni caso come Sky continui a crescere e arricchire la sua offerta di canali a pagamento e come Mediaset, sul digitale terrestre, abbia iniziato a giocare una partita più aggressiva, puntando anche sulla sempre maggiore penetrazione dei televisori con decoder integrato. Oggi la differenza la fa l'Arpu (Average revenue per user, ndr): per Sky è nell'ordine dei 45 euro, quello di Mediaset è sotto i 20 euro.

Le Iptv oggi rappresentano solo l'1% del mercato delle Tv digitali: perché?
Queste piattaforme sono nate all'ombra della Tv satellitare. I bouquet di offerta fra Sky e le varie Fastweb, Telecom, Tiscali e Infostrada non sono paragonabili e soprattutto gli operatori più piccoli non hanno ancora una grande differenziazione in fatto di canali per il video on demand. La motivazione principale del limitato business legato alle IpTv, comunque, è a mio avviso un'altra, e cioè il fatto che il business televisivo non è l'obiettivo principale di questi operatori. L'offerta Tv rientra in una logica di ulteriore fidelizzazione dei propri utenti, di servizio a valore aggiunto da proporre in bundle con altri, di strategia di portafoglio che ha comunque buone potenzialità di sviluppo.

Non è quindi un problema di carenza di connessioni broadband a limitare lo sviluppo delle IpTv?
Direi di no. Basta prendere come esempio quanto succede nelle grandi città, dove le connessioni ad alta velocità, anche in fibra ottica, sono disponibili: gli utenti che scelgono l'Iptv al posto del satellite sono una minoranza.

Come vede l'evoluzione del digitale terrestre, anche in relazione all'annunciato switch off? E il fatto che per vedere i canali in chiaro serva sempre un decoder nonostante tutte le Tv siano dotate di decoder integrato costituisce un freno?
Il fatto che non tutti i Tv abilitino alla visione dei canali del digitale terrestre a pagamento è in effetti un tema importante e che merita una riflessione adeguata. Oggi la maggior parte dei canali disponibili, circa 45, è comunque "free" e il primo passo credo sia quello di portare il servizio nelle case degli italiani. La componente per i canali premium integrata sarebbe un ulteriore fattore di accelerazione. Quanto all'evoluzione del digitale terrestre faccio questa considerazione: fatto 100 il mercato televisivo nel suo complesso, questa piattaforma vale oggi il 3% e quella analogica, composta da pubblicità e canone, circa il 61%. Nel 2012 queste due fette si sommeranno e avremo di conseguenza un mercato che per circa due terzi sarà costituito dal digitale terrestre e da circa un terzo dalla Tv satellitare, con le altre piattaforme a dividersi le quote marginali rimanenti.

Chiudiamo proprio con le altre piattaforme che hanno un peso specifico marginale: quale ha più potenzialità di crescita?
Direi entrambe, e mi riferisco a Tv Mobile e Web Tv. La prima permetterà di accedere su reti Dvb-H o Hsdpa non solo a programmi televisivi ma anche a varie tipologie di contenuti video, compresi quelli generati dagli utenti. Per le seconde, e soprattutto per quanto riguarda i progetti editoriali, la componente video ha cambiato i modelli di interazione con il pubblico in quanto strumento assai efficace di comunicazione, a cui legare ovviamente le attività legate alla pubblicità là dove si sviluppa un traffico utenti di un certo tipo.

Tv digitale, risultati confortanti E' entrata nel 96,5% delle case

Nella prima settimana di novembre, la penetrazione totale della tv digitale in Sardegna è stimabile al 96.5% delle famiglie, il solo digitale terrestre al 91,7%
Tv digitale, risultati confortanti La tv digitale in Sardegna è entrata nel 96,5 per cento delle famiglie sarde. Ad affermarlo è un'indagine condotta da Makno, su commissione del Consorzio Sardegna Digitale, nella prima settimana di novembre, la penetrazione totale della tv digitale in Sardegna è stimabile al 96.5% delle famiglie, il solo digitale terrestre al 91,7%. Sull'intero parco televisori delle famiglie, oltre 900 mila (il 73.3% del totale) possono ricevere il segnale digitale terrestre. Sempre secondo la Makno, il 51% delle famiglie sarde non ha avuto problemi di ricezione o sintonizzazione; solo il 4.4% ha dovuto chiedere l'intervento di un tecnico antennista, limitando il cambio di antenna all'1.5%. Infine, sul piano della comunicazione, meno del 2% dei sardi ha dichiarato di essere stato preso alla sprovvista dallo switch off, mentre oltre il 70% ha giudicato "molto" o "abbastanza" adeguata la campagna di comunicazione istituzionale.

DTT: A MAGGIO DIGITALE TERRESTRE IN TUTTA LA VALLE D'AOSTA

(ANSA) - AOSTA, 21 NOV - A maggio (presumibilmente tra l'11 e il 22) la Valle d'Aosta passerà dal sistema televisivo analogico al digitale terrestre. La notizia è stata confermata dal presidente della Regione, Augusto Rollandin, precisando che sono in corso valutazioni e analisi per come provvedere a migliorare e potenziare la ricezione su tutto il territorio valdostano.

Rollandin ha, quindi, evidenziato che uno studio particolare riguarda la comunità Walser per individuare le soluzioni possibili per trasmettere programmi in lingua tedesca. "Dobbiamo tenere conto - ha aggiunto - che le soluzioni siano compatibili con gli eventuali investimenti necessari. Sul digitale terrestre saranno anche trasmessi, oltre che i programmi in lingua italiana, anche quelli francofoni". (ANSA).

Dtt: oltre 10 milioni i decoder venduti

Si consolida il mercato della tv digitale terrestre in Italia. Secondo le ultime stime, a fine settembre - e quindi prima dello switch off della tv analogica in Sardegna, completato il 31 ottobre - il numero di famiglie in possesso di almeno un decoder nell'abitazione principale e' cresciuto a 6,9 milioni; a Settembre sono stati venduti 448 mila ricevitori, dal 2004 oltre 10 milioni di pezzi; a ottobre l'ascolto complessivo ha toccato il 6,4% di share.


E' la fotografia del settore scattata nella newsletter di Novembre da Dgtvi, l'associazione che riunisce Rai, Mediaset, TI Media, Dfree e le emittenti locali di Frt e Aeranti Corallo.


In base alle stime elaborate da Makno, a fine Settembre il numero di famiglie in possesso di un decoder per il Dtt e' arrivato a quota 6 milioni 912 mila, con un aumento di circa 350 mila unita' rispetto ad Agosto. Inoltre, sempre a Settembre, il numero dei ricevitori per il digitale terrestre presente nelle famiglie e' salito a 7 milioni 904 mila (393 mila unita' in piů rispetto al mese precedente).


Il consumo di tv a Ottobre e' avvenuto per il 6,4% attraverso i decoder del digitale terrestre: e' un valore - spiega la newsletter - piu' alto del 73% rispetto a Settembre e cresciuto piu' del doppio rispetto a Ottobre 2007. Le elaborazioni dello Studio Frasi sui dati Auditel registrano anche un uso piu' elevato del 64% rispetto all'inizio dell'anno.


Secondo un'indagine condotta da Makno, su commissione del Consorzio Sardegna Digitale, nella prima settimana di Novembre, la penetrazione totale della tv digitale in Sardegna e' stimabile al 96.5% delle famiglie, il solo digitale terrestre al 91,7%. Sull'intero parco televisori delle famiglie, oltre 900 mila (il 73.3% del totale) possono ricevere il segnale digitale terrestre. Sempre secondo la Makno, il 51% delle famiglie sarde non ha avuto problemi di ricezione o sintonizzazione; solo il 4.4% ha dovuto chiedere l'intervento di un tecnico antennista, limitando il cambio di antenna all'1.5%. Infine, sul piano della comunicazione, meno del 2% dei sardi ha dichiarato di essere stato preso alla sprovvista dallo switch off, mentre oltre il 70% ha giudicato "molto" o "abbastanza" adeguata la campagna di comunicazione istituzionale.


Secondo lo Studio Frasi, dai primi dati di ascolto della Sardegna all digital emerge subito il successo di Rai 4: la piu' recente delle reti digitali ottiene il 3.3% in prima serata e il 3.7% nel giorno medio, valori quindici volte piu' alti di quelli raggiunti dalla rete negli stessi giorni nel resto d'Italia. Una dimostrazione del fatto che, con il passaggio al digitale, i canali che ottengono maggiore attenzione sono i cosiddetti mini-generalisti, che offrono film, fiction, ma anche reality.